Politica

Regione, la vergogna dei ritardi sulla Cig, cade una testa

PALERMO – Ritardano gli assegni della cassa integrazione in Sicilia e interviene il gruppo del Movimento Cinquestelle all’Ars denunciando oltre ai gravi ritardi anche lo scandalo dei bonus corrisposti ai dipendenti che esaminano le pratiche dell’assessorato al ramo e hanno chiesto all’assessore al lavoro Scavone di riferire in Parlamento su quanto sta succedendo. In una nota il M5S chiede chi ha realizzato una piattaforma informatica non adeguata.

Chiedere un bonus aggiuntivo di 10 euro per ogni pratica di cassa integrazione analizzata è vergognoso, sembra quasi una speculazione, se pensiamo a quei siciliani che in questo difficilissimo momento storico non sanno come fare la spesa – hanno scritto in una nota i pentastellati -. I dipendenti della Regione hanno già lo stipendio e per le ore in più è già previsto lo straordinario, stanno lavorando in smart working e l’esame delle pratiche rientra nel loro lavoro. Si sta continuando a perdere tempo – aggiungono sulla Cig in deroga – sulle spalle dei lavoratori siciliani che ancora non hanno ricevuto gli assegni.

La Regione trasmette a ritmi lentissimi le pratiche all’Inps e non è stata capace di mettere a punto per tempo una macchina organizzativa efficiente, né dal punto di vista informatico né dal punto di vista del numero di dipendenti. Circa 4.000 le pratiche analizzate dai 132 dipendenti, su 37.000 richieste di imprese che riguardano 139.000 lavoratori. “Con questo ritmo passeranno mesi”, lamentano i grillini. “C’è un limite alla decenza e alla vergogna – dicono il segretario della Lega in Sicilia Stefano Candiani e il parlamentare Nino Minardo – Siamo in una Terra, la Sicilia, che non deve e non può morire per mano del potere della burocrazia e per i capricci di chi cerca altri soldi per fare il proprio dovere, lautamente pagato”.

Durissimo anche il commento del sindaco di Messina, Cateno De Luca, che ha definito una vergogna il riconoscimento del bonus di 10 euro a pratica analizzata. “È una schifezza che coinvolge sia le Istituzioni che i sindacati. Le Istituzioni perché non rinunciano alla mala burocrazia che sta uccidendo i siciliani, i sindacati perché ci marciano contribuendo ad alimentare il sistema con porcherie come il pizzo per la cassa integrazione”. De Luca accusa la Regione che si è mossa con lentezza e in ritardo e chiede “nell’ottica della semplificazione amministrativa, di nominare per la Fase 2 più soggetti attuatori a livello centrale, conferendo ai presidenti di regione ed a tutti i sindaci, poteri attuativi con relativo portafoglio. Inoltre, per chi sbaglia che siano previste pene decuplicate: non è possibile che i soldi delle casse statali non arrivino subito nelle tasche dei cittadini. La gente è disperata”.

Anche il Quotidiano di Sicilia si era occupato dei premi della pubblica amministrazione ai propri dipendenti il 5 febbraio scorso, premi a pioggia nonostante l’efficienza della pubblica amministrazione dell’isola sia stata bocciata dall’ultima indagine della Commissione europea sul tema, l’Eqi (European Quality of Government Index), che relega la nostra Isola alla 177^ posizione su 192 regioni europee. A premiare i nostri burocrati è invece l’Oiv, Organismo di Valutazione Indipendente istituito nel lontano 2012 ma diventato operativo solo dal novembre del 2016. A proposito di burocrazia, roprio oggi in commissione Affari istituzionali all’Ars verrà incardinato il ddl cosiddetto Sammartino, dal deputato di Iv primo firmatario, per abbattere la burocrazia, sulla scia del “Modello Genova”.
Il documento, a cui è stato dato carattere di urgenza, si basa sulle leggi nazionali che prevedono deroghe al codice degli appalti, come nel caso del ponte Morandi. Ed è su questo che si farà leva in Assemblea regionale.
Riduzione delle autorizzazioni, abbattimento dei tempi, velocità nell’erogazione dei pagamenti alle imprese, assunzione di responsabilità da parte degli amministratori. L’obiettivo è che il ddl arrivi in Aula già la prossima settimana.

Raffaella Pessina

Sammartino (Iv), su Cig il governo Musumeci ha fallito

“Basta con le polemiche, rischiamo che scoppi una bomba sociale. I siciliani sono stufi. Musumeci venga in aula a chiarire immediatamente”

“La mancata assegnazione della cassa Integrazione in deroga in Sicilia dimostra ancora una volta tutto il fallimento del governo Musumeci. Ho sollevato da settimane, anche in V commissione, il tema, dove sono state esposte anche le legittime preoccupazione degli imprenditori e dei sindacati. Il presidente non ha saputo programmare per tempo e adesso scarica sui dipendenti regionali le sue responsabilità. Non è stato capace di trovare le soluzioni con le parti sociali e come sempre rincorre i problemi senza riuscire mai ad affrontarli”.

Lo afferma il parlamentare regionale di Italia Viva e presidente della Commissione Lavoro dell’Ars Luca Sammartino.

“Ci sono quasi 150mila lavoratori che aspettano da due mesi – prosegue – e non è possibile assistere ad un continuo scarica barile di responsabilità tra la Regione e gli uffici. Basta con le polemiche, rischiamo che scoppi una bomba sociale. I siciliani sono stufi. Musumeci venga in aula a chiarire immediatamente”.

Dirigente: “Ritardi Cig? Piattaforme non in linea”

I ritardi nell’espletamento delle pratiche per la cassa integrazione in deroga, attesa da oltre 130mila lavoratori in Sicilia ultima in Italia per pagamenti, sono stati causati dal mancato allineamento, nella fase iniziale, delle piattaforme informatiche di Regione e Inps; per cui in alcuni casi le istanze trasmesse dalla Regione sono state rispedite indietro dall’Inps, anche per problemi banali, come l’inserimento del codice di avviamento postale generico. A cercare di fare chiarezza sul caos Cig in deroga è il dirigente del centro per l’impiego di Messina, Gaetano Sciacca. In un video su Fb, il dirigente spiega il meccanismo e difende il personale impegnato nel servizio, finito sotto attacco per presunti ‘bonus’ concordati da alcuni sindacati col Dipartimento Lavoro per accelerare l’iter delle istruttorie. “è grave che si sparga veleno su dipendenti che stanno dando l’anima per cercare di completare queste procedure farraginose, ma non le abbiamo volute noi – dice il dirigente – I dipendenti hanno lavorato giorno e notte, senza badare alle domeniche, alle feste del 25 aprile e primo maggio, ben sapendo della grossa difficoltà che famiglie e lavoratori vivono. Dire che hanno bloccato volutamente il servizio perché volevano 10 euro a pratica è cattiveria. Vergogna, non si può spargere veleno in questo modo”. E rivolgendosi ai politici aggiunge: “Sono state dette baggianate da rappresentanti istituzionali che non conoscendo neanche le procedure si permettono di dire bugie che sfociano in odio sociale”.

Regione: lascia il direttore del dipartimento Lavoro dopo colloquio con Musumeci

Il dirigente generale dell’assessorato regionale del Lavoro, Giovanni Vindigni, ha rassegnato le dimissioni dalla carica. La decisione è arrivata dopo un colloquio riservato con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che, d’intesa con l’assessore Antonio Scavone, le ha accolte. Su proposta dello stesso assessore, la Giunta, riunitasi nel primo pomeriggio, ha affidato l’incarico ad interim al ragioniere generale Giovanni Bologna, che si è già insediato.
«Il dottore Vindigni – ha sottolineato Musumeci – è persona perbene, trovatasi, suo malgrado, al centro di una vicenda – quella dei ritardi nelle pratiche per la cassa integrazione – sulla quale occorrerà fare chiarezza. Per questa ragione con l’assessore Scavone abbiamo avviato un’indagine interna e stiamo verificando, al tempo stesso, la quantità e la qualità del lavoro prodotto in questi dieci giorni dai dipendenti collocati in “lavoro agile”. Domattina, intanto, alle 10.30, il governatore e l’assessore Scavone terranno una conferenza stampa a Palazzo Orleans per fare il punto sui temi della cassa integrazione e sulle risorse ai Comuni destinate all’assistenza alimentare delle famiglie disagiate.