Trapani

Videosorveglianza a Trapani, ok a progetto di ampliamento

TRAPANI – A Trapani presto in arrivo altre telecamere per il servizio di videosorveglianza in aree considerate a rischio.

È stata approvata la graduatoria da parte del ministero dell’interno che vede l’ammissione a finanziamento, in settima posizione nella graduatoria nazionale, del progetto di videosorveglianza, presentato dal Comune di Trapani, diretto a rafforzare le condizioni di legalità del territorio cittadino.
“Con l’intervento di installazione di un sistema avanzato di videosorveglianza, del valore di 250 mila euro – dichiara il sindaco della città, Giacomo Tranchida – renderemo più ampia e continuativa l’azione di presidio delle aree a maggiore vocazione economica, rileveremo eventi e fatti direttamente collegabili ad alcune fattispecie criminose a danno degli operatori economici quali il racket, i traffici illeciti, interverremo prima che l’azione criminosa venga portata a conclusione, renderemo in una sola parola la Città più sicura”.

Il progetto si basa sull’ampliamento ed upgrade tecnologico del sistema di videosorveglianza precedentemente installato nel territorio comunale che, secondo l’assessora Andreana Patti, ha come obiettivo quello di concentrare tutte le informazioni, in modo da svolgere osservazioni e controllo su tutta la rete di videosorveglianza. Ciò sarà possibile grazie ad un sistema che permetterà di avere una grande fluidità nelle immagini, anche se consultate in remoto, capaci di riprendere il contesto che si sta videosorvegliando. Attraverso lo zoom su fermo immagine, ci sarà anche la possibilità di visualizzare le targhe dei veicoli in transito. Sarà così completato il sistema di videosorveglianza, composto da un centro di gestione, controllo e monitoraggio e da postazioni di videosorveglianza, fissa e mobile, poste nel territorio in corrispondenza di spazi sensibili indicati dagli organi di polizia, in occasione di un precedente “tavolo tecnico”.

Il progetto dovrebbe andare a coadiuvare in maniera determinante proprio l’azione degli organi di polizia, che da diversi mesi stanno lavorando per fermare furti e raid vandalici al sistema di approvvigionamento idrico di Trapani. La stessa emergenza è in corso a Misiliscemi, Comune appena nato distaccatosi da Trapani, tanto che il sindaco Salvatore Tallarita e Giacomo Tranchida hanno chiesto il supporto del prefetto per superare il problema.

Il sistema di videosorveglianza, secondo Tallarita, sarebbe indispensabile anche a Misiliscemi, ma i costi sono proibitivi. Si parla di non meno di 800 mila euro. Intanto, in questi giorni sono avvenuti gli ennesimi e molto gravi danni vandalici, provocati al sistema dei pozzi di Bresciana e prima ancora in danno di SiciliAcque, la società che gestisce l’acquedotto di Montescuro, che hanno portato ad una drastica riduzione dei volumi idrici in arrivo in città e nel comune di Misiliscemi.

Sono stati eseguiti gli accertamenti, sono state prodotte le denunce all’autorità giudiziaria, così come in tutti gli eventi precedenti, e contestualmente avviati i lavori per il ripristino degli impianti. Intanto, però, per giorni i quantitativi in arrivo non sono ancora sufficienti per consentire la distribuzione ottimale, ed è stato necessario procedere ad un razionamento forzato dell’acqua, nei vari quartieri della città.

Si tratta dell’ultimo di ben venti atti vandalici negli ultimi otto mesi, uno schema che non sembra richiamare l’azione episodica di gruppi di “dilettanti”, ma una azione sistematica, secondo il sindaco Tranchida, “per l’utilizzo di quelle aree, che possono avere un legame con il substrato storico e culturale dal sapore mafioso”.