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A Palermo mercoledì debutta Camera Oscura

PALERMO – Debutta mercoledì 15 luglio al Cre.Zi.Plus, alle ore 20.00 la prima replica e alle 22.00 la seconda, Camera Oscura, uno spettacolo teatrale con la regia di Olivier Lexa, Sabato Angieri al testo e Gianmaria De Luca che firma fotografia e scenografia, con Federica D’angelo, Eletta Del Castillo, Emanule Del Castillo, e musiche di Gabriele Giambertone.

Camera Oscura è il risultato della prima residenza artistica Sis / Studi Internazionali per la Sicilia, in collaborazione con Cre.Zi.Plus e con il patrocinio di Institut français Palermo e Accademia di Belle Arti di Palermo, che ha coinvolto durante lo scorso mese di giugno artisti provenienti da diversi parti d’Italia e d’Europa, nella costruzione dello spettacolo teatrale.

Lo spettacolo scompone la realtà nelle sue diverse manifestazioni attraverso l’uso di un dispositivo scenico basato sulla camera oscura fotografica. La scenografia associa una stanza illuminata e una stanza buia, separate da una lente che agisce come un obiettivo fotografico.

Il tema della camera oscura è più che mai adatto al contesto determinato dall’epidemia di Covid-19, in quanto rappresenta uno studio sulle tematiche della chiusura, dell’isolamento e dell’assenza; sulle relazioni tra lo spazio fisico e lo spazio mentale; sui movimenti impossibili che influenzano l’esistenza.

In scena gli attori si muovono entro due zone ben distinte del palco, che permettono mediante un foro stenopeico, di vedere proiettato all’inverso ciò che avviene, laddove gli occhi del pubblico non possono. Lo spettacolo indaga principalmente le tematiche dell’assenza e dell’incomunicabilità, più che mai attuali nel contesto dell’isolamento legato alla pandemia, sfruttando le diverse proiezioni del nostro io e della realtà circostante come una base immaginale per la scenografia e la regia.

Quest’ultima, utilizzando una semantica corporale molto precisa si propone di creare un nuovo linguaggio extra-testuale e parallelo alla sceneggiatura.

Inoltre, il dispositivo fotografico permette di attuare una vera e propria sperimentazione per immagini che accompagnerà l’azione nel suo divenire.