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Schifani a Festa Tricolore: “Non c’è caso Sicilia, scontro tra poteri Stato. Preoccupato per Lukoil”

Non c’è alcun buco nelle casse regionali”. Lo ha detto stamattina il presidente della Regione Renato Schifani alla “Festa del Tricolore” a Catania, smentendo le notizie che alcuni organi di stampa avevano pubblicato poche ore prima, sul fatto che la Regione aveva in atto una voragine in bilancio di ben 866 milioni.

“Non esiste nessun caso Sicilia”, ha esordito il governatore che ha dialogato sul palco col giornalista Luca Ciliberti. “Nel 2019 è stato consentito al Governo regionale allora in carica di spalmare in dieci anni un disavanzo di circa un miliardo di euro che ci aveva lasciato un certo signor Crocetta“.

“Questo ci è stato consentito attraverso un decreto legislativo, frutto di un accordo tra Stato e Regione Sicilia, successivamente firmato dall’allora presidente del consiglio Draghi e dal presidente della Repubblica, Mattarella. Allora la Corte dei conti romana, a sezioni unite, diede parere favorevole”.

“Adesso – sbotta il presidente – si svegliano i giudici della Corte dei Conti di Palermo che hanno comunicato la presunta incostituzionalità di questo decreto. Noi ci siamo difesi e ieri tutta la vicenda si è conclusa secondo me in maniera tragica, perché si è messo in atto uno scontro tra poteri dello Stato perché la Corte dei Conti regionale ha impugnato davanti alla corte Costituzionale il decreto sostenendo che è incostituzionale”.

Uno scontro tra poteri dello Stato

Il governatore ha continuato spiegando che “meraviglia che in questo caso sia il presidente Draghi che Mattarella abbiano potuto firmare un procedimento legislativo oggi considerato illegittimo”.

“Ovviamente la parte lesa di tutta questa vicenda è la Sicilia”, ha aggiunto Schifani che subito dopo ha spiegato che il suo Governo si “sta muovendo nei confronti del Governo nazionale non per avere una norma salva Sicilia, ma affinché il Governo con una norma chiarisca la vicenda e confermi il contenuto del decreto legislativo”.

“Qui si tratta di confermare un provvedimento già di per sé legittimo“, ha chiosato Schifani. “Devo dire da avvocato che da politico che ho passato una delle notti più complicate del mio governatorato, chiamato a difendere un decreto emesso per aver ereditato un buco provocato dal Centrosinistra”.

Stanziati 360 milioni per imprese e famiglie

Successivamente il presidente si è soffermato su altri argomenti nodali del suo mandato. Schifani ha parlato in particolare di alcuni recenti provvedimenti adottati dalla Regione per sostenere l’economia e le famiglie in questo momento a dir poco difficile.

“Abbiamo già stanziato in Giunta regionale un pacchetto di 360 milioni così suddivisi: 250 milioni andranno alle imprese per il caro bollette, 70 milioni per il caro bollette dell’agricoltura e 50 milioni per incentivare tutti coloro che hanno progetti in campo energetico. Aggiungo che a breve la prossima giunta delibererà altri 200 milioni per le famiglie con i redditi più bassi ai quali vorremmo concedere almeno mille euro a nucleo . Inoltre intendiamo stanziare altri 200 milioni per concedere sgravi fiscali a chi assume”

“Assumere personale esterno per progetti fondi UE”

Sul fronte dei fondi europei il governatore ha spiegato che “La Sicilia purtroppo perde molti fondi europei per mancanza di progetti che in assenza non permettono di agganciare i finanziamenti. E allora stiamo studiando una formula che determini uno stanziamento di un fondi che permetta di utilizzare delle risorse umane esterne per la produzione dei progetti”.

“Preoccupato per depuratore Priolo e Lukoil”

Successivamente il presidente ha parlato anche del caso Lukoil anticipando che questo pomeriggio vedrà il ministro Urso per discutere con lui della vertenza e delle possibili soluzioni del petrolchimico, dicendosi preoccupato anche per la nota vicenda del depuratore che non funziona a dovere e che la Procura aretusea ha posto sotto sequestro.

“Ne ha parlato recentemente anche la trasmissione Report”, ha spiegato. “La vicenda del depuratore è grave, perché se dovesse essere bloccato creerebbe una crisi sociale ed occupazionale, col blocco della raffineria”.

“Amareggiato per scontro interno a FI”

Schifani rispondendo poi alle domande ha chiarito anche dal punto di vista politico cosa stia accadendo all’interno della sua maggioranza con la spaccatura in atto col deputato ed ex presidente Ars, Gianfranco Micciché: “Forza Italia è stato da sempre il partito della responsabilità. Io quindi non mi lascerò distrarre e continuerò ad esercitare il mio mandato a tutela dei siciliani e spero che le divisioni all’interno del partito vengano sanate perché ho seguito criteri idonei nelle scelte.

Quindi mi astengo, ma sono amareggiato da questi atteggiamenti e presunti nuovi gruppi all’assemblea. Io comunque vado avanti per la mia strada con senso di responsabilità”.

Tensione sul palco tra Falcone e Miccichè

Successivamente alimentate dalle parole del governatore, nel dibattito successivo tra tutti i referenti della maggioranza regionale c’è stata una sfida all’Ok Korral tra l’assessore Marco Falcone e Micciché, con insulti anche pesanti. AD un tratto Micciché era in procinto di abbandonare il palco, ma un intervento pacato del presidente dell’Ars, Galvagno, ha riportato la calma.

Infine il governatore si è soffermato un attimo sugli ultimi disastri causati dal maltempo soprattutto sulla costa tirrenica e a Barcellona Pozzo di Gotto, esprimendo tutta la sua vicinanza alle popolazioni colpite dalle forti precipitazioni e si è congedato salutando tutta la platea e il parlamentare Salvo Pogliese vero artefice di questa festa di Fratelli D’Italia in salsa siciliana.