Sanità

Sicilia, 85% di ricoverati senza vaccino e a Messina morti e in intensiva solo No vax

La Sicilia è l’unica regione in cui la curva dei contagi non mostra ancora segnali di discesa. A livello nazionale, dopo aver raggiunto il picco, con dati abbastanza stabili per una decina di giorni, la curva sta dando iniziali segni di ripresa.

I ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive continuano a salire in Sicilia che, dopo aver scongiurato di un soffio il cambio di colore della regione, nell’ultimo monitoraggio, resta in stand-by con il report di questa settimana. L’attesa è tutta per la cabina di regia, ma da lunedì, 30 agosto, tecnicamente la Sicilia passa in zona gialla.

L’hub vaccinale di Catania

Se oggi arriverà la conferma, infatti, l’Isola sarà la prima regione a cambiare colore, dopo il via libera a fine luglio dei nuovi criteri per calcolare il rischio Covid-19 basati sulle ospedalizzazioni, con soglia del 10% per l’occupazione dei posti in Rianimazione e 15% per i posti letto nella cosiddetta area medica non critica.

Agenas indica la Siciliasempre sopra soglia per il tasso di occupazione delle terapie intensive all’11% per l’occupazione dei reparti al 20%.

A chiudere il quadro, i numeri dell’ultimo Bollettino Covid in Sicilia: 1.097 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore; 855 i ricoverati (+2); in terapia intensiva sono 103 (+1).

Nell’Isola è una corsa contro il tempo. L’imperativo è: vaccinare. Col porta a porta, nei locali o al centro commerciale è una vera e propria “caccia ai no vax”. Anche se alcuni dei Commissari Covid e i Direttori delle Asp siciliane preferiscono non definirla in questo modo.

Pino Liberti

Non parlerei di “caccia” – dice il commissario ad acta per l’emergenza Covid di Catania, Pino Liberti -. Occorre adottare strategie comunicative e persuasive differenti, coinvolgendo i medici di medicina generale e i sindaci e organizzando incontri di prossimità con esperti per spiegare alla persone l’importanza e la necessità di vaccinarsi”.

Angelo Aliquò

“Cacciare i no vax? Non sono un cacciatore, né di animali tantomeno di uomini – dice il Direttore generale Asp Ragusa, Angelo Aliquò. Mi dispero contro chi ha paura ingiustificata verso il vaccino e di qualche ignorante che spara sentenze. Non è necessario terrorizzare le persone indecise. Mi riferisco anche al caso dell’infermiera No Vax. La donna ha avuto la diffida e aveva comunicato che si sarebbe vaccinata lo scorso 22 agosto, purtroppo non ci è arrivata perché ha preso prima del tempo il Covid. Non è in gravi condizioni”.

Ricoveri in aumento, colpa dei No Vax in Sicilia: i numeri

Sui grandi numeri, il commissario il commissario all’emergenza Covid di Messina Alberto Firenze, si mantiene ottimista. “Si, abbiamo riscontrato un incremento ma è ancora abbastanza contenuto. Abbiamo pochi casi in terapia intensiva (riferito al 25 agosto). Sono tre all’ospedale “Papardo”, otto al Policlinico di Messina.

Alberto Firenze

In terapia intensiva sono tutti non vaccinati – precisa il commissario e prosegue -. In degenza, alcuni casi con doppia dose effettuata. Ci preoccupano i non vaccinati, contagiati dal Covid, che hanno una difficile ripresa dal virus. Ci sono dieci i casi a Barcellona Pozzo di Gotto. Venti, al Policlinico di Messina.

I decessi riscontrati, invece, sono tutti non vaccinati.

Anche a Messina non mancano i casi Covid di persone vaccinate, anche con doppia dose. “Si, ci sono pochi casi, si tratta di soggetti che si riprendono facilmente e guariscono in pochi giorni”.

E poi il commissario Firenze afferma: “Siamo in una bolla di serenità. La mia preoccupazione è per la fase del rientro dalla vacanze di molti siciliani. Nell’ultima settimana di settembre, potremo scoprire quali sono gli effetti “negativi” prodotti da questa libertà estiva”.

La situazione a Ragusa

Nel territorio di Ragusa – dichiara Aliquò – parliamo di una grossa percentuale di persone ancora non vaccinate.

A Vittoria e Comiso, in restrizioni da zona arancione, dal 28 agosto al 6 settembre, la percentuale di vaccinazione è molto bassa, in contrapposizione all’aumento dei casi covid. A Ragusa, Modica e Giarratana la situazione è totalmente diversa. I dati sono incoraggianti, basti pensare che in tutta Ragusa, su oltre cinquemila anziani vaccinati, ne rimangono solo quattro non vaccinati. Abbiamo raggiunto l’obiettivo.

La situazione a Catania

“In tutta la provincia di Catania – dice Pino Liberti – siamo al 55% di soggetti immunizzati e al 65% con almeno una dose“. Seguendo con altri numeri, a Catania, all’ospedale Cannizzaro, in rianimazione non covid, si registrano (al 24 agosto) 24 pazienti in Malattie Infettive e 18 in Pneumologia.

La situazione a Trapani

Nel trapanese (dati riferiti al 24 agosto) si è superata la soglia di due mila positivi accertati. Tra Marsala e Mazara sono 120 i posti di degenza ordinaria, dei quali 62 risultano occupati mentre sono 18 quelli di terapia intensiva dei quali 9 sono occupati. Nella RSA di Salemi sono 10 i posti occupati su un totaledi 15. In definitiva, l’85% dei ricoverati non è vaccinato.

La situazione a Siracusa

A Siracusa (dati riferiti al 25 agosto) ci sono 49 ricoverati nei reparti covid degli ospedali del territorio aretuseo e quattro sono in terapia intensiva. Sono tutti giovani e la maggior parte non sarebbe vaccinata.

La situazione a Palermo

Anche i dati della città metropolitana di Palermo sono in linea con le altre province. Secondo quanto ci riferisce il commissario per l’emergenza Costa, i ricoverati di Covid sono in tutto 178, di cui 136 non vaccinati. Di questi 24 sono in terapia intensiva e 112 in degenza ordinaria. Come percentuale siamo tra l’80 e l’84% di ricoveri tra non vaccinati.

Renato Costa

Per quanto riguarda i contagiati non vaccinati, anche lì il dato si attesta tra l’82 e l’87%.

Strategie per incentivare la vaccinazione

Ieri si è svolta una riunione con i 15 sindaci della provincia etnea per studiare, insieme al commissario Covid di Catania, soluzioni per incentivare la vaccinazione, anche attraverso il supporto di personale dell’Asp. “In tutta la provincia di Catania ci sono oltre 300 mila persone ancora da vaccinare” – ha dichiarato di recente alla stampa, Pino Liberti.

Il commissario emergenza covid a Messina, Alberto Firenze, sulla questione del target vaccinazioni: “Ad oggi siamo la terz’ultima provincia in Sicilia per dosi doppie effettuate e soggetti immunizzati, (65% come prima dose, sotto il 60% per la doppia) ma stiamo recuperando”.

Open day, vaccinazioni di prossimità e punti mobili, come sta andando in Sicilia?

“Si tratta di una ulteriore possibilità offerta a quanti non si sono ancora vaccinati. Al centro commerciale “I Portali” sono state un centinaio le somministrazioni. A “Porte di Catania” conclusa la due giorni, ieri sera – spiega Pino Liberti -. Il numero di somministrazioni è stato ottimo”.

Per quanto riguarda Messina, il commissario Firenze: “Abbiamo condotto una buona campagna di prossimità, in qualche modo danneggiata dai contagi portati dai turisti nel nostro territorio, isole minori comprese. Sapevamo di correre questo rischio ma lo stiamo gestendo bene”.

“Negli ultimi giorni numerose prime vaccinazioni, anche nei Comuni in zona gialla, Ispica e Chiaramonte Gulfi, siamo rientrati nelle soglie – racconta il direttore generale Asp di Ragusa-. Anche grazie all’impegno di convincimento da parte gli amministratori si sono adoperati personalmente verso gli indecisi”.

Obbligo vaccinale in Sicilia? La risposta è “si”

Il Direttore generale Asp Ragusa, Angelo Aliquò è totalmente favorevole. Stessa risposta del commissario Alberto Firenze che aggiunge: “Fosse per me lo avrei già autorizzato. Sia in ambito scolastico sia nel contesto lavorativo. La vaccinazione è la naturale conclusione di questa pandemia. L’unica arma che ci permette di cambiare la storia naturale di una malattia. Questo deve essere ben compreso nel dibattito politico attuale”.

Per alcune categorie, sì – sostiene Liberti e aggiunge-. Mi riferisco a chi è più esposto e più a contatto con le persone.

Credo, però, che a fronte della pervicacia di alcuni “No Vax”, coi quali si creerebbe un attrito forte, sarebbe meglio adottare strategie di comunicazione più incisive attraverso iniziative mirate come gli incontri nei comuni di cui dicevo prima.

Questo per ribadire che – conclude Pino Liberti – il vaccino riduce, e di molto, l’ospedalizzazione e le complicanze e contribuisce a non appesantire le strutture ospedaliere che devono occuparsi anche di curare le altre patologie”.

Marco Panasia