Istruzione

Una task force di esperti al fianco dei dirigenti scolastici per la fase 2

PALERMO – “Per la Cisl non vi è alcun dubbio che minori, bambini e ragazzi devono essere al centro di ogni processo di ricostruzione del Paese e delle comunità, contrastando le pesanti disuguaglianze che il periodo prolungato di emergenza ci consegna”. Lo sottolineano dal sindacato illustrando il piano per la ripartenza del settore dell’istruzione nella Fase 2 in seguito all’emergenza covid-19.

La Cisl chiede “che si avvii senza indugi la riorganizzazione delle attività scolastiche con un piano a breve e media scadenza, pluriennale e sostenuto da risorse finanziarie adeguate, di ristrutturazione dell’edilizia scolastica che sostenga le misure nazionali che saranno previste per la riapertura e che programmi con certezza la necessaria riqualificazione degli edifici scolastici e degli spazi dedicati, per riqualificare il sistema di istruzione e formazione della Sicilia”.

Il sindacato mette in risalto quelle che sono le criticità alle quali porre rimedio nel sistema scolastico siciliano e la deficitaria presenza, nel territorio regionale, di servizi socio-educativi ed integrativi e pone l’accento, tra le altre esigenze da garantire, sulla necessità di prevedere modalità di integrazione tra il servizio scolastico e quello di trasporto, in vista di eventuali turnazioni e per la gestione degli allievi. Grande sostegno alla crescita delle nuove generazioni, dunque, in un periodo sicuramente difficile anche per loro.

Sull’argomento è intervenuto Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, che ha tracciato un quadro degli interventi che la Regione ha in programma per il ritorno nelle aule degli studenti siciliani.

“Rispetto al piano per la ricostruzione economica e sociale proposto dalla Cisl Sicilia, per ciò che riguarda la scuola e la formazione non posso che condividere l’orientamento di riorganizzare al più presto le attività scolastiche. – ha dichiarato Lagalla – A tal proposito, la Regione sta già operando in tale direzione, ancorché si renda necessario il conforto delle linee guida nazionali che il Ministro dell’Istruzione dovrebbe diramare con la massima sollecitazione.

A guidare il ritorno in classe, per la Sicilia, ci sarà una task force di esperti che affiancherà i Dirigenti scolastici nella ripresa delle attività, per le quali ritengo sia necessario, in condizioni di totale sicurezza, ripristinare il rapporto diretto tra docente e discente, il cui valore educativo non può essere sostituito dalla Dad.

Per ciò che riguarda, invece, gli interventi sui plessi scolastici – ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione – il governo Musumeci, com’è noto, ha già avviato un processo di riqualificazione degli edifici che, nei prossimi mesi, sarà integrato dai necessari interventi di adeguamento e sanificazione per conseguire i richiesti obiettivi di sicurezza. In soli due anni, sono stati investiti 500 milioni di euro per un totale di oltre 1.500 interventi realizzati o in corso di realizzazione; a questi si aggiungeranno ulteriori investimenti, per oltre 580 milioni di euro, che consentiranno il proseguimento, su ampia scala, delle azioni finalizzate alla messa in sicurezza, adeguamento antisismico e ammodernamento dei plessi scolastici. Si aggiunge, inoltre, – ha concluso Lagalla – un robusto processo di digitalizzazione che coinvolgerà direttamente le scuole, migliorandone le dotazioni tecnologiche e le opportunità didattiche che, anche grazie alla spinta della Dad, hanno innescato un percorso di innovazione dei modelli educativi”.

Mobilitazione scuola per #ripartire in sicurezza

PALERMO – Da registrare la mobilitazione, svoltasi lunedì 8 giugno, proclamata dai sindacati all’insegna degli hashtag #ripartire in sicurezza #ripartire insieme, in seguito al varo del decreto scuola, approvato nei giorni scorsi in via definitiva. “Scioperiamo perché non vogliamo una scuola a metà”, così Sebastiano Cappuccio e Francesco Bellia, segretari rispettivamente della Cisl siciliana e della Cisl Scuola Regionale, che fanno appello ai governi regionale e nazionale. “Ci aspettiamo – scrivono – che il post-lockdown restituisca alla scuola il ruolo centrale che studenti, famiglie e lavoratori, si aspettano” e ancora, “l’uscita dai mesi di drastica chiusura imposta dalla pandemia offre un’opportunità di riorganizzazione e rilancio affinché il diritto all’istruzione dei figli e quello al lavoro di padri e madri non siano parole vuote ma, entrambi, siano concretamente esigibili”. I sindacati chiedono risorse e decisioni urgenti e sollecitano una programmazione condivisa della ripresa.