Catania

Catania, Librino, polemiche sulla spina verde “Ma i lavori non sono ancora finiti”

CATANIA – Dovrebbero completare il progetto urbanistico ideato nel 1972 dall’architetto giapponese Kenzo Tange, eppure sono state realizzate “incomplete”. O almeno così sembra agli abitanti nei pressi del Palanitta che commentano la realizzazione della spina verde della zona, la cui consegna sarebbe avvenuta qualche settimana fa, dopo oltre un anno e mezzo di lavori.

Le spine verdi hanno il compito di collegare i vari rioni di Librino

Nell’idea dell’architetto che ha ideato la città satellite di Librino, le spine verdi hanno il compito di collegare i vari rioni in cui è diviso il popoloso è molto vasto quartiere consentendo gli abitanti di attraversarlo senza dovere passare lungo i grandi vialoni che lo caratterizzano. Dopo attese lunghe decenni, finalmente, nel 2018 le spine Verdi sono state appaltate e realizzate.

Alcune, come la Nitta – che collega più punti del Villaggio Sant’Agata al PalaNitta – sarebbe stata addirittura consegnata a metà aprile. “Ma non sembra completa” – lamentano gli abitanti, accompagnati in sopralluogo da alcuni esponenti del Comitato Librino attivo. “La ditta che le ha realizzate pare che abbia finito ma le spine sono ancora incomplete. Come ben si vede – continuano – non sono stati rimossi i materiali, come i mattoncini accatastati in alcuni punti; le panchine non sono state posizionate ma restano accatastate in un angolo, vi sono cavi volanti che, per quanto telefonici, rappresentano comunque un pericolo”.

Uno dei cavi si trova all’interno dell’area giochi. “Può facilmente essere afferrato” proseguono i residenti che aggiungono altre presunte anomalie nella realizzazione dell’opera. Come l’assenza di illuminazione nonostante l’impianto nuovo di zecca. “È stato appena realizzato e non funziona – tuonano – e l’intera zona è al buio. E poi – aggiunge il signor Grillo, uno degli abitanti – non si capisce come siano stati realizzati i marciapiedi, con evidenti dislivelli, alcuni già hanno ceduto. Le aiuole poi, sia quelle limitrofe alla pista ciclabile che quelle interne alle aree, sono letteralmente lasciate all’abbandono, con le piante molto alte, addirittura in una zona le canne superano i 2 metri”.

Per questo hanno intenzione di protestare: “Non dovevano essere accettati questi lavori, non sono stati eseguiti a dovere. La zona pericolosa oggi lo è ancora di più, le auto possono sfrecciare nell’asfalto appena fatto mentre la nostra area parcheggio è rimasta piena di pietrisco”. E hanno intenzione di presentare un esposto alla procura della Repubblica proprio per evidenziare i lavori eseguiti male, secondo loro, e non corrispondenti affatto al progetto iniziale.

“I lavori non sono completi e la ditta non ha consegnato- sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Enrico Trantino – perché l’amministrazione comunale ha sollecitato che venissero effettuate le migliorie, cosa che avverrà a breve, sicuramente entro il mese di giugno”.