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Sci in Sicilia, una regia unica per far decollare il settore

Il tasso di positività in Sicilia continua a crescere negli ultimi giorni. Questo comporta una situazione di incertezza generale. Nelle scorse settimane era arrivata la decisione del rinvio della riapertura della stagione sciistica al 18 gennaio.

Si aspetta solo l’approvazione del protocollo del Cts (Comitato tecnico scientifico). Ne abbiamo parlato con Angelo Merlino (presidente Parco delle Madonie) e Carlo Caputo (presidente Parco dell’Etna).

Angelo Merlino

«Le condizioni in cui versano gli impianti di risalita di Piano Battaglia sono quelli di, passatemi la metafora, una Ferrari ferma in garage poiché manca il carburante», commenta Merlino, aggiungendo che, il problema, non è solo dovuto allo scontro in atto tra la società di gestione degli impianti e la Città Metropolitana di Palermo nella qualità di Ente concessionario dell’area, ma è stato acuito dalla problematica legata al covid19.

Lo scorso ottobre, infatti, la Società Piano Battglia s.r.l, gestore degli impianti di risalita, ha presentato davanti al Tar Sicilia, un ricorso volto alla risoluzione del contratto in essere tra la stessa società e la Città Metropolitana di Palermo.

Sulla vicenda, Merlino ha dichiarato che: «Il Parco, di concerto con la Regione e le amministrazioni locali, sta lavorando per definire una soluzione che risolva la vicenda. Se gli impianti di risalita al momento non sono attivi – ha aggiunto – ci sono altre attività legate agli sport invernali che potrebbero essere portate avanti, per esempio, le passeggiate con le ciaspole o i corsi di avviamento alle pratiche sciistiche organizzate dagli sci club presenti nell’area».

Per quanto riguarda le principali infrastrutture, da circa due anni, ricorda Merlino, grazie al Governo regionale ed ai finanziamenti derivanti dall’area Snai (Strategia nazionale per le aree interne), questa situazione ha subito un’accelerata. Ci sono circa 8 milioni di euro di progetti già cantierabili, in fase di pubblicazione dei bandi e che, quindi, potrebbero partire subito dopo l’espletamento delle relative gare di appalto.

Il presidente ha ricordato una proposta fatta dal suo collega, Carlo Caputo: «Le aree dove insistono infrastrutture, come le strade, dovrebbero avere una gestione a regia unica, dando la possibilità ai Parchi di agire direttamente e con maggiore celerità, aumentando e potenziando gli uffici tecnici, per dare così risposte più celeri alle popolazioni coinvolte».

Carlo Caputo

Per Merlino, infine, l’approvazione della legge che istituisce le ZFM (Zone Franche Montane) potrebbe rappresentare la chiave di volta in grado di mettere il turbo alle aree protette e montane, non solo delle Madonie ma a quello dell’intera isola. «Condividere o meno la decisione di rinviare l’apertura della stagione sciistica è difficile – dichiara Carlo Caputo – Gli impianti gestiti dalla società sono stati regolarmente manutentati e pronti per essere aperti nel caso di permanenza di adeguata neve sulle piste e conferma degli orientamenti governativi che vengono fuori in queste ore».

Sul versante Nord si può praticare lo sci alpino e a Piano Provenzana lo sci di fondo. Sul versante Sud, a Piano Vetore, neve permettendo, sarà possibile  praticare solo lo sci di fondo, considerando che la funivia a Sud è in manutenzione. La pandemia – aggiunge – ha dato sicuramente un duro colpo a tutti gli operatori dello sci sull’Etna, ma è un’ulteriore occasione per riflettere e provare ad andare oltre la monocultura dello sci alpino. Bisognerebbe strutturare attività di fruizione escursionistiche, un turismo più lento, diffuso e legato al “vivere” dei luoghi e sentieri.

Luca Calderaro

Tra i tanti ristoratori colpiti dalla pandemia c’è anche Luca Calderaro, uno dei titolari dell’albergo, ristorante e pizzeria “Il Castello” a Petralia Sottana: «L’intero settore turistico, purtroppo, da diversi mesi è in piena emergenza – sottolinea – Piano Battaglia rappresenta per tutte le Madonie un grande polo attrattivo che avrebbe le potenzialità di attirare turisti tutto l’anno. L’affluenza di turismo, nel periodo invernale e non solo, grazie al potenziamento dei servizi era sicuramente aumentata rispetto agli anni precedenti. Purtroppo però ancora molto va realizzato, i servizi e le infrastrutture versano in stato di abbandono, se si vuole pensare ad un concreto rilancio nulla può essere lasciato al caso».

Mario Catalano