Sanità

Ondate di calore e vaccinazioni, i consigli del medico di famiglia

C’è da sudare… solo al pensiero. Ma prima di tutto, prudenza! Calura estiva da record per fine giugno, con le stazioni meteo siciliane che segnalano punte di 46 gradi nel Catanese. Con numerose località della Sicilia centro-orientale che hanno toccato almeno quota +40 gradi centigradi e un’ondata di calore africano che non sembra avere fine.

Il medico di famiglia, ascoltato per fornire preziosi consigli anti-caldo ad anziani e piccini, donne in gravidanza e persone obese o diabetiche, è il dottor Teo Raciti, medico di Medicina generale e di base da decenni a Catania, docente di “Medicina di Famiglia” presso la facoltà di Medicina dell’università di Catania, nonché responsabile regionale dell’Assistenza primaria della sigla Fismu – Federazione italiana sindacale dei medici uniti -.

Prof Teo Raciti, la mascherina anti-pandemia unita al caldo, è un’ulteriore fonte di disagio fisico?

“Il periodo che stiamo vivendo post vaccinazione, va nel senso dell’incertezza: il fatto che dal 28 giugno il dispositivo delle mascherine che potranno essere tolte, ma con l’obbligo di indossarle all’aperto in assenza di distanziamento oppure in caso di assembramenti, così come indossate sempre al chiuso e portate sempre con sé; beh, diciamo che va tutto nel senso della prudenza”.

“Non dimentichiamoci, che abbiamo sempre il grossissimo problema delle varianti Covid. Non sottovalutiamo che la ‘Delta’ si sta espandendo in diverse località del Paese, così questo ci limita nella gestione fisiologica della nostra attività quotidiana, quindi la mascherina nei luoghi chiusi o affollati deve essere ancora tenuta”.

Sul nodo vaccinazioni, voi medici di famiglia, state dando il vostro contributo?

“Per quanto riguarda le vaccinazioni siamo coinvolti come medici di famiglia e facciamo giornalmente la nostra parte, almeno per lo più, è così. Però devo segnalare che dalle ultime notizie che ricevo, ci sono delle titubanze sulle somministrazioni, perché pare che verranno ridotte le consegne dei vaccini”.

Cioè la “macchina vaccinale” della medicina generale, coinvolta dall’assessorato regionale della Salute, passando poi dalle Asp, coi medici che continuano a vaccinare i “fragili” e non solo, dispone oramai di dosi residuali insufficienti al fabbisogno?

“Diciamo che a quanto risulta, il commissario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Figliuolo, ora parla di una contrazione della distribuzione delle fiale dei vaccini, del 5 per cento circa. Però molti colleghi e pazienti, sono preoccupati perché il fabbisogno non coprirà le scorte o quello che dovrebbero essere inviate, in termini di fiale e scorte dei tre vaccini disponibili”.

“La Sicilia purtroppo fa parte di quelle regioni in cui il virus ancora continua a circolare nei vari territori provinciali. Abbiamo il record di pazienti over-60 non vaccinati, ancora, nemmeno per la prima dose. Parliamo approssimativamente di quasi un milione e mezzo di nostri conterranei siciliani potenzialmente a rischio contagio. Sembra che un anziano su 3, sfugge, cioè abbiamo un record di mancata copertura della fascia fra i 60 e 79 anni. Leggo che l’obiettivo primario e lo sforzo delle istituzioni in questi giorni è la vaccinazione di over 60 e dei soggetti fragili, ossia delle fasce di popolazione considerate a maggior rischio di contagio, nelle aree più remote dell’isola”.

Le persone non si fidano degli eventuali cosiddetti effetti collaterali dei vaccini?

“Sì, credo che la mancata vaccinazione delle persone più anziane, forse è dovuta al fatto che esistono ancòra delle remore, sugli eventuali effetti collaterali o ‘luoghi comuni’ che purtroppo circolano sui tre vaccini disponibili: Astrazeneca, Pfizer e Moderna”.

Dottore, sottoporsi alla vaccinazione con questo caldo, non è pesante?

“Praticamente, no. Il vaccino dovrebbe in un certo senso potenziare indirettamente le difese immunitarie dell’organismo umano. Naturalmente ci sono soggetti a rischio che accusano patologie gravi: ma proprio per questi pazienti, era partita la campagna vaccinale, soggetti fragili, ricoverati nelle Rsa, cioè Residenza sanitaria assistenziale, quindi per tutti questi la vaccinazione diventa addirittura un’arma importante affinché non si contagino. Quindi non contagino anche gli altri nelle nostre comunità”.

Il Coronavirus sembra resistente al caldo, è esatto?

“No, è il contrario. Con l’arrivo del caldo l’aggressività del virus Covid sembra affievolirsi. Un recente studio scientifico, ha affermato in maniera sicura, che il calore lo inattiva. Le temperature calde e tanto Sole riducono gli effetti del virus: con le giornate soleggiate, il Coronavirus si è in qualche modo indebolito. A far chiarezza su questo tema è uno studio effettuato dagli esperti dell’Università di Edinburgo”.

“Quindi il calore rimane sempre un’arma efficace contro i virus, considerato che non abbiamo raggiunto ancora il target delle cosiddetta ‘immunità di gregge’, siamo ancora intorno al 57 per cento, contro un obiettivo target di almeno il 65 per cento, che rappresenta già una ‘immunità sociale di sicurezza’ per tutta la popolazione. Naturalmente come stiamo notando, i numeri dei nuovi casi positivi, sono calati in maniera vertiginosa, cioè regioni come Lombardia, Toscana e Veneto che in precedenza erano infestate in maniera importante, oggi non registrano più i morti delle scorse settimane e i positivi si sono ridotti a numeri quasi normali, dal punto di vista statistico”.

“In sintesi il caldo e l’esposizione al Sole all’aperto, agiscono sul ricambio dell’aria, favorendo così il ricircolo dell’aria portatrice del virus: in relazione alla trasmissione dell’infezione da Covid, è necessario ripulire in continuazione l’aria che respiriamo”.

Prof Raciti, l’emergenza caldo comporta sicuramente un aumentato fabbisogno di liquidi, per l’organismo, quindi assumere integratori di sali minerali. Altri consigli e raccomandazioni?

“La prima raccomandazione per tutti – spiega il medico di famiglia catanese – è quella di stare attenti agli sbalzi di temperatura, soprattutto quando si entra ed esce dai centri commerciali, o in macchina, dove l’aria condizionata può essere molto intensa. Poi, le elevate temperature colpiscono soprattutto i soggetti fragili: anziani, bambini, donne in gravidanza, malati affetti da patologie cardiovascolari e respiratorie, persone obese. Ecco, questi soggetti delicati, devono imparare a prevenire le conseguenze del caldo eccezionale di questo periodo, adottando corretti comportamenti in grado di ridurre i rischi per la salute. In particolare, per le persone affette da diabete: non uscire di casa negli orari più caldi, cioè tra le ore 12 e le 18; giusto assumere molti liquidi e bevande, meglio se acqua, ma non bere acqua ghiacciata e consiglio di sostituire le bibite alcoliche con bevande e cocktail a base di frutta; meglio esporsi al sole con cautela, utilizzando le giuste creme solari con adeguato grado di protezione, in base alla propria carnagione, per evitare ustioni serie; sull’assunzione di integratori con sali minerali, sì, al bisogno”.

Ancòra: “Sui bambini più piccoli, i rischi sono rappresentati da una maggiore sofferenza rispetto al caldo, perché hanno dei meccanismi di compenso più fragili rispetto all’adulto: quindi contro il rischio disidratazione, è bene ricordarsi di assumere frequentemente acqua, insieme a degli elettroliti; vestiario molto leggero; vietata l’esposizione diretta al sole in spiaggia dalle ore 11 alle 17; sì all’uso dell’aria condizionata, in auto o in casa, ma con moderazione”.

Consigli per gli automobilisti, diretti nelle località vacanziere?

“Non mi stancherò mai di ripetere ai miei pazienti, così come a tutti i cittadini, di evitare di lasciare in tutti i casi, in macchina i bimbi coi finestrini sigillati: oltre i 41 gradi, il cervello umano rischia danni gravi. Così come un consiglio salvavita per chi si mette in macchina per le vacanze in auto: i piccoli passeggeri vanno sistemati nell’apposito seggiolino con cinture allacciate; mai mettersi in viaggio col bambino in braccio”.

E invece per gli adulti?

“Per gravi disturbi – continua il medico di famiglia – quali il colpo di sole o il colpo di calore, coi primi sintomi rappresentati da mal di testa, vomito, vertigini e nausea o persino stati d’ansia, quando la temperatura e l’umidità toccano livelli molto alti, è necessario chiamare il 118 o il ricorso al pronto soccorso: nell’attesa dell’ambulanza, non si deve stare con le mani in mano; se la persona è svenuta, la si deve portare in un luogo fresco, spruzzarle dell’acqua su tutto il corpo; se viceversa non ha perso i sensi, basta bere acqua fresca ma non ghiacciata e aspettare l’arrivo del 118; suggerisco di curare l’alimentazione, che non dovrà essere eccessivamente elaborata”.

Fabio Rao