Energia

Parco eolico di Monreale-Partinico, Schifani: “Sicilia pronta per diventare importante hub energetico”

Il primo impianto eolico della Erg a subire un intervento di repowering (sostituzione delle turbine e dei generatori con altri più grandi e capaci di maggiore resa ma meno numerosi) è stato realizzato in Sicilia nel parco eolico di Monreale-Partinico, alle porte di Palermo.

Un impianto che è stato messo in funzione nel 2005 ed era composto da 19 aerogeneratori da 850 KW, con una capacità totale di 16 MW e una produzione di 27 GWh all’anno. Adesso, dopo gli interventi decisi negli scorsi mesi, sono installate 10 turbine da 4,2 MW di potenza ciascuna con un’altezza complessiva di 180 metri. La capacità totale è di 42 MW con una produzione stimata di 94GWh di energia all’anno.

Repowering al parco eolico di Monreale-Partinico, ma “servono norme”

La società genovese, che da tempo ha abbandonato il fossile per le energie verdi, punta decisamente sul repowering. Lo hanno spiegato i vertici aziendali nel corso di un incontro che si è tenuto a Villa Igiea a Palermo. Ma il problema sono, ancora una volta, gli iter burocratici ancora troppo lunghi.

“La principale limitazione”, ha spiegato spiega Paolo Merli, ad della società nel corso di un incontro che si è tenuto martedì sera a Palermo, “è oggi costituita dalla discriminazione tariffaria del repowering nelle aste CfD rispetto agli impianti ex-novo, nonostante la complessità e onerosità dell’investimento derivante dalla rimozione dell’impianto esistente. Auspichiamo che questa ingiustificata discriminazione, che non ha precedenti in alcun Paese europeo, venga presto eliminata con una idonea disposizione normativa”.

Senza dimenticare, sottolineano da Erg, “i tempi di autorizzazione, ancora molto simili a quelli degli impianti greenfield”. Dalla società sottolineano come “a fronte dei drammatici effetti del climate change che hanno particolare evidenza proprio nell’area del Mediterraneo, il passaggio a un sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili è oggi più che mai imprescindibile. Allo stato attuale, però, in Italia come nel resto dell’Europa la transizione energetica non sta progredendo in linea con i target dei vari Piani nazionali”.

Tra i principali ostacoli sono stati evidenziati tempi e struttura del permitting non adeguati e non in linea con le Direttive Europee; la struttura delle aste da aggiornare perché insufficienti a coprire i costi effettivi delle tecnologie che nell’ultimo biennio hanno subito incrementi significativi a causa della greenflation, e infine le infrastrutture di rete il cui sviluppo dovrebbe essere maggiormente allineato alla quantità di impianti Fer da installare.

Schifani: “Sicilia in prima fila”

A Palermo è intervenuto anche il presidente della Regione, Renato Schifani. Il governatore ha sottolineato come la Sicilia, assieme a tre sole altre Regioni (Lazio, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia) abbia aggiornato, nel febbraio dell’anno scorso, il proprio Piano energetico ambientale con l’orizzonte temporale al 2030. Un piano nel quale il ri-potenziamento dei parchi eolici è uno dei punti fondamentali: a fronte dell’incremento complessivo di potenza previsto per l’eolico di circa 1,5 gigawatt, dal ripotenziamento si attende un contributo di 1 gigawatt.

Grazie alla maggiore potenza degli aerogeneratori di nuova concezione, si potrà infatti ottenere: una riduzione, pur a parità di suolo occupato, delle torri eoliche installate, con un dimezzamento delle stesse; un aumento della potenza complessiva di quasi il doppio; il triplo della produzione di energia elettrica.

“Ed è in questo ambito – ha aggiunto Schifani – che si inserisce l’intervento realizzato da Erg, che ringrazio per aver saputo e voluto interpretare nel modo corretto le indicazioni che discendono dal piano regionale. Tale approccio è di fondamentale importanza in previsione del nuovo decreto burden sharing, in fase di approvazione da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che fissa per la Sicilia un obiettivo al 2030 di 10,38 gigawatt di potenza installata complessivamente per le fonti rinnovabili”.

Una previsione che comporta sostanzialmente il raddoppio del contributo richiesto all’Isola, che dovrà passare da un obiettivo di incremento della potenza installata di circa 3,5 gigawatt a un incremento di quasi 7,50 gigawatt al 2030, il più alto contributo richiesto alle regioni italiane.

“La Regione Siciliana, per la sua collocazione geografica e per le caratteristiche ambientali – ha proseguito il governatore – deve diventare, come auspicato dalle presidenti della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, e del Consiglio, Giorgia Meloni, un importante hub energetico atto a favorire la transizione energetica. Il mio Governo ritiene raggiungibili e superabili i pur sfidanti obiettivi a oggi previsti dal nuovo decreto burden sharing e porrà in essere tutte le iniziative necessarie per raggiungere questo fondamentale traguardo”.