Ragusa

Scicli, Comune e associazioni, insieme contro la crisi

SCICLI (RG) – È attiva in tutta la provincia iblea una task force per mettere in campo quanti più aiuti possibili a favore di imprese e cittadini in difficoltà.

A Scicli, in particolare, l’Amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Enzo Giannone già da mesi ha coinvolto associazioni e sindacati per cercare di arginare questa crisi economica e sociale che ha colpito l’Italia e anche il mondo. È proprio per questo motivo che qualche giorno fa è stato siglato un Patto di solidarietà diffusa, per la promozione di una società aperta e inclusiva.

Oltre al sindaco e al suo vice, Caterina Riccotti, erano presenti il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, la responsabile della Camera del Lavoro di Scicli, Graziana Stracquadanio e i rappresentanti legali di ventotto associazioni di volontariato. Durante l’incontro sono stati illustrati i punti più importanti del patto di solidarietà: l’idea è quella di attivare un sistema di interventi per arginare e contrastare questa crisi economica e sociale, che si avvalga dell’attività di enti no-profit e associazioni sociali e di volontariato operanti nel sociale, al fine di incrociare le necessità manifestate dai cittadini con le offerte provenienti da aziende, associazioni e privati.

“Si è stabilito – hanno detto gli esponenti della Giunta – di costituire un Tavolo permanente di confronto, fra i Servizi sociali del Comune e le associazioni sociali e di volontariato presenti e disponibili sul territorio, che proceda a costituire una cabina di regia che abbia l’obiettivo di promuovere una società inclusiva e ridurre il numero di persone in stato di marginalità. Alla base dell’iniziativa comune l’emergenza causata dalla pandemia di Covid 19 che ha reso necessarie le misure restrittive disposte dal Governo nazionale per la tutela della salute di tutti i cittadini, e che sta causando una grave crisi economica e sociale in quanto, oltre ad aver aggravato le condizioni di precarietà di nuclei familiari già in difficoltà, sta interessando nuove categorie di nuclei familiari, finora non coinvolte negli ordinari circuiti assistenziali”. Con il Patto di solidarietà diffusa le parti si impegnano a favorire interventi di formazione e contrasto al lavoro sommerso, percorsi di sostegno e tutele delle donne vittime di tratta e di violenza di genere, accompagnamento a percorsi di autonomia sociale, economica ed abitativa.

Il Comune dovrà “tutelare la sicurezza e la salute degli operatori e dei volontari utilizzati secondo quanto previsto dalla normativa vigente, assicurare, in qualità di responsabile del trattamento di dati personali, la gestione e la trattazione dei dati comunicati in conformità alle disposizioni contenute nel Regolamento europeo 679 del 2016”. Sarà compito della cabina di regia porre in essere le procedure necessarie per rispondere con tempestività alle richieste di sostegno.