Siracusa

Nel siracusano i soliti vecchi problemi di depurazione

SIRACUSA – Anche quest’anno Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, nel corso della tappa siciliana, ha analizzato anche le coste del siracusano. Sono state esaminate le acque della Spiaggia Pantanelli, di fronte la Foce del Canale Grimaldi, a Siracusa e la spiaggetta delle Grazie ad Augusta. Il primo sito, in seguito alle analisi effettuate sui campioni prelevati, è risultato “fortemente inquinato”, mentre il secondo ha fatto registrare parametri entro i limiti previsti dalla legge sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010). I parametri presi in esame sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli).

Goletta Verde per il terzo anno consecutivo ha esaminato le acque della spiaggetta delle Grazie in pieno centro urbano megarese. Questo luogo è molto amato e frequentato da tanti augustani benché viga il divieto di balneazione. Nonostante le acque siano pulite quel tratto di mare rimane ancora non idoneo a causa del generale divieto di balneazione esistente nel golfo Xifonio e principalmente dovuto alla mancanza di sistemi di depurazione.

“A 8 anni dall’inizio del commissariamento (giugno 2015, primo commissario V. Contrafatto) – dichiara Enzo Parisi di Legambiente Augusta – si è conclusa a marzo 2023, con il decreto di esclusione VIA, la fase di verifica ambientale del progetto “Interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del comune di Augusta (SR)”. Successivamente l’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, alla luce della conferenza dei servizi del 25/5/23 ha rilasciato nella stessa data l’Autorizzazione Idraulica Unica”.

“Vi sono però numerose prescrizioni da adempiere ante e post opera che ci auguriamo la struttura commissariale ottemperi quanto prima e davvero proceda rapidamente con progetto esecutivo, appalto e inizio lavori – prosegue l’ambientalista – . Lavori che comunque, stando al cronoprogramma, avranno una durata di 1340 giorni e purtroppo non comprendono l’agglomerato di Agnone”.

“La già problematica condizione in cui si trova il mare di Augusta è sempre più messa a rischio dalla continua aggressione al litorale con la cementificazione e la privatizzazione di ampi tratti della costa balneabile, dal permanere di gravi fenomeni di erosione costiera, dai vincoli militari e industriali e dalle barriere architettoniche – afferma Parisi – . Con cancelli, strade private, muri e recinzioni si continua a negare il diritto di accesso al mare a tutti i cittadini. Troppi sono quegli elementi che impediscono il diritto alla libera e sicura fruizione della risorsa mare e che, in nome dell’interesse generale, dovrebbero indurre le autorità ad interventi di tutela anche ricorrendo, come sarebbe il caso, ad espropri per pubblica utilità e alla destinazione all’uso pubblico di qualche strada privata”.

“Un ulteriore elemento critico è la ‘vaghezza’ del Pudm (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo) lo strumento di pianificazione della costa approntato dall’Amministrazione di Augusta, che non indica con precisione quali tratti accessibili del litorale saranno destinati alla libera fruizione e quali invece concedibili ai privati – conclude Parisi – . Siamo quindi tutti chiamati a seguire queste vicende e a partecipare per tutelare la risorsa mare e il diritto a usufruirne”.