Catania

Catania, Corso Martiri, ecco perché la gara per il parcheggio è stata “bocciata”

CATANIA – Impostazione totalmente errata, con riduzione della platea dei partecipanti e l’abbassamento anche della qualità degli stessi. Aldo Palmeri, che rappresenta Istica, la società titolare di circa il 98% delle aree di Corso dei Martiri della libertà, commenta la pronuncia del Tar sul bando di gara per la realizzazione del parcheggio, secondo step delle opere di urbanizzazione. Lo fa ricordando quanto scritto dai giudici sulla sentenza emessa dal Tribunale amministrativo di Catania in seguito a ricorso presentato dall’Ance.

I costruttori hanno chiesto, e ora ottenuto, l’annullamento della gara indetta dal Comune di Catania, previa sospensione della relativa efficacia. Tanti i rilievi segnalati: dagli “eccessivi gli oneri a carico dei concorrenti, all’ “errata applicazione del prezziario regionale non aggiornato”, dalle “evidenti incongruenze”, alla “non remuneratività della base d’asta”, si legge “rendendo estremamente gravoso e difficoltoso formulare un’offerta sostenibile, remunerativa e seria”. Infine, secondo i costruttori, vi era una “grave sottostima della base d’asta prossima al 45% dell’importo a base di gara rilevante”, si legge ancora, “e preclusiva di una seria partecipazione, lesiva della concorrenza”.

Contro questi rilievi il Comune di Catania aveva presentato opposizione, ma il Tar ha accolto quanto chiesto dall’Ance e annullato gli atti di gara per l’aggiudicazione del parcheggio e delle relative pertinenze dell’area del vecchio San Berillo, da realizzare con fondi privati per un ammontare complessivo di 13,5 milioni di euro. Come comunicato dallo stesso assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica, Enrico Trantino.

“Il bando di gara è stato concordato a seguito di Conferenza di Servizi, senza che fossero state avanzate riserve sulla legittimità e linearità del percorso – ha dichiarato l’assessore. L’esigenza di giungere a una definizione rapida dell’iter per l’esecuzione dell’opera, data la sua importanza strategica, ci induce a non impugnare la decisione del Tar e a bandire nuovamente la gara in tempi brevissimi, apportando i correttivi necessari. Quanto accaduto non dovrebbe comportare ritardi, considerato che eravamo in fase di controllo delle offerte anomale, la cui verifica non si sarebbe potuta esaurire in tempi brevi, anche in ragione della scure della interdittiva antimafia abbattutasi nel frattempo sull’impresa che aveva offerto il maggior ribasso”.

Fare in fretta e bene è quello che chiedono i privati. “Noi abbiamo tutto l’interesse ad avviare il cantiere – dice ancora Palmeri – ma solo in assenza di problemi autorizzativi e normativi”. Occorrerà dunque rifare il bando con nuovi criteri. “È chiaro – prosegue Palmeri – che dobbiamo tutelare gli interessi dei privati ma anche le aspettative della città, per questo chiedo urgentemente di ridefinire la gara, le tempistiche e ogni altro aspetto il prima possibile”.

A cominciare dai costi che vanno adeguati. La pandemia ha infatti fatto lievitare i prezzi del cemento e del ferro e questo non potrà che non ricadere sul valore della gara d’appalto. Come si legge nella stessa sentenza del Tar dove si parla di “inarrestabile impennata dei prezzi di alcune materie” e di “mancato aggiornamento del progetto al nuovo prezzario regionale vigente al momento dell’avvio della procedura di gara”, cosa che “comporta solo per talune limitate voci un incremento dei costi pari ad almeno il 3% dell’importo dei lavori a base d’asta, per un importo complessivo di € 330.029,49 (con il risultato di porre a base di gara un importo inferiore al reale valore dell’intervento così come risultante dalle stime ufficiali vigenti)”.