Inchiesta

Migranti: flussi contenuti in questo inizio 2024 ma può essere un boomerang economico

ROMA – Quello che ci siamo da poco lasciati alle spalle è stato un anno drammatico sul fronte della gestione dei migranti, con il nostro Paese che ha dovuto far fronte a un numero di sbarchi in costante aumento rispetto alle annate precedenti.

Nel 2023 arrivati in Italia 157.652 migranti

Come certificato dai numeri diffusi dal Cruscotto statistico del ministero dell’Interno, il 2023 si è ufficialmente chiuso con 157.652 persone arrivate sulle coste nazionali, di cui 17.319 minori stranieri non accompagnati. Un dato in netta crescita rispetto all’anno precedente, quando i migranti arrivati in Italia hanno raggiunto 105.131, di cui 14.044 minori non accompagnati.

Sensibile calo nel mese di gennaio

Nonostante le temperature più rigide, gli arrivi sulle coste italiane non si sono fermati nemmeno in questo primo mese del 2024, ma occorre segnalare come essi siano comunque in sensibile calo rispetto a dodici mesi fa. Sempre secondo i dati del ministero dell’Interno, infatti, dall’inizio del mese alla giornata di ieri sono arrivate all’interno dei confini nazionali 1.298 persone contro le 4.102 dello stesso periodo dello scorso anno. Quasi il 70% in meno.

Non tutti, però, potrebbero essere felici di tutto ciò, perché per molti quello dell’accoglienza è ormai diventato un business molto remunerativo.

Insomma, non è ancora dato sapere se questi numeri possano far intendere a un trend diverso per l’anno in corso. Ciò che è certo è che il Governo nazionale sta lavorando proprio per cercare di ridimensionare in modo evidente i flussi di persone in arrivo in particolare dal Nord Africa. Basti pensare al recente accordo tra Italia e Albania al centro del dibattito parlamentare (e comunque al vaglio della Corte Costituzionale di quel Paese).

Negli ultimi giorni, però, si è discusso anche del Memorandum Ue-Tunisia, preso di mira in particolare da Amnesty International. Un documento che, secondo il consigliere per la politica estera dell’associazione Hussein Baoumi, ascoltato in audizione alla Commissione Giustizia dell’Eurocamera, avrebbe fallito i suoi obiettivi: “Gli arrivi verso l’Italia – ha detto – sono aumentati nel 2023 ed è aumentato anche il numero dei dispersi in mare”.

La Tunisia espelle i migranti verso la Libia o l’Algeria

“Le autorità tunisine – ha aggiunto – espellono molti migranti, spesso anche minori, verso Libia o l’Algeria, in alcuni casi le persone vengono anche lasciate sole nel deserto a morire. Le espulsioni avvengono senza tenere conto delle necessità di protezione delle persone. Da quando è salito al potere Said c’è stata una spirale di repressione e le sue forze di sicurezza impediscono il lavoro delle Ong. La Tunisia è molto indietro nell’assistenza ai migranti e la situazione non migliora nel tempo, ciò nonostante gli Stati membri hanno deciso di firmare Memorandum con la Tunisia senza consultazioni e trasparenze e senza tenere conto che sono de facto calpestati i diritti umani”.

Una tesi però respinta dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr Vincenzo Sofo, il quale ha definito quanto detto da Amnesty International “una grossolana falsità”. Per il rappresentante di FdI, infatti, “il Memorandum è la conseguenza, non la causa dell’aumento degli sbarchi, essendo infatti stato siglato a luglio 2023 e dunque operativo solo da pochi mesi. La commissaria europea Ylva Johansson ha confermato che in seguito all’operatività dell’accordo dal mese di ottobre il flusso di immigrati clandestini dalla Tunisia si è ridotto di circa il 90% e 750 trafficanti sono stati arrestati. Ciò significa che la strategia messa in campo dal presidente Giorgia Meloni e invocata da Fratelli d’Italia a livello europeo, quella degli accordi con i Paesi terzi per fermare le partenze, è efficace”.

In tal senso si inserisce anche il recente confronto tra la premier Giorgia Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. I due hanno messo al centro di un recente bilaterale il rafforzamento della cooperazione migratoria. Meloni ed Erdogan, dopo aver condiviso il risultato della collaborazione che lo scorso anno ha portato a una riduzione del 56% dei flussi irregolari lungo il corridoio Italia-Turchia, puntano a una intesa anche sulla rotta Nord-africana: i rispettivi ministeri degli Esteri, come reso noto, intendono infatti concludere presto una intesa in tal senso.

Il Governo italiano si muove per cercare di evitare un altro 2023

In attesa di comprendere cosa succederà da qui ai prossimi mesi nel Mediterraneo, il Governo italiano dunque si muove per cercare di evitare un altro 2023. E ad augurarsi che la situazione non torni a essere quella di prima sono anche le comunità da sempre più esposte ai flussi migratori, come quella siciliana di Lampedusa, ormai da anni in prima linea nella gestione di un fenomeno complesso non soltanto dal punto di vista sociale ed economico.

Per Lampedusa e le Pelagie in arrivo risorse pari a 45 milioni di euro

LAMPEDUSA (AG) – Per quanto riguarda il supporto alle comunità locali occorre segnalare come proprio nelle ultime settimane si siano intensificati gli incontri finalizzati alla definizione del Piano di interventi da 45 milioni di euro studiato dal Governo nazionale per supportare l’isola di Lampedusa e le Pelagie, che ha subito e subisce ancora il peso dell’immigrazione clandestina.

Nei giorni scorsi, per esempio, sono stati soccorsi e condotti a Lampedusa 34 migranti per cui Alarm Phone aveva lanciato precedentemente un Sos. Non si è trattato dell’unico sbarco degli ultimi giorni. Altre cinquanta persone, infatti, sono state intercettate in precedenza. Dopo un primo triage sanitario per i migranti in questione è stato disposto il trasferimento nell’hotspot di contrada Imbriacola.

Il tema delle migrazioni è stato quindi al centro dell’incontro di qualche giorno fa tra il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Mannino ha affermato che la definizione del Piano per Lampedusa dovrebbe arrivare entro fine mese o al massimo nei primi giorni di febbraio. In seguito è atteso un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulle opere da realizzare.

Cosa prevede nel dettaglio il Piano di interventi

Nel dettaglio, il Piano prevede con 25 milioni di euro il rinnovamento delle reti idriche e fognarie e delle strade, la realizzazione di un deposito di carburante per evitare di restare a secco e per cercare di calmierare i prezzi. Previsto inoltre un parcheggio nel centro abitato e opere di efficientamento energetico della scuola materna, il completamento del depuratore e la realizzazione di un Centro raccolta rifiuti per Linosa.

Progettazione e gare verranno gestite da Invitalia, poiché il Municipio si è detto impossibilitato, vista la carenza di risorse umane e professionali, a coordinare i tutto. Proprio a questo proposito il sindaco ha ricordato i 26 milioni di euro concessi quanto alla guida del Governo c’era Silvio Berlusconi, rispediti al mittente proprio per le difficoltà dell’Ente locale di gestire i progetti connessi a questa mole di denaro.

“Questi 45 milioni di euro – ha affermato Filippo Mannino – ce li hanno dati perché abbiamo un problema, che è quello dell’immigrazione. Queste risorse arrivano a titolo di compensazione per quello che abbiamo subito”.