Palermo

Palermo, il nuovo Consiglio comunale tra novità, conferme e addii

PALERMO – Il popolo palermitano si è espresso eleggendo il nuovo sindaco Roberto Lagalla e delineando il nuovo Consiglio comunale tra new entry, conferme e addii.

Il premio di maggioranza è andato alla coalizione di centrodestra con 24 seggi mentre all’opposizione ne sono toccati 16. A contendersi fino all’ultimo il titolo di primo partito sono stati il Pd e Forza Italia: alla fine l’hanno spuntata i dem con l’11,62% contro l’11,28% degli azzurri. La terza forza del capoluogo è Fratelli d’Italia con il 10,1%. Molto bene anche i renziani, che hanno sostenuto Lagalla con la lista senza simbolo “Lavoriamo per Palermo” (9,28%), e il ticket +Europa-Azione, trascinato da Fabrizio Ferrandelli (8,14%).

Il consigliere più votato è stato l’azzurro Ottavio Zacco

Il consigliere più votato è stato l’azzurro Ottavio Zacco, ex Sicilia Futura e vicino al deputato regionale Edy Tamajo, con 3.364 preferenze. Due le bocciature eccellenti. Fa rumore quella di Giusto Catania, per anni uomo simbolo (contestatissimo) della mobilità nel capoluogo: sia da assessore che da capogruppo di Sinistra Comune ha sottoscritto tutti i provvedimenti più importanti su Ztl, tram e isole pedonali. La lista capeggiata dall’ex magistrato Gioacchino Scaduto, Sinistra Civica Ecologista, è rimasta sotto la soglia di sbarramento del 5%: una bocciatura senza appello per l’Amministrazione uscente e per la sinistra, che ha perso anche la I Circoscrizione. “Probabilmente – ha commentato Catania durante una diretta social – abbiamo perso perché siamo stati percepiti come la lista della continuità su alcune scelte di governo. Abbiamo pagato lo scotto delle difficoltà di governo in questi anni”.

Bocciati anche gli uscenti Barbara Evola, Marcello Susinno e Caterina Orlando oltre a Ninni Terminelli e Mirella Maggio. E poi c’è il tracollo della Lega (lista Prima l’Italia), che ha superato col brivido (5,21%) lo sbarramento. Il Carroccio porta a Sala delle Lapidi soltanto i tre confermati Sabrina Figuccia, Marianna Caronia e, salvo sorprese, Alessandro Anello. Fuori l’ex capogruppo Igor Gelarda, che pure era capolista.

Forza Italia è il primo partito della coalizione di centrodestra con sette consiglieri

Forza Italia è il primo partito della coalizione di centrodestra con sette consiglieri. La parte del leone l’hanno fatta gli ex Sicilia Futura vicini a Tamajo: oltre a Zacco, sono saliti gli uscenti Caterina Meli (seconda più votata con 3.175 preferenze) e Giovanni Inzerillo, più l’ex assessore Leopoldo Piampiano. Un autentico exploit. Da record anche l’elezione di Giulio Tantillo, alla quinta consiliatura consecutiva. Gli ultimi due posti dovrebbero spettare a Natale Puma (sponsorizzato da Franco e Andrea Mineo) e Pasquale Terrani (fratello di Sandro).

Molto bene anche FdI con sei consiglieri

Con i confermati Francesco Paolo Scarpinato e Fabrizio Ferrara c’è il ritorno dell’europarlamentare Giuseppe Milazzo. Spazio anche a Germana Canzoneri, Tiziana D’Alessandro e al sindaco di Ventimiglia Antonio Rini (fratello dell’uscente Claudia). Non confermati Valentina Caputo e Claudio Volante ma soprattutto il veterano Mimmo Russo.

Cinque consiglieri tra i renziani

Dario Chinnici, Giuseppe Mancuso, Giovanna Rappa, Salvo Alotta e, salvo sorprese, Antonino Abbate. Non ce l’hanno fatta gli uscenti Francesco Bertolino, Paolo Caracausi e Carlo Di Pisa oltre a Giusi Scafidi, Valeria Grasso e Luisa La Colla. Resta da capire cosa decideranno di fare i dirigenti locali di Italia Viva dopo il diktat del leader Matteo Renzi che ha sconfessato l’intesa con Lagalla: “Non appoggiamo la coalizione di centrodestra di Lagalla – aveva detto dopo la presentazione delle liste – nel modo più categorico. E se Lagalla vincerà, noi saremo all’opposizione”. Per il momento è difficile immaginare un ribaltone del genere.

Detto della Lega-Prima l’Italia, chiudono il quadro i tre consiglieri della Dc Nuova di Totò Cuffaro: Salvatore Imperiale, Domenico Bonanno e Viviana Raja.

All’opposizione, come detto, vanno 16 seggi

Uno spetta di diritto al candidato sindaco secondo per voti, Franco Miceli (29,55%). C’è poi la pattuglia dem con cinque consiglieri: il deputato nazionale Carmelo Miceli, Teresa Piccione (altro ritorno dopo la consiliatura 2012-2017), il capogruppo uscente Rosario Arcoleo (area Cracolici), il capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo e l’ex vice sindaco Fabio Giambrone, unico orlandiano eletto. Insieme a Catania, infatti, è rimasto fuori anche l’ex assessore ai Cimiteri Toni Sala, insieme all’ex presidente dell’VIII Circoscrizione Marco Frasca Polara, l’ex presidente della V Fabio Teresi e l’uscente Milena Gentile: questi ultimi due potrebbero subentrare se Miceli e Lupo preferissero restare alla Camera e all’Ars.

La scomparsa della sinistra dopo dieci anni di governo

L’ottima performance del Pd non può mascherare la scomparsa della sinistra dopo dieci anni di governo e il magro bottino del M5S (6,45%), che conferma Antonino Randazzo e Concetta Amella, più la novità Giuseppe Miceli. Tre seggi anche per la lista civica a sostegno di Miceli, “Progetto Palermo”: i confermati (in ticket) Massimiliano Giaconia e Valentina Chinnici, più l’ex candidata sindaca Mariangela Di Gangi. Fuori Giorgio Ciaccio, l’ex assessore Roberto D’Agostino e l’ex assessore e consigliere orlandiano Alberto Mangano.

Azione e +Europa portano a casa quattro consiglieri

Grazie al sorprendente risultato di Ferrandelli, Azione e +Europa portano a casa quattro consiglieri: il candidato sindaco e i confermati Leonardo Canto, Ugo Forello e Giulia Argiroffi. Non hanno superato lo sbarramento anche Alleanza per Palermo dell’ex candidato sindaco Totò Lentini, l’Udc, Noi con l’Italia di Saverio Romano e i Moderati per Lagalla. Niente seggi nemmeno per le due civiche di Ferrandelli (E tu splendi Palermo e Rompi il sistema) e per i candidati Rita Barbera (che, senza partiti, realizza un 4,39% di tutto rispetto), Francesca Donato e Ciro Lomonte.