Sanità

Reazioni avverse a vaccino, “Per effetto nocebo”, cos’è e come prevenirlo

Secondo uno studio più del 60% delle reazioni avverse al vaccino dipenderebbero dall’effetto nocebo. Ecco di cosa si tratta.

Effetto nocebo, cos’è

È il contrario del famigerato “effetto placebo”, quello sortito da un farmaco inerte che ci fa subito sentire meglio per la nostra convinzione di aver assunto un medicinale.
L’effetto nocebo non è altro che l’effetto delle nostre aspettative negative e dimostrerebbe, ancora una volta, la potenza della mente umana.

La suggestionalibilità e la paura potrebbero dunque essere causa, almeno in parte, degli effetti infausti connessi alla somministrazione del vaccino.

Lo studio

A sostenere questa teoria un team di ricerca internazionale guidato da scienziati americani del Beth Israel Deaconess Medical Center della Scuola di Medicina dell’Università Harvard, che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università Marburg (Germania), del Dipartimento di Psicologia dell’Endicott College e del Weill Cornell Medical College di New York.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Julia W. Haas, ricercatrice presso il Program in Placebo Studies dell’ateneo del Massachusetts, hanno prima condotto una meta-analisi e una revisione sistematica di 12 studi clinici randomizzati e controllati con placebo sui vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2, tutti caricati nei database Medline (PubMed) e Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL).

Le statistiche

Sono stati analizzati i dati di 45.380 partecipanti, dei quali 22.578 hanno ricevuto un placebo e 22.802 il vaccino. Nessuno dei due gruppi, ovviamente, era a conoscenza la sostanza ricevuta.

Dopo la prima dose, il 35,2% di coloro che avevano ricevuto il placebo ha sviluppato reazioni avverse sistemiche, fra le quali mal di testa (19,3%), affaticamento (16,7%) e reazioni locali (16,2%).

Dopo la seconda dose, gli stessi partecipanti del gruppo placebo ha riportato effetti sistemici per il 31,8% ed effetti locali l’11,8 percento.

Dopo la prima dose di vaccino anti Covid ha sviluppato sintomi sistemici il 46,3% percento dei partecipanti e il 61,4% dopo la seconda. Gli effetti locali, come arrossamento e dolore al sito dell’iniezione, sono passati dal 66,7% della prima dose al 72,8% della seconda.

Le conclusioni della ricerca

Analizzando questi dati, il team ha evidenziato come l’effetto nocebo sia stato responsabile fino al 76% degli eventi avversi sistemici e fino al 24% degli eventi avversi locali dopo la prima dose di vaccino. E dopo la seconda, del 52% delle reazioni avverse.

Secondo i ricercatori le reazioni avverse, dunque, non sarebbero legate tanto alla reattogenicità del principio attivo, quanto alla nostra condizione psicologica. Una sorta di profezia che si autoavvera.

Come ridurre l’effetto nocebo

La corretta informazione potrebbe essere d’aiuto a ridurre o eliminare del tutto i rischi dell’effetto nocebo. E a spingere alla vaccinazione coloro che sono ancora titubanti. Il gruppo di ricerca sostiene addirittura che occorra informare la popolazione su cosa sia l’effetto nocebo e sulle ripercussioni che questo potrebbe avere.

I dettagli della ricerca “Frequency of Adverse Events in the Placebo Arms of COVID-19 Vaccine Trials – A Systematic Review and Meta-analysis” sono stati pubblicati anche sulla rivista scientifica JAMA Open Network.