Politica

Musumeci, “Zona rossa necessaria, scuole chiuse se contagi alti”

“La zona rossa è un passo necessaria. Non possiamo continuare a prendere aspirine quando non hanno effetto e non possiamo rimanere chiusi quando tutto il resto d’Italia aprirà. E’ giusto farlo ora, è necessario”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha parlato in conferenza stampa a Catania dell’istituzione della zona rossa, che in Sicilia scatterà domani.

Sulle scuole: “Se fra due settimane i dati non ci dovessero convincere, stabiliremo misure maggiormente restrittive e chiuderò anche le scuole primarie e le prime classi della media. E questo nessuno potrà impedircelo. Allo stato non sono le scuole il focolaio però se il dato non cala tutto quello che sarà necessario sarà fatto”, dice il Governatore.

Le decisioni sulla zona rossa sono state adottate dopo “un attento esame con gli assessori Razza e Lagalla dei parametri del contagio”.

“La possibilita’ di adottare misure per ridurre l’impennata dei contagi – ha aggiunto -, che ha seriamente preoccupato il governo e il sistema sanitario regionale, e’ una decisione sofferta e a lungo meditata. Non e’ una scelta dettata da spinte emotive. Qui l’unico desiderio che diventa diritto e’ evitare che la gente muoia…”.

Il presidente Musumeci, sulle polemiche per la zona rossa in Sicilia ha parlato dell’Isola come di “una terra Pirandelliana dove ‘c’e’ chi la vuole cotta e c’e’ chi la vuole cruda’, c’e’ sempre qualcuno che si lamenta, ma noi tiriamo dritto per tutelare salute e vite”.

Il Presidente della Regione – dopo aver dato il benvenuto alla sua nuova portavoce Michela Giuffrida e ringraziato il vecchio, Fabio De Pasquale – ha cominciato a parlare dei due argomenti al centro dell’incontro con i giornalisti: il risanamento finanziario (“Siamo passati dall’Autonomia della rinuncia a quella della responsabilità” ha detto, ringraziando per l’accordo il premier Giuseppe Conte) e la situazione della pandemia da covid che in Sicilia ha costretto a istituire la zona rossa da domani al 31 gennaio.

Poi, Musumeci, ha dato la parola agli assessori. A cominciare dal vicepresidente della Regione Gaetano Armao, per parlare dell’accordo Stato-Regione sul ripiano del disavanzo finanziario.

“Al momento del nostro insediamento abbiamo trovato un disavanzo di cieca 2 miliardi di euro frutto dell’allegra gestione della finanza pubblica e di disordine contabile degli ultimi 30 anni”, ha detto Musumeci, presentando l’accordo decennale con lo Stato che prevede che nel 2021 siano liberati 421 milioni di euro.

L’intesa raggiunta con il ministero dell’Economia e approvata dal Consiglio dei Ministri che vale 2.161 miliardi di euro distribuisce il disavanzo su un decennio dal 2022 e prevede risparmi di spesa per 1740 milioni di euro dal 2021 al 2029. Il piano di riqualificazione pluriennale della spesa corrente prevede nel 2021 una riduzione di spesa di 40 milioni di euro; nel 2022 di 80 milioni di euro; nel 2023 di 125 milioni di euro; nel 2024 di 175 mln; nel 2025 di 225 mln; nel 2026 di 245 mln; ne 2027 di 256 mln; nel 2028 di 285 mln e nel 2029 di 300 mln.

La riqualificazione della spesa riguarderà: la liquidazione delle partecipate e degli enti in via di dismissione, la riduzione dei trasferimenti all’Ars, l’incremento del lavoro agile, la riduzione del trattamento accessorio del personale anche dirigenziale (in proporzione del 20%).

Prevista anche la riorganizzazione della struttura organizzativa, la riforma dei consorzi di bonifica, la riduzione degli affitti passivi, l’aggregazione e la centralizzazione delle committenze e il recepimento dei principi in materia di dirigenza pubblica (in proporzione del 40%). Infine saranno ridotti gli oneri finanziari, è prevista la semplificazione amministrativa e la digitalizzazione oltre che la riduzione dei trasferimenti a enti e società e la riduzione dei compensi ad amministratori degli organi di controllo e della dirigenza (in proporzione del 40%).

LE SCUOLE

“Abbiamo ricevuto tanti consensi, lavoriamo affinché la vita scolastica prosegua nel rispetto delle regole e nelle condizioni di sicurezza per docenti e studenti, in piena coerenza con l’ultima ordinanza regionale e il Dpcm del 15 gennaio”, dice l’assessore all’istruzione, Roberto Lagalla, in conferenza stampa a Catania.

“A chi dice che abbiamo iniziato lo screening troppo tardi – ha aggiunto – dico che occorreva disporre campionamenti quasi in concomitanza del ritorno a scuola per fotografare la situazione attuale.

Adesso abbiamo 15 giorni per verificare cosa succederà, ma siamo pronti a riammettere a scuola anche il 50% degli studenti delle superiori. Grazie all’assessorato alle Infrastrutture è pronto un piano per potenziare i trasporti pubblici.

Ci stiamo anche occupando di combattere la dispersione scolastica accentuata dalla Dad. Nei prossimi giorni – ha annunciato l’assessore – presenterò al presidente Musumeci un piano complessivo di interventi per la resilienza in campo scolastico e per il ritorno alla conoscenza, confidando su una campagna vaccinale prioritaria per i docenti maggiormente esposti: sostegno, infanzia e quelli con fragilità particolari”.

Pandemia e zona rossa

“I dati sono allarmanti e purtroppo non c’è altra soluzione” perché “non si può giocare con la vita e la salute delle persone” aveva detto il presidente della Regione Nello Musumeci ieri a tarda sera, in un filmato diffuso su Facebook, dopo aver firmato l’ordinanza con la quale recepiva il Dpcm del Governo nazionale.



Da domani e fino alla fine di gennaio, dunque, la Sicilia sarà in lockdown e delle regole si parlerà nel dettaglio nel corso della conferenza stampa prevista per la tarda mattinata nel Palazzo del Governo regionale a Catania, che sarà trasmessa in diretta streaming sui social.