Cultura

La Regina Victoria d’Inghilterra secondo Antonio Caprarica

ROMA – Per anni ha raccontato, come inviato Rai a Londra, le vicende della Gran Bretagna e dei suoi governanti. Ma mai lo aveva fatto come nel suo ultimo romanzo, “La Regina Imperatrice” (edito da Sperling & Kupfer), in cui Antonio Caprarica narra le vicende, il carattere e le fragilità di Victoria d’Inghilterra.

Come si legge nella sinossi del libro, l’ambientazione è quella della Londra del 1870, quando “la capitale inglese ribolle di scontento e sedizione. Sono passati 33 anni da quando Victoria è salita al trono, nel tripudio popolare, il 20 giugno 1837: una diciottenne non bella, così piccola e rotondetta, gli occhi blu un po’ sporgenti, ma vivace, intelligente e con modi accattivanti. E soprattutto, un temperamento volitivo. Le doti che, insieme al sostegno dell’adorato marito Albert, ne hanno fatto a lungo una sovrana ammirata. Chi la riconoscerebbe oggi nella tozza dama infagottata negli abiti neri del lutto, che dalla morte di Albert vive ritirata sull’isola di Wight o in Scozia, e si rifiuta ostinatamente di mostrarsi al suo popolo e di presenziare alle cerimonie nella capitale? Così, mentre il figlio ed erede Bertie consuma le notti al tavolo del baccarat o nel letto della demi-mondaine di turno, il prestigio della Corona affonda e il trono vacilla sotto i colpi dei repubblicani. Sarà questo l’epilogo di un regno iniziato magnificamente?”.

In un romanzo in cui trovano spazio scandali e passioni erotiche, i fasti delle dimore nobiliari londinesi e le lotte dei comunardi parigini, le trame di Corte e gli intrighi dei politici – Melbourne, Gladstone, Disraeli – che hanno fatto la storia britannica, Antonio Caprarica compone attorno al complesso personaggio di Victoria l’affresco di un’epoca.

Con l’aiuto di un’ambientazione accuratissima e di una scrittura brillante, mette in scena l’eccitazione di serate scintillanti e banchetti sontuosi, le ricchezze dissipate dai cortigiani e la miseria abietta degli slum e, sopra tutto ciò, la determinazione di una donna capace di risollevarsi a ogni caduta, di sfidare pregiudizi, di fare del proprio Paese una potenza coloniale, e di conquistare la corona di imperatrice.

Caprarica ha accumulato la sua vasta esperienza in trent’anni di reportage televisivi dall’estero: per la Rai è stato inviato di guerra in Afghanistan e Iraq, poi corrispondente da Gerusalemme, Il Cairo, Mosca, Parigi e Londra. Ha lavorato anche nella carta stampata, come commentatore politico dell’Unità e di Epoca e condirettore di Paese Sera, e in radio, come direttore dei Giornali Radio Rai e Radio 1. Per la sua attività ha ricevuto i più prestigiosi premi di giornalismo.

È autore di romanzi, racconti di viaggio e saggi. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati da Sperling & Kupfer, “La ragazza dei passi perduti”, “Dio ci salvi dagli inglesi o no!?”, “C’era una volta in Italia”, “Il romanzo dei Windsor”, “Il romanzo di Londra”, “Intramontabile Elisabetta” e “L’ultima estate di Diana”.