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Saverio Giunta: “Digitalizzazione indispensabile per avvicinarsi di più agli utenti”

Intervistato dal vice direttore Raffaella Tregua, il direttore provinciale dell’Inps di Catania, Saverio Giunta, risponde alle domande del QdS.

Digitalizzazione dei servizi per i cittadini: a che punto siamo?
“Tradizionalmente l’istituto è sempre stato all’avanguardia. Si pensi, per esempio, che la totalità dei servizi prevede la presentazione di istanze in modalità telematica. Le istanze che richiedevano un’interlocuzione diretta sono state definitivamente superate durante la pandemia. In quel periodo storico abbiamo dovuto velocemente trovare delle soluzioni, in particolare per le categorie più fragili. Come Istituto, durante il Covid, abbiamo accelerato un processo di digitalizzazione che Inps ha avviato comunque da oltre un decennio. È vero tuttavia che alcune occasioni hanno permesso l’implementazione di canali informativi e comunicativi, soprattutto rivolti alle categorie protette”.

Quindi dalla pandemia, che di fatto ha limitato i contatti con il pubblico, avete ricevuto un input verso la semplificazione delle procedure?
“Nel periodo del Covid c’è stato un aumento dell’utilizzo dei canali telematici, in particolare del sito, dell’applicazione mobile, del servizio Inps risponde. Era prevedibile, perché la nostra utenza non poteva uscire da casa, ma anche nei nostri uffici è aumentata la cultura digitale. Tra le novità degli ultimi anni c’è l’introduzione della delega all’identità digitale. Prima non era previsto e il cittadino, anche se invalido, era costretto a venire in sede per avere il proprio pin o l’accesso tramite Spid alle nostre procedure. Oggi la delega permette ai parenti dell’utente, al termine di una procedura di verifica rafforzata, il rilascio dei codici di accesso. C’è poi un altro passaggio molto importante che tengo a sottolineare e riguarda gli invalidi civili: grazie alla legge 120 del 2020 è prevista la valutazione agli atti delle Commissioni mediche su base documentale. In precedenza era possibile solo per i pazienti oncologici la valutazione su base documentale. Grazie alla legge 120, in un primo momento solo l’interessato, tramite Spid, poteva inviare la documentazione. Successivamente, dall’1 ottobre 2022, gli invalidi civili hanno potuto far riferimento per la valutazione al medico curante e ai patronati per trasmettere la documentazione. È stata una rivoluzione. Voglio allo stesso modo ricordare che ad accogliere gli anziani ci sono comunque sportelli fisici all’interno della nostra sede di Catania”.

Con riferimento a Catania e provincia, qual è il rapporto tra contributi versati e pensioni erogate? C’è lo squilibrio che si registra anche a livello nazionale?
“Dal decimo rapporto ‘Il Bilancio del Sistema previdenziale italiano’ per l’anno 2023 con riferimento all’andamento 2021, si evince che alcune casse pensionistiche, soprattutto quelle private, sono assolutamente in utile e in alcuni casi con un avanzo di esercizio. Attualmente siamo in avanzo di esercizio per ventisei miliardi e ottocento milioni di euro e con questi dati si fa riferimento a tutte le Casse, a eccezione per esempio di Inpgi o Enpass. Il nostro problema risiede nelle Casse dei pensionati degli Enti pubblici, che sono invece in perdita da sole per 153 miliardi. Tuttavia, compensando con l’avanzo delle Casse private, il saldo negativo è di trenta miliardi. Viviamo comunque una situazione non grave, perché il nostro ordinamento prevede due gestioni, le gestioni prestazioni temporanee e le gestioni interventi assistenziali, entrambe abbondantemente in attivo, finanziate dallo Stato e che servono a compensare il fabbisogno non coperto dai contributi. Il concetto che deve passare è questo: non tutte le prestazioni pensionistiche nel nostro Paese sono pagate con i contributi, esistono altre fonti, assolutamente necessitate, che supportano il sistema. Aggiungo: mediamente il disavanzo a Sud è maggiore perché le Casse private sono in utile, mentre quelle pubbliche sono in perdita. Sempre a Sud c’è il più alto numero di pensionati pubblici del Paese, quindi il dato in termini relativi ne risente. A sua volta a Catania ci sono più dipendenti pubblici che nel resto della Sicilia, quindi l’incidenza pesa. Catania è la città con la media mensile di pensioni pubbliche in euro più alta di tutta l’Isola. Evidentemente ci sono più funzioni apicali”.

Collaborazione istituzionale per contrastare l’evasione

Evasione contributiva: quali le possibili soluzioni?
“Negli ultimi anni l’Istituto ha intensificato la lotta all’evasione contributiva, sia attraverso l’attività degli ispettori di vigilanza, sia con azioni di vigilanza documentale e di intelligence. Il sistema è molto affinato. L’evasione totale nel Paese si è ridotta del 23% e sono diminuiti i lavoratori irregolari e in nero. L’interoperabilità delle banche dati e il lavoro di squadra tra le Pubbliche amministrazioni e le Forze dell’ordine è stato determinante per ottenere questo risultato. La collaborazione costante, la semplificazione e la sburocratizzazione hanno consentito di individuare compensazioni indebite, il cui dato nazionale è di circa 100 milioni annui, di recuperare i crediti, di individuare i rapporti di lavoro fittizio”.

Avete raggiunto traguardi importanti, ma il lavoro che avete impostato punta a spostare l’asticella ancora più in alto. In che modo pensa sia possibile migliorare i risultati già ottenuti?
“È chiaro che si dovrà proseguire su questa strada, intensificando ancora di più la collaborazione tra i vari livelli di istituzioni coinvolte. Tengo a sottolineare che l’Istituto, già prima della pandemia, si era organizzato con la vigilanza documentale, che è lo step immediatamente precedente alla visita ispettiva: avendo un numero di ispettori non adeguati, la Direzione regionale ne ha disponibili 81 per tutta la Sicilia, da circa un anno e mezzo, dopo la nascita in seno all’istituto dell’Unità vigilanza documentale Business intelligence, svolgiamo attività di controllo preventivo. Incrociando le banche dati riusciamo ad anticipare gli andamenti. Se l’attività mostra delle anomalie contattiamo l’azienda tramite il consulente per ottenere dei chiarimenti. L’atteggiamento predominante è quello della collaborazione, solo se l’azienda non risponde o fornisce dati non chiarificatori Inps procede con l’ispezione”.

Avviato un potenziamento del personale per sopperire alle mancanze del passato

A quanto ammontano le pensioni di tipo assistenziale erogate a Catania e provincia e che percentuale rappresentano rispetto al totale degli assegni erogati?
“Per Catania e provincia le pensioni erogate per prestazioni assistenziali, rispetto al totale di quelle erogate rappresentano il 33,29 per cento. L’importo medio nazionale è di 469,38 euro per un totale di quasi 4 milioni di pensioni, su Catania l’importo medio è di 467,48 euro per un totale di 100.441 pensioni erogate”.

Il personale a vostra disposizione è sufficiente per gestire le pratiche?
“La sede di Catania ha sofferto nel recente passato di mancanza di personale. Il 1° gennaio 2018 le unità erano 366, l’1° gennaio 2023 abbiamo toccato il picco più basso con 316 unità di personale, su cui hanno inciso i pensionamenti. Tuttavia dal 17 aprile di quest’anno sono stati assunti i vincitori del nuovo concorso e la nostra sede ha accolto settantasette lavoratori di fascia C, mentre da fine anno arriveranno dalla mobilità nazionale altre 55 unità di personale, quindi lavoratori catanesi che rientreranno in provincia, per un totale di 441 impiegati. Dall’1 gennaio 2024 il personale sarà quindi congruo. Un’altra novità arriva dal call center dell’Istituto, che è stato reinternalizzato dall’anno scorso. Inps Servizi ha assunto tutti i lavori a tempo determinato e Catania conta un hub in Piazza della Repubblica. Una parte del gruppo siciliano di Inps Servizi è quindi occupato in città”.