Politica

Quirinale 2022, la quinta votazione, segui la diretta video

Elezioni del Presidente della Repubblica. Si riparte. Giro di vertici tra i gruppi politici prima della quinta votazione. Anche ieri, lo spoglio della quarta votazione ha confermato la situazione di stallo: gli astenuti sono stati 441 mentre le schede bianche sono scese a 261. L’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166. Nino di Matteo, candidato da Alternativa c’è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Otto voti per Luigi Manconi, 6 vanno alla ministra Cartabia, 5 al premier Mario Draghi, 4 ad Amato, 3 a Casini e 2 a Belloni. Le nulle sono state 5, i voti dispersi 20. In tutto i presenti sono stati 981, 540 i votanti. Il quorum da oggi è sceso a quota 505.

Vertici centrodestra e centrosinistra prima della quinta votazione

Alle ore 8.30, vertice del centrosinistra allargato (M5s-Pd-Leu) per decidere come votare in risposta alla conta su un proprio candidato di parte decisa ieri dal centrodestra. Alle ore 9, vertice dello stesso centrodestra (Lega-Fi-Fdi-Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Udc) per annunciare per bocca di Matteo Salvini -leader del partito con maggiori grandi elettori all’interno dello schieramento- il nome della persona su cui effettuare la conta fra la decina messa in campo da lunedì a oggi. Dalle 8,30 assemblee di tutti gruppi parlamentari di grandi elettori, a partire da Italia Viva di Matteo Renzi che non partecipa a vertici di nessuno dei due schieramenti.

Dalle ore 11 il quinto scrutinio nell’aula di Montecitorio per l’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica Italiana. Poco prima di iniziare la quale, alle 10,30, il presidente della Camera Roberto Fico comunicherà ai presidenti dei gruppi di Camera e Senato da lui convocati, il calendario delle sedute successive, in caso di quinta fumata nera. In pratica: se è da stasera o da domani che si inizierà a votare due volte al giorno anziché una.

Cosa succederà nel giorno della quinta votazione

Si alza così il sipario sul quinto giorno di votazioni per il successore di Sergio Mattarella, nome ogni giorno più votato nell’insalatiera che raccoglie, nel segreto protetto dei nuovi catafalchi anti Covid, le preferenze dei grandi elettori. La quinta votazione è una roulette russa da cui può uscire di tutto e quel che uscirà sarà determinante.

La prima possibilità è quella di un presidente eletto a spallate, frutto della convergenza nel voto su una candidatura di parte – che alcuni pezzi di quella stessa parte sono tutt’altro che convinti di volere e potere votare- con franchi tiratori dell’altra, il cui minimo comun denominatore è impedire il trasloco di Draghi da palazzo Chigi al Quirinale.

Il centrodestra ha scelto il suo nome

ll centrodestra ha scelto nella tarda serata di ieri questa strada affidando a Matteo Salvini il compito di scegliere il nome da mettere sulla graticola fra quelli avanzati, formalmente o a mezzo stampa, in questi primi 4 giorni di votazioni. In pole nella lista dei votabili c’è la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che con Fico co-presiede le votazioni in corso. (E che secondo quanto scrive il Corriere della Sera ieri avrebbe mandato messaggi personali ad ogni leader del centrodestra chiedendo la conta sul suo nome).