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Variante Omicron, ancora casi in Sicilia, sette positivi a Palermo

Ancora contagi da variante Omicron in Sicilia, e ancora individuati  a Palermo. Ora sono in tutto sette le persone positive al tampone, poi sequenziato e risultato sensibile alla variante.

Si tratta di tre palermitani provenienti dall’estero, adesso in isolamento domiciliare, e di quattro stranieri sbarcati in Sicilia e portati subito al Covid hotel di Palermo.

Chi deve fare i tamponi oggi per entrare in Sicilia

In questo momento l’obbligo di tampone nei porti e aeroporti siciliani ai passeggeri vige per le persone che arrivano dalla Repubblica del Sudafrica, Botswana, Hong Kong, Stato d’Israele, Repubblica Araba di Egitto e Repubblica di Turchia. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o nei 14 giorni precedenti alla partenza ha soggiornato o transitato, da Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Paesi Bassi.

Cosa accadrà?

Si tratta adesso di capire che cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni, ma gli elementi per poter fare delle stime sono ancora pochi. Uno dei dati più importanti è la contagiosità della variante Omicron che, secondo quanto riporta la letteratura scientifica, potrebbe essere fra 5 e 6 volte più contagiosa della Delta.

Strettamente collegato a questo dato c’è quello sul tempo di raddoppio dei casi provocati dalla Omicron, che al momento si ipotizzia sia di circa 2 giorni. Questo significa che gli esperti sono costretti a rivedere le stime fatte finora e che, sulla base dei dati di settimane fa, lasciavano ipotizzare che per Natale non si sarebbero superati i 30.000 casi.

Al momento “è impossibile fare previsioni accurate, stiamo sequenziando molto poco e in questo siamo ultimi in Europa”, osserva il fisico citando le affermazioni fatte anche dal virologo Giorgio Palù.

A indicare che la curva ha ripreso a salire è, infine, il dato relativo all’indice di contagio: “È risalito a 1,19 anche il Covindex”, il valore analogo all’indice di contagio Rt calcolato dagli esperti del sito CovidTrends. “È perciò in corso una fase di accelerazione – dice Sestili – e con i suoi tempi di raddoppio di circa due giorni, la Omicron potrebbe diventare dominante entro un mese, ossia in tempi ben più veloci di quanto potessimo immaginare”.