Leadership

La marcia dei politici e la marcia dei “colitici”

Più che la marcia dei nuovi politici, dopo le elezioni che si susseguono, mutuando il grande Giorgio Gaber, comincerà la marcia dei “colitici”, per via dei dispiaceri che i cittadini saranno costretti a prendersi a causa dell’ennesimo voto sprecato, per via di una partecipazione sempre più bassa. Sarà una delusione dietro l’altra. Nei poli che si sono formati, infatti, non c’è nulla di coerente, nessun programma davvero armonico e sensato, nessuna lealtà comportamentale, insomma nulla, se non quello che prevede la voglia di conquistare seggi, eludendo quella pessima legge elettorale che è il “Rosatellum”, ma evitando accuratamente che si tengano in alcun conto le reali esigenze del Paese.

Così, purtroppo, si rischia di sprecare, ma speriamo di no, la grande opportunità legata al PNRR ed alle riforme che ne dovrebbero derivare. Diceva Pierpaolo Pasolini: “prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia. Diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. La strada maestra fatta di qualunquismo e di alienante egoismo è già tracciata”. Quella del grande poeta e regista è stata una sorta di preveggenza di rara chiarezza e di profonda lungimiranza. Dopo il voto, che purtroppo ha registrato un ulteriore elevatissimo numero di astenuti, i nodi, prima o poi, verranno al pettine ed è ovvio che sia così, dato che le differenze si possono pure nascondere ma esistono.

I liberali pretenderanno più mercato e meno stato, i neo comunisti vorranno più stato e meno mercato, i cattolici vorranno più provvedimenti per la vita, i laici vorranno garanzie per una pietosa morte, tutti vorranno salari e pensioni più alte, ma nessuno dirà da dove prendere i soldi, qualcuno vorrà continuare a tassare i sacrifici dei genitori, altri preferiranno tassare il futuro dei figli. Le varie caste, con il camice, con la toga, con le mezze maniche, ma anche senza, non vorranno le riforme, mentre i cittadini continueranno a fare le file per un accertamento sanitario o per un permesso che è loro dovuto e continueranno a scambiare i diritti con i favori. C’è una cosa che però metterà d’accordo destra, sinistra e centri vari: non fare nulla per migliorare le condizioni del Mezzogiorno, riuscendo a portarle allo stesso livello delle altre regioni italiane, sicuramente più sviluppate, infrastrutturate e moderne. Su questo aspetto staranno tutti dalla stessa parte, quella che vuole autostrade e alta velocità al Nord e trazzere al Sud, quella che vuole servizi e sviluppo al Nord e assistenzialismo al Sud.

Può apparire assurdo, tuttavia sono convinto che saranno d’accordo persino i parlamentari eletti al Sud, che continueranno ad essere prigionieri di partiti diretti dalla finanza globale, a causa dell’incapacità dei cittadini del Sud di dare vita ad un soggetto politico meridionalista, europeista, capace di liberarsi da logiche di schieramento le quali, così stando le cose, li vedranno sempre perdenti. In politica, per realizzare un simile obiettivo, ci vogliono almeno tre elementi: un progetto realistico e concreto, un’organizzazione dotata di risorse economiche e umane e di una comunicazione chiara, oltre che qualificata ed una classe politica credibile, leale e coerente con il progetto e con l’organizzazione di cui si è già detto.

Non è escluso che, dopo gli attacchi “colitici” dovuti ai falsi politici, qualcosa non si possa davvero fare. Non è escluso che i cittadini “colitici” ed i politici “colitici” non riescano a trovare un punto d’incontro o un efficace antispastico. Certo, non sarà facile, ma non è impossibile, soprattutto se si avrà la forza e la possibilità di cominciare da subito e se, da subito, si comincerà a mettere da parte le illusioni, talvolta del tutto farneticanti, e si comincerà a lavorare stando con i piedi per terra, facendo quello che si deve e che si può fare. I sogni servono se possono concretizzarsi, se possono trasformarsi in realtà, se possono dare risposte alle attese dei sognatori, altrimenti sono incubi dei quali prima ci si libera e meglio è.