Catania

Chiesa etnea, parte il corso Renna. Famiglia e giovani tra le priorità

CATANIA – Comincia ufficialmente oggi ma ha già preso il via ieri, con l’incontro avuto con la stampa e rivolto alla comunità, il cammino a Catania del nuovo Arcivescovo, Luigi Renna. Non ha nascosto l’emozione dopo la nomina da parte di Papa Francesco e non ha mancato di sottolineare similitudini che potrebbero accomunare la precedente esperienza pugliese (in quel di Cerignola) a questo nuovo ministero in terra etnea, trattandosi in entrambi i casi di realtà profondamente variegate e complesse.

Una lunga conferenza stampa quella andata in scena nella sede dell’Arcivescovado, in cui il successore di Salvatore Gristina ha toccato già molti argomenti centrali e cruciali del suo mandato sotto l’Etna: dalla centralità della famiglia quale primo baluardo della formazione dei più importanti valori cristiani, alla necessità di toccare il cuore e la coscienza dei giovani, passando per la necessità di sapere utilizzare in maniera eticamente corretta i moderni mezzi di comunicazione non incappando nelle fake news e nel vortice della cattiva informazione.

“Siamo chiamati a cogliere i segni dei tempi” ha detto Renna, attento ai temi più attuali che riguardano la società catanese e non soltanto: spazio ad una breve analisi sui problemi legati al mondo del lavoro, sulla presenza delle mafie e sulla necessità di combatterle, focus dedicato anche all’importanza che la Chiesa può e deve avere sul territorio nel supporto a chi è in difficoltà.

In queste ore un primo incontro nel carcere di Bicocca con i detenuti (presto sarà programmata una visita anche al carcere di Piazza Lanza) poi le prime celebrazioni religiose. Renna ha chiesto che la sua Chiesa punti con decisione all’inclusione e all’attenzione anche nei minimi particolari, e ha auspicato che non manchi di portare ovunque sia possibile il messaggio del Vangelo, nei valori in questo racchiusi, utilizzando lo strumento della testimonianza. Si è soffermato, infine, con particolare trasporto nel racconto di molti aneddoti, anche tristi come nel caso delle testimonianze dirette della propria esperienza di vita legata al Covid-19, con i propri genitori.