Palermo

Palermo, sarà un Capodanno con la Tari scadenza a fine 2020

PALERMO – Il sindaco Leoluca Orlando chiederà al Consiglio comunale di intervenire sul regolamento della Tari e di rinviare dal 2 al 31 dicembre il pagamento del saldo, così da dare alla Regione Siciliana più tempo per trasferire ai Comuni i fondi necessari per finanziare lo sconto del 70% sulla tassa dei rifiuti per commercianti e artigiani.

La maxi sforbiciata era stata promessa dal sindaco per tendere la mano ai negozianti di Palermo che hanno dovuto abbassare le saracinesche nei mesi della quarantena o che hanno dovuto operare a orario ridotto in conformità ai vari provvedimenti anti-Covid nazionali e regionali che si sono susseguiti nelle ultime settimane. La Regione aveva promesso di compensare il calo delle entrate fiscali ma i fondi non sono ancora arrivati (a Palazzo delle Aquile sono stati destinati circa 27 milioni di euro) e nel frattempo i commercianti si sono visti arrivare a casa i cedolini F-24 con la Tari standard, senza lo sconto promesso.

“La Regione – ha confermato Orlando, che è anche presidente dell’Anci Sicilia – ha annunciato e deliberato il fondo perequativo per compensare i Comuni siciliani della diminuzione di fiscalità locale per le categorie produttive. Si è già raggiunta da tempo l’intesa fra la Regione e l’Anci che rappresenta tutti i Comuni siciliani. Attendiamo che la Regione eroghi queste somme, essendo già state quantificate comune per comune. Ma la mancata disponibilità di queste risorse, ovviamente, blocca la possibilità di detrazione della Tari e delle altre imposte locali”.

“Per questo – ha aggiunto – ho concordato con il presidente del Consiglio comunale una seduta che possa prevedere un eventuale spostamento dalla data del 2 dicembre ad altra data entro il corrente esercizio finanziario 2020, cioè entro la fine del mese di dicembre per consentire, nel frattempo, alla Regione di fare pervenire finalmente queste risorse e in questo modo far godere delle detrazioni gli operatori economici così fortemente danneggiati”.

Il deputato regionale di Italia Viva Edy Tamajo ha provato a rassicurare le categorie produttive: “Ho ricevuto comunicazione da parte dell’assessore Bernardette Grasso (Autonomie locali, ndr) e dell’assessore Gaetano Armao (Economia, ndr) per l’erogazione delle risorse. Sono state completate tutte le procedure con l’approvazione da parte delle commissioni competenti. Adesso si aspetta il provvedimento da parte del Governo nazionale per completare le procedure attraverso la delibera Cipe in quanto si tratta di fondi Fsc”.

Saranno circa quarantamila i beneficiari dello sconto fra negozi, fabbriche, attività di ristorazione e ricezione, mercati, uffici e attività artigianali: associazione, museo, biblioteca, scuola, luogo di culto; cinematografo, teatro; campeggi e impianti sportivi; stabilimento balneare; esposizione, autosaloni; alberghi con ristorante; alberghi senza ristorante; uffici, agenzia; banca e istituto di credito, studi professionali; negozi di abbigliamento, calzatura, libreria, cartoleria; negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato; banchi di mercato di beni durevoli; attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista; attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista; attività industriali con capannoni di produzione; attività artigianali di produzione di beni specifici; ristorante, trattoria, osteria, pizzeria, pub; mensa, hamburgheria; bar, caffè, pasticceria; banchi di mercato generi alimentari; discoteca, night club.

Scatta una nuova crisi dei rifiuti

PALERMO – Mentre si parla di riscossione della Tari, il servizio rifiuti palermitano fa segnare l’ennesimo passo falso, che si ripercuote inevitabilmente sul decoro urbano e sulla qualità della vita dei cittadini.

Le discariche, ormai sature, non riescono più a smaltire il quantitativo d’immondizia che la popolazione produce giornalmente e così l’emergenza è ormai divenuta cronica.

“La Rap – ha commentato Giuseppe Badagliacca di Fiadel-Cisal non può essere lasciata sola a fronteggiare la nuova emergenza rifiuti in cui si ritrova Palermo: in tutta la Sicilia ormai mancano gli impianti in cui conferire l’indifferenziato e la chiusura di Alcamo, che ha mandato in tilt il sistema nel palermitano, è solo un’avvisaglia di quello che accadrà presto in tutta l’Isola. Chiediamo che il Governo regionale intervenga trovando soluzioni rapide ed efficaci”.

“Bellolampo – ha concluso – è ormai satura e la chiusura di Alcamo ha messo in crisi la già fragile tenuta del sistema, né servirà a molto il conferimento una tantum di 200 tonnellate a Gela ipotizzato per domenica. La Rap e i suoi lavoratori stanno facendo tutto il possibile per limitare i disagi alla cittadinanza, per questo esprimiamo gratitudine e solidarietà ai vertici aziendali e ai dipendenti”.