Sanità

Servizio sanitario in Sicilia, luci ed ombre

PALERMO – Il ministero dell’Economia e delle finanze con il “Monitoraggio della spesa sanitaria”, elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato, ha raccontato le condizioni di salute dei servizi sanitari regionali contraddistinti da Piano di rientro. La nostra Regione, anch’essa soggetta a Piano di rientro, esce da un quadro di alti e bassi.

Innanzitutto, è possibile osservare miglioramenti nei tempi di pagamento: infatti, in base ai valori forniti dalla Regione, l’indicatore di tempestività dei pagamenti ha registrato un ritardo medio pari a diciannove giorni, in miglioramento rispetto ai 21 giorni dell’anno 2017 e ai 28 giorni dell’anno 2016. Si intende per indicatore di tempestività dei pagamenti la somma ei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura o richiesta equivalente di pagamento e la data di pagamento ai fornitori moltiplicata per l’importo dovuto.

Inoltre, circa un terzo dei pagamenti effettuati nel corso del 2018 si riferisce a fatture pagate oltre i termini previsti (precisamente il 32%), incidenza percentuale in miglioramento rispetto al 40% relativo agli anni 2016 e 2017. Come risulta dalla piattaforma di certificazione dei crediti, il tempo medio ponderato di pagamenti è pari a 58 giorni. Ad ogni modo, occorre specificare che nonostante i miglioramenti, totalizziamo ancora risultati negativi.

Secondo quanto emerge dalla lettura del report, “la Regione Siciliana ha rispettato il limite del 95% previsto dal decreto legge numero 35/2013 all’articolo 3 comma 7, in quanto ha erogato al proprio Servizio sanitario regionale il 97% delle risorse incassate nell’anno 2018 dallo Stato a titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, e delle somme che la stessa regione, a valere su risorse proprie dell’anno, ha destinato al finanziamento del proprio servizio sanitario regionale. Sono presenti circa 195 milioni di euro sulla Gestione sanitaria accentrata (Gsa) non trasferiti alle aziende e non utilizzati per i pagamenti ai fornitori o per trasferimenti della Gsa”.

Inoltre, nonostante i Livelli essenziali di assistenza nel 2017 abbiano raggiunto la sufficienza (160), si evidenziano notevoli criticità: in particolare, i maggior punti deboli sono principalmente ascrivibili al settore della prevenzione, all’assistenza territoriale e all’appropriatezza, qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera. Proprio il Tavolo di verifica degli adempimenti e il Comitato Lea sollecitano la regione a predisporre un provvedimento unico e organico di programmazione dell’assistenza territoriale con il dettaglio, per azienda, dell’offerta attuale e quella programmata per tutte le tipologie di assistenza (anziani, disabili, hospice) in coerenza con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Lea del 12 gennaio 2017.

In più, chiedono alla Regione di trattare in maniera esaustiva la tematica relativa ai piani di fabbisogno triennali degli enti del sistema sanitario regionale delle relative stabilizzazioni e della necessaria coerenza con il piano di fabbisogno del personale. Chiedono alla Regione anche il regolare rispetto della tempistica relativa alle verifiche degli adempimenti regionali, per non ritardare l’accesso alle quote premiali del finanziamento condizionate alla positiva verifica degli stessi.

Infine, durante la riunione del 4 aprile 2019, il Tavolo di verifica degli adempimenti e il Comitato Lea prendono atto della nota regionale assessorile con cui viene comunicata la volontà di proseguire il Piano di rientro mediante un nuovo programma operativo.