Politica

La Sicilia a Cinquestelle fa quadrato attorno a Conte

PALERMO – Una scissione annunciata quella di Luigi Di Maio dal Movimento Cinquestelle, che ha comunque provocato un terremoto in tutte le istituzioni in cui sono presenti i pentastellati, compreso il Parlamento europeo: a quanto si apprende anche le europarlamentari Chiara Gemma e Daniela Rondinelli hanno lasciato il M5S per aderire al progetto ‘Insieme per il Futuro’.
Il ministro degli Esteri dovrà ora riunire i suoi fedelissimi per la scelta del simbolo e per stabilire le strategie future.

Giuseppe Conte rimane fermo sui propri obiettivi

Non si perde d’animo il leader del M5s Giuseppe Conte che rimane fermo sui propri obiettivi ed incassa la fiducia del sottosegretario alle Infrastrutture, il siciliano Giancarlo Cancelleri: “Tanti amici e colleghi hanno preso la decisione di andare via dal MoVimento 5 Stelle – ha detto il viceministro – Rispetto la loro scelta, ma non la condivido. Luigi Di Maio è e rimarrà un amico, ma le nostre strade si dividono. Oggi però ripartiamo più forti e determinati, Giuseppe Conte ci guiderà in questo nuovo corso”. La scissione però costerà cara, non solo in termini di consenso ma finirà anche per gravare sulle casse del M5S, con un ‘salasso’ che dovrebbe superare i 2 milioni di euro per i mesi che mancano da qui alla fine della legislatura. Questi i conti che rimbalzano in ‘Insieme per il Futuro’, il gruppo che nascerà dalla scissione grillina.

La Lega di Salvini che diventa il primo partito in Parlamento

“Per ogni eletto la Camera versa 52.000 euro l’anno – viene spiegato – ma poiché mancano circa 9 mesi alla fine della legislatura, i 52.000 euro scendono a circa 39mila”. Che moltiplicati per i 61 eletti pronti a seguire Di Maio si traducono in un ‘tesoretto’ di oltre 2.3 milioni di euro. Con il ministro degli Esteri se ne sono andati 51 deputati e 11 senatori. Ecco come il Movimento ha dimezzato i propri rappresentanti: nel 2018 erano 333, oggi sono 165. E ora cambiano anche gli equilibri in Parlamento poiché è la Lega di Salvini che diventa il primo partito. E in Sicilia il colpo si farà sentire ancora più forte perché sono vicine le elezioni regionali. Anche se il capogruppo pentastellato all’Ars, Nuccio Di Paola, ha già fatto sapere che il gruppo presente a Palazzo dei Normanni è compatto a favore del capo del movimento, Giuseppe Conte. “La scissione di Di Maio sul gruppo M5S regionale ha avuto impatto zero, nessuno dei 15 deputati che ne fanno parte lo seguirà – afferma –. Le manovre di palazzo non ci interessano, qui siamo tutti concentrati a lavorare per le primarie e per dare alla Sicilia un governo che finalmente lavori proficuamente per dare risposte concrete ai bisogni dei siciliani che da Musumeci hanno ascoltato solo chiacchiere e vuoti proclami. Da lui ci aspettiamo l’ennesimo annuncio a cui non crede più nessuno”. Del resto in Sicilia la scissione è avvenuta già nel 2020 e si chiama ‘Attiva Sicilia’ il nuovo gruppo parlamentare costituito da cinque deputati regionali che a suo tempo hanno lasciato il Movimento 5stelle.

L’europarlamentare ex cinque stelle Dino Giarrusso, commentando lo scontro fra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, parla di un brutto spettacolo: “Una lotta per il potere interno, frutto marcio dei veleni contro cui combatto da anni e che mi hanno costretto ad andar via. Di Maio era un accentratore, e aveva iniziato -sbagliando- a perdere il contatto con la base creandosi un cerchio magico rinchiuso nel palazzo”.
“Conte paradossalmente – attacca Giarrusso – è riuscito a fare di peggio: ha esautorato completamente la base da ogni decisione, e ha calato dall’alto tutti i ruoli previsti da uno Statuto che si è scritto da solo, su misura per un partito personale e autocratico, senza alcuna parvenza di democrazia diretta”.