Sanità

Sterilità o anche tumori, i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili

PALERMO – Infezioni sessualmente trasmesse (Ist): un problema di salute pubblica che interessa, a livello globale, secondo gli ultimi dati dell’Oms del 2016, contenuti all’interno del Portale Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, al 19 Marzo scorso, ben 376 milioni di nuovi casi, donne e uomini tra i 15 e i 49 anni, con una diagnosi conclamata di Chlamydia trachomatis, gonorrea, sifilide e Trichomonas vaginalis.

Dati che spingono a riflettere sul ruolo prezioso della diagnosi precoce e sulla necessità di trattamenti all’avanguardia, aspetti cruciali di cui abbiamo discusso con il Prof. Antonio Cascio, Ordinario di Malattie Infettive e Tropicali (Ssd Med/17) dell’Università di Palermo e Direttore della Uoc di Malattie Infettive dell’Aou Policlinico “P. Giaccone” di Palermo.

“Le malattie sessualmente trasmesse sono un vasto gruppo di infezioni causate da virus, batteri, protozoi e artropodi ematofagi parassiti, come l’infezione da Hiv, la sifilide, la gonorrea o l’infezione da clamidia – apre Cascio – Variegati sono i sintomi di una Ist, dal dolore pelvico alla secrezioni anomale dei genitali fino al sanguinamento durante e/o dopo i rapporti sessuali. Un aspetto da considerare è che, essendo talvolta asintomatiche, le Ist possono non essere riconosciute e quindi trasmesse attraverso rapporti sessuali non protetti. E se una Ist non trattata può esitare in gravi conseguenze sulla salute, come sterilità o tumori, essa aumenta altresì la probabilità di prendere o trasmettere l’Hiv, patologia in leggero calo, secondo l’esperto, ma da non sottovalutare, essendo, la maggior parte delle persone Hiv infette, asintomatiche”.

Da qui la necessità di una diagnosi tempestiva, al fine di impostare una terapia efficace, e un forte accento sulla prevenzione.
“Per la diagnosi sono disponibili degli esami di laboratorio eseguiti, per esempio, sul sangue, su un tampone rettale, faringeo, di urine o saliva, ma può essere sufficiente un’osservazione specialistica delle lesioni presenti a livello genitale. Riguardo la terapia le Ist sono curabili normalmente attraverso antibiotici o altri farmaci specifici, prima possibile, così da ridurre l’infettività e interrompere la catena dei contagi. Durante la terapia è inoltre bene astenersi dai rapporti sessuali”.

E se la terapia risolve spesso in maniera significativa il disagio clinico, la raccomandazione risolutiva riguarda la prevenzione primaria.
“È una prassi molto importante usare sempre il preservativo soprattutto se si hanno rapporti con persone di cui non si conoscono le abitudini”.