Cronaca

Ecco perché la Sicilia può diventare zona rossa a Pasqua

Pasqua zona rossa in Sicilia e nel resto d’Italia, così come avvenuto a Natale. Un Dpcm che entra in vigore oggi ma che rischia di essere già vecchio, di fronte all’avanzata dell’epidemia.

Sono ore dove l’ottimismo non regna certo sovrano, dopo gli ultimi dati del bollettino della pandemia di coronavirus.

LA SITUAZIONE IN SICILIA

In Sicilia, però, questa terza ondata ancora non si vede, visto che la Regione è addirittura all’undicesimo posto come contagi, con i casi addirittura in diminuzione, con una zona gialla confermata.

Dunque, perchè l’Isola dovrebbe andare in “rosso” e pagare, diciamo così, le colpe degli altri? Per un principio di sicurezza nazionale e per uniformare le misure, come appunto era successo a Natale.

Il presidente Nello Musumeci, in passato, ha dato più volte dimostrazione di anticipare addirittura chiusure, restrizioni e quant’altro per il bene suprem della salute, ma ad oggi, con una Sicilia con un Rt a 0,79 e con gli ospedali non certo vuoti ma lontani dalle sofferenza dei mesi scorsi, farebbe molta, molta fatica a giustificare una “zona rossa” per Pasqua ai suoi conterranei, anche se la decisione venisse direttamente da Roma.

Zona rossa, infatti, vuol dire chiusure di negozi, ristoranti e spostamenti, confini comunali chiusi e stop alle uscite tranne che per motivi di lavoro, salute e necessità. Non certo un toccasana per un’economia già in ginocchio.

Certo, non si sa cosa accadrà in futuro, e l’epidemia come sappiamo “esplode” da un momento all’altro, ma ad un mese da Pasqua, queste ipotesi, per la Sicilia, sembrano assurde.

I DATI ITALIANI FANNO PAURA

Il problema è che nel resto d’Italia la situazione è difficilissima, con una nuova crescita dei casi di Covid-19 in Italia, con una curva dell’epidemia che sta velocemente virando verso l’alto e l’indice di trasmissibilità Rt che torna a salire raggiungendo quota 1,06, mentre dall’inizio della pandemia si sono superati i 3 milioni di casi.

Insomma è un quadro che va verso un netto e rapido peggioramento quello che emerge dall’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia. L’attenzione e le misure, avverte dunque l’Istituto superiore di sanità (Iss), devono essere massime poichè ci troviamo in un momento “critico”. 

In 24 ore i contagi registrati sono stati infatti 24.036, portando il totale a sforare i 3 milioni (esattamente 3.023.129) dall’inizio dell’epidemia, oltre un anno fa.

E si aggrava anche la situazione nelle terapie intensive e nei reparti ospedalieri, dove si conferma il trend in aumento dei ricoveri. Sono infatti 2.525 i pazienti in rianimazione per Covid-19, 50 in più rispetto a ieri, mentre nei reparti ordinari ci sono 20.374 persone, in aumento di 217 unità.

Attualmente, sono 9 – contro le 8 della scorsa settimana – le Regioni e Province autonome con un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica del 30%.

Proprio l’occupazione delle terapie intensive rappresenta uno dei parametri di maggiore allerta, insieme all’Rt che, per la prima volta dopo 7 settimane, torna a collocarsi sopra il valore soglia di 1. 

C’è, ha avvertito il presidente Iss Silvio Brusaferro nella consueta conferenza stampa al ministero della Salute per l’analisi dei dati del monitoraggio, “uno scenario di progressione rapida della diffusione del virus in tutta Italia e ci avviciniamo alla soglia di allarme di 250 casi per 100mila abitanti, che rende necessarie misure tempestive”.

Il raggiungimento di tale soglia porterebbe, secondo quanto stabilito dall’ultimo dpcm, alla chiusura delle scuole. La misura può essere disposta dai Presidenti delle regioni o province autonome.

L’obiettivo, ha inoltre spiegato Brusaferro, “è anche riportare l’Rt medio sotto l’1 il più velocemente possibile”, considerata la rapida diffusione delle varianti del virus SarsCov2: “In attesa della vaccinazione, il punto essenziale è fare in modo di contrastarne la diffusione.

LE POSSIBILI MISURE

Visto quanto sta avvenendo,  il Governo potrebbe pensare a una stretta che riguardi il weekend lungo di Pasqua e Pasquetta

Un mini-lockdown delle feste, come già successo a Natale per arginare i contagi legati alle vacanze, insomma.

Tutto dipenderà dall’evoluzione della curva epidemiologica nelle prossime settimane, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza martedì. In base a questo, il governo valuterà eventuali misure da adeguare.

Stando alle fonti vicine al Governo, sul tavolo del vertice il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro avrebbe avanzato l’ipotesi delle misure da zona giallo intenso, con coprifuoco anticipato alle 20 in tutte le regioni.

Ma questa misura sarebbe l’ennesima stangata sulle attività commerciali, che dovrebbero fare chiusura anticipata alle 19. Ragion per cui la decisione è stata rimandata.