Sanità

West Nile, a Trapani controlli a tappeto dopo la prima vittima in Sicilia

A Trapani si intensificano i controlli dopo il primo morto per West Nile, il pittore palermitano Momò Calascibetta. E’ lui, infatti, la prima vittima in Sicilia della “febbre del Nilo occidentale”, il 29° decesso in Italia da inizio anno. Come riporta Repubblica si stanno conducendo analisi a tappeto su zanzare, allevamenti e donatori di sangue in provincia di Trapani e sarebbero stati rintracciati animali infetti a Marsala e Alcamo. Da canto suo la Regione ha mobilitato i cinque laboratori regionali di riferimento per la ricerca del West Nile e ha dato il via all’acquisto di test sierologici per analizzare tutte le sacche di sangue frutto di donazioni.

Momò Calascibetta lo scorso 22 agosto era arrivato in condizioni gravissime all’ospedale Sant’Antonio di Trapani. Aveva una tetraparesi (paralisi degli arti) e problemi respiratori. E’ morto sabato scorso dopo 2 mesi di agonia. Al momento resta il primo e unico caso in Sicilia . Da quel momento sono scattati i controlli anche su animali domestici, cavalli, zanzare e vettori di contagio per l’uomo.  

L’Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo ha confermato la positività in due cavalli, un gatto e un uccello rurale in contrada Cutusio, dove la vittima risiedeva. Gli animali però sarebbero già guariti. Erano, infatti, presenti gli anticorpi ma non vi era infezione in corso. Negativi invece gli esami sulle zanzare catturate mediante le 400 trappole piazzate nella zona dai veterinari dell’Asp. Ad Alcamo sarebbe stato segnalato un focolaio in un allevamento equino. Controlli anche sui donatori siciliani mediante test sierologici. Pare, infatti, che in rarissimi casi l’infezione si possa contrarre tramite trasfusioni.