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Pasticciaccio Regione-Esa, così il cane si è mangiato la coda

Il Tar di Palermo condanna la Regione Siciliana a pagare 120 milioni all’ESA, Ente di Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana per una brutta storia di esproprio immobiliare di fatto.


Cerchiamo di raccapezzarci perché nonostante siamo rotti a tutte le esperienze questa è alquanto allucinante.
Praticamente è come se la mano destra freghi nella tasca sinistra dello stesso corpo.
Ma questa è la parte amministrativa della vicenda.


Andiamo alla parte politica della stessa.
L’avvocato di un Ente riceve mandato dal presidente, Giuseppe Catania di Diventerà Bellissima, di recuperare le somme mettendo in enorme difficoltà il Governo regionale, guidato da un Presidente della Regione di Diventerà Bellissima, che lo ha nominato.
Stiamo parlando di 120 milioni di euro non di noccioline.
E come se giocassero a sette e mezzo in famiglia tentando di fregarsi a vicenda.


È ovvio che il legale rappresentante dell’ente era obbligato perché avrebbe rischiato una condanna contabile.
Tutto ciò creerà un enorme debito fuori Bilancio.
Che farà ballare molto il governo all’Ars.
Chi vorrà votare una variazione di bilancio di tali proporzioni tra i deputati della Commissione Bilancio, rischiando anche essi profili di responsabilità contabile?


Un vincitore è certo.
Sarà l’ottimo Avvocato Enrico Cadelo che insieme alla causa vincerà una poderosa parcella.
Chi sarà il perdente?
Anche questo è ovvio saremo noi Siciliani che dovremo rinunciare a stanziamenti per servizi e investimenti per pagare questo geniale affare della Regione.


A pensar male si fa peccato ma solitamente ci si azzecca, diceva Andreotti, si potrebbe pensare che qualcuno voglia sottrarre le somme al bilancio della Regione e quindi dei cittadini, per mettere questo tesoretto nel cascione di un Ente in liquidazione.


Nelle liquidazioni solitamente ci sono cause, avvocati, parcelle, consulenze.
Ora forse l’assurdità della cosa comincia ad avere un aspetto più chiaro.
A proposito, il principale degli immobili oggetto del contendere è lì ammuffito e chiuso da anni nella centralissima e pregiata via Libertà a Palermo.
Quando passiamo li davanti pensiamoci.

Gatto Silvestro