Bellezza

Musica e maschere, ritorna il Carnevale

PALERMO – Manca sempre meno al Carnevale 2024. Con le festività natailizie ormai alle spalle, anche nell’Isola si contano i giorni per l’inizio della celebrazione più colorata e giocosa dell’anno.

Com’è noto, la Sicilia è una delle Regioni d’Italia maggiormente “devote” al Carnevale e sono numerosi gli appuntamenti in giro per il territorio dove risulta possibile lasciarsi andare al divertimento, vestendo i panni del proprio personaggio preferito o, semplicemente fare un giro tra le bancarelle.

Poiché si tratta di una festa mobile, le date non coincidono di anno in anno e variano a seconda del giorno in cui cade la Pasqua, celebrazione alla quale è direttamente legata.
Nel 2024, il periodo di Carnevale sarà compreso tra il 28 gennaio (la cosiddetta domenica di Settuagesima, ossia 70 giorni circa prima della Pasqua, che quest’anno si festeggia domenica 31 marzo) e il 13 febbraio, corrispondente al Martedì grasso.

Il giorno seguente, mercoledì 14 febbraio, oltre a essere San Valentino sarà anche il Mercoledì delle Ceneri, la ricorrenza che segna l’inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua di resurrezione.

Il Carnevale in Sicilia di distingue per le sfilate dei caratteristici carri allegorici realizzati dai maestri della cartapesta che culminano in vere e proprie “contese” nel corso delle esibizioni che attraversano le strade delle località dove tradizionalmente viene messa in piedi la manifestazione.

Ad Acireale, in provincia di Catania, si celebra quello che viene comunemente denominati come “Il più bel Carnevale di Sicilia”. In occasione della kermesse, il centro storico della località acese si anima con festoni, coriandoli, musica, balli e – ovviamente – gli immancabili carri. Cuore pulsante del Carnevale acese saranno piazza Duomo e le vie limitrofe.

Dall’altra parte della Sicilia, in provincia di Palermo, particolarmente sentito è il Carnevale di Termini Imerese, conosciuto come il “Carnevale Termitano” e famoso per essere il più antico di Sicilia. Caratteristica peculiare della manifestazione è la presenza delle maschere di “nannu” e “nanna”, antiche opere di cartapesta realizzate nell’Ottocento.

Da non perdere, infine, è il Carnevale di Sciacca in provincia di Agrigento. Quest’anno la festa si celebrerà in due tronconi: la prima sabato 10 e domenica 11 febbraio, la seconda sabato 17 e domenica 18 febbraio 2024. La cerimonia di chiusura sarà caratterizzata dal rogo del “Peppe Nappa”, maschera siciliana della commedia d’arte.

Le maschere siciliane tra novità e tradizione

Il Carnevale è sicuramente uno dei periodi preferiti dai bambini, che possono mascherarsi del proprio “idolo” di fantasia e andare in giro per le città a giocare.

Con il passare dei decenni anche le maschere tipiche di questa ricorrenza sono andate man mano adattandosi al periodo. Ed ecco che, ai giorni nostri, i più piccoli preferiscono indossare i panni dei supereroi dei fumetti e dell’animazione come Iron Man, Hulk, Mulan e tanti altri ancora.

Ma la tradizione siciliana è ricca di maschere più antiche. La più famosa è certamente quella di “Peppe Nappa”, un servo fannullone che veniva sempre picchiato per non aver rispettato i compiti assegnati dal suo padrone. La sua figura è particolarmente nota in provincia di Agrigento.

Tra gli altri buffi personaggi siciliani si ricordano anche i “Diavulicchi” di Corleone (Palermo), personaggi dall’aspetto demoniaco rappresentati con addosso dei campanacci.

Indimenticabile, poi, il “Mastro di Campo” tipico del Palermitano. Questo personaggio viene rappresentato con addosso una maschera rossa e cerca in tutti i modi di conquistare una donna di nobili origini. A quanto pare, la maschera sembra prendere spunto da un fatto storico realmente accaduto.

La cucina siciliana protagonista a Carnevale

La cucina è una delle componenti che caratterizzano da sempre il Carnevale in Sicilia. Sono numerosi, infatti, i piatti locali che vengono preparati in abbondanza durante questo periodo. Per quanto riguarda i dolci, sono famose in tutta Italia le “cassatelle”, le “chiacchiere” e le “crispelle di riso”.

Si tratta di prelibatezze che è possibile realizzare a casa o, in alternativa, acquistare dal proprio panificio di fiducia. A pranzo, in occasione del Martedì grasso, i siciliani – così come altri residenti del Meridione – si dedicano alla preparazione e alla consumazione di pasta arricchita con sughi e carne.

Tra i piatti più famosi vi è certamente la “Pasta a cinque buchi” della cucina catanese: si tratta di grossi maccheroni costituiti – come suggerisce il nome – da cinque buchi. Il più grande si trova al centro, mentre gli altri quattro sono posizionati lateralmente. Particolarmente apprezzato è anche il “Minestrone del giovedì grasso”, una pietanza che viene preparata a Modica, in provincia di Ragusa.