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Musica in lutto: morto Andrè Watts, star del pianoforte

Aveva 77 anni. Il suo carisma e le sue capacità tecniche erano indiscusse e hanno contribuito alla sua ascesa nelle più importanti sale da concerto del mondo

Il musicista statunitense André Watts, pianista la cui tecnica poderosa e il cui fascino magnetico hanno impressionato il pubblico e lo hanno reso una delle prime superstar nere della musica classica, è morto mercoledì 12 luglio nella sua casa di Bloomington, nello Stato dell’Indiana (Usa), all’età di 77 anni a causa di un tumore alla prostata. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Joan Brand al “New York Times”. Il suo carisma e le sue capacità tecniche erano indiscusse e hanno contribuito alla sua ascesa nelle più importanti sale da concerto del mondo.

Nato il 20 giugno 1946 a Norimberga, nella Germania occupata dagli Alleati, Watts era figlio di madre ungherese, Maria Alexandra Gusmits, pianista, e di padre afroamericano, Herman Watts, sottufficiale dell’esercito americano. André trascorse la sua prima infanzia in Europa, vivendo per lo più vicino alle postazioni dell’esercito americano dove il padre era di stanza.

Dopo gli studi di musica compiuti a Filadelfia, André Watts debuttò come pianista nel 1963 con la New York Philharmonic e a quattro anni dopo risale il primo tour mondiale. Nel corso della sua carriera, con un repertorio soprattutto pianistico, si è esibito con la National Symphony Orchestra di Washington e London Symphony Orchestra. Ha tenuto recital al Festival di Salisburgo nel 1976, 1980, 1985 e 1987, mentre nel 1986 eseguì il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Franz Liszt con i Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Chailly. Sempre con musiche di Liszt ha tenuto un concerto al Teatro alla Scala di Milano nel 1985. Watt nel 2004 è diventato docente della Indiana University e ha continuato ad esibirsi fino al 2019.