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Tagli a collegamenti alle isole minori, i sindaci su tutte le furie

La riduzione delle corse di navi e aliscafi che dal primo gennaio riguarderanno le isole della Sicilia scatenano le proteste di sindaci, albergatori, operatori turistici e commerciali. A Salina i primi cittadini di Leni e Santa Marina spiegano che la rimodulazione dei collegamenti comporterà una forte riduzione sia di mezzi che di linee, con conseguenti ripercussioni sociali ed economiche fortemente negative.

Forte incisive azioni di protesta

“Siamo determinati – dicono – ad attuare forti e incisive azioni di protesta, facendo nostre le preoccupazione delle popolazioni locali. Azioni che saranno attuate nel caso in cui l’assessorato regionale non provveda con effetto immediato a ripristinare gli attuali assetti dei collegamenti marittimi e a convocare con la massima urgenza i sindaci interessati”.

Sarah Tomasello, presidente del Comitato eoliano per i trasporti, si è anche rivolta al ministero e all’assessorato regionale della mobilità per chiedere “un immediato intervento per il ripristino degli itinerari orari, considerato che tali decisioni ledono socialmente ed economicamente la nostra comunità, contravvenendo alla continuità territoriale delle isole minori.

Questi eventi insieme all’ultimo bando di gara per l’affidamento dei servizi marittimi, andato deserto e da noi contestato, dimostrano che le popolazioni delle isole minori siciliane sono ostaggio di una condotta senza precedenti che sta mortificando la dignità di uomini e donne sabotando le economie locali”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Federalberghi delle isole di Sicilia.