Cronaca

Mafia, scatta maxi sequestro per membro della famiglia “barcellonese” – DETTAGLI

Il 19 settembre 2023, i carabinieri del ROS, con il supporto in fase esecutiva del comando provinciale Carabinieri di Messina, hanno eseguito un provvedimento di sequestro beni nei confronti di un appartenente alla famiglia mafiosa “barcellonese”, operante a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e sulla fascia tirrenica della provincia di Messina.

A emettere il provvedimento è stato il Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia.

Mafia, maxi sequestro per membro della famiglia barcellonese

Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti di carattere patrimoniale svolti dai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale che hanno consentito di documentare come il proposto, arrestato il 16 giugno 2011 in esecuzione della misura cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’operazione Gotha condotta dai carabinieri del ROS sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, avesse accumulato, nel tempo, un patrimonio risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati da lui e dai suoi familiari.

In particolare il destinatario del provvedimento di sequestro, dopo il processo scaturito dall’operazione Gotha che aveva disarticolato il sodalizio mafioso dei Barcellonesi, è stato condannato alla pena dell’ergastolo nell’anno 2014 per associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni con sentenza definitiva dalla Corte di Assise di Messina che ha consentito di inquadrare l’interessato nell’ambito di una sistematica e organica partecipazione al sodalizio dei barcellonesi e, segnatamente, nella sotto cellula territoriale dei “mazzaroti”.

I beni sequestrati

Il sequestro, finalizzato all’eventuale futura confisca dei beni, tutti intestati ai familiari del soggetto, ha riguardato un villino su più piani di oltre 200 mq e numerose particelle censite al Catasto terreni del Comune di Francavilla di Sicilia (ME): per un valore complessivo stimato in oltre 270mila euro.

Il provvedimento si inserisce in un’ampia manovra di contrasto alla criminalità di tipo mafioso che l’Arma dei carabinieri sta conducendo nel Distretto di Messina sotto la direzione della locale Procura della Repubblica.

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