Palermo

Palermo, per lo svincolo di Brancaccio altro passo in avanti

PALERMO – Nuovo passo avanti per il completamento dello svincolo autostradale (lato mare) di Brancaccio. La Giunta Orlando ha aggiornato la convenzione urbanistica con la Multi Veste Italy 4 Srl, società che ha costruito il centro commerciale Forum. È l’ultimo passaggio in Giunta prima del via libera definitivo da parte del Consiglio comunale.

L’aggiornamento della convenzione, che l’Amministrazione comunale aveva già approvato una prima volta quattro mesi fa, si è reso necessario dopo un parere contrario della Ragioneria generale, ennesimo step di un iter burocratico interminabile che si trascina a passo di lumaca da un ventennio. La gara per la realizzazione delle bretelle autostradali con la A19, infatti, è stata pubblicata nel dicembre del 2000 e aggiudicata il 4 ottobre dell’anno dopo dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da De.Mo.Ter. e Licata Costruzioni. Il contratto di appalto è stato sottoscritto il 19 dicembre 2002 ma i lavori non sono mai stati ultimati e il 31 ottobre 2012 è stata comunicata alle imprese aggiudicatarie la “risoluzione in danno” del contratto di appalto. Una vera disdetta per una delle città più trafficate d’Italia dato che i due svincoli consentirebbero di servire l’area industriale di Brancaccio, attualmente difficilmente raggiungibile dai mezzi pesanti, per di più considerando i limiti di accesso al Ponte Corleone e al Ponte Oreto.

L’interruzione dei lavori, inoltre, “ha comportato il mancato utilizzo delle aree interessate dalla realizzazione degli svincoli autostradali – si legge nella delibera – portando, di giorno in giorno, ad un progressivo degrado dello stato dei luoghi e rischiando di vanificare l’investimento, già in parte effettuato dall’Amministrazione comunale, con conseguente depauperamento del patrimonio pubblico; allo stato attuale, infatti, si sono susseguiti numerosi furti che hanno gravemente minato la funzionalità delle opere già parzialmente eseguite”.

Una prima svolta è arrivata nel 2006 grazie all’accordo con la Multi Veste, nel quale l’Amministrazione comunale è riuscita a inserire una serie di interventi edilizi e urbanistici in cambio della realizzazione del Forum. Gli interventi sono stati suddivisi in due lotti: il primo è stato completato e collaudato nel 2016 mentre al secondo lotto, del valore di 3,2 milioni, Palazzo delle Aquile ha preferito rinunciare (non ritenendolo più prioritario) in cambio del completamento, sempre a spese della Multi Veste, delle rampe lato nord (mare) dello svincolo autostradale. Ad aprile 2019 la Multi Veste ha consegnato i progetti di fattibilità delle rampe lato nord e delle opere residue del secondo lotto ma una bozza definitiva dell’accordo con il Comune è arrivata soltanto dopo altri due anni, a marzo 2021, includendo, oltre alle rampe lato mare, “la realizzazione del verde Baglio Sant’Anna con impianto di irrigazione, impianto di illuminazione e percorsi per la fruizione del verde, la realizzazione del parcheggio lato ferrovia (P2) con impianto di illuminazione, arredo a verde e viabilità, la manutenzione e ripristino della sede stradale nonché degli impianti esistenti (illuminazione e caditoie stradali) del tratto di strada denominato via Galeano e la manutenzione della sede stradale di accesso al futuro parcheggio, lato Villabate”.

Tutto risolto? No, perché il 21 luglio il ragioniere generale ha espresso parere contrario alla convenzione urbanistica dato che “nello schema del nuovo accordo/convenzione è altresì proposto che il Comune si impegna ad inserire la realizzazione delle rampe lato Sud (il lato opposto, a monte, nda) negli strumenti di programmazione comunale ed avviare le procedure consequenziali, ponendosi come obiettivo quello di realizzare tale fondamentale opera di interesse pubblico, a proprie cure e spese, entro il 31 dicembre 2024 […]. Rispetto a tale specifico aspetto il parere di regolarità contabile è contrario poiché il detto impegno che dovrebbe assumere l’Amministrazione comunale è in atto privo di qualsivoglia copertura finanziaria, tenuto conto, anche, dell’attuale squilibrio strutturale del bilancio comunale. Non si ritiene utile al superamento del superiore profilo di criticità contabile l’affermazione contenuta nella proposta esaminanda secondo cui il detto intervento sarebbe stato inserito nella proposta di Programmazione triennale delle Opere pubbliche, nonché la circostanza che sarebbe stato avviato il procedimento per la definizione della richiesta di mantenimento delle somme a suo tempo finanziate dalla Regione Sicilia per l’esecuzione delle opere”.

Il Suap ha dovuto così rimodulare l’accordo subordinando la realizzazione delle rampe lato monte “alla ricezione di un idoneo titolo giuridico di credito con il quale la Regione Siciliana confermi il finanziamento”. Resta da vedere se dopo tanti anni i fondi regionali siano ancora disponibili: per il momento lo svincolo lato monte rimane sulla carta.