Agricoltura

Danni siccità in agricoltura, la Regione detta linee guida

Gli agricoltori siciliani che hanno subito danni alle produzioni agricole a causa della siccità possono accedere al fondo mutualistico nazionale AgriCat, pensato per rifondere i danni causati da eventi atmosferici di quali alluvioni, gelo o siccità.

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L’assessorato regionale dell’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea ha pubblicato l’avviso per spiegare le modalità di presentazione della “denuncia di sinistro”, che permetterà poi l’accesso ai fondi messi a disposizione dallo Stato. “Si ricorda – scrive nelle linee guida Dario Cartabellotta, dirigente generale del dipartimento regionale Agricoltura – che la denuncia di sinistro per danni alle produzioni agricole causate dalla siccità deve essere presentata in forma telematica direttamente sul sito www.fondoagricat.it o sul portale www.sian.it. Questa rappresenta l’unica modalità prevista per accedere alle indennità del “Fondo AgriCat”.

Gli agricoltori possono fare richiesta di risarcimento danno

Gli agricoltori, che devono essere utenti qualificati Sian, possono accedere alla piattaforma My AgriCat in modo diretto o tramite i propri centri di assistenza agricola (Caa). Questa possibilità per i lavoratori agricoli si è aperta grazie alla dichiarazione dello stato di calamità naturale da siccità severa, su tutto il territorio regionale. La Sicilia, infatti, è l’unica regione d’Italia, tra le poche d’Europa, in zona rossa per carenza di risorse idriche. La stessa situazione si registra in Marocco e Algeria. “Una condizione che sta danneggiando agricoltori e allevatori – scrivono dalla Presidenza della Regione – già gravati dalle conseguenze dei fenomeni atmosferici anomali che hanno colpito l’isola per tutto il 2023. L’allevamento degli animali è il settore più colpito per l’assenza di foraggio verde e la mancanza di scorte di fieno danneggiate dalle anomale precipitazioni del maggio dell’anno scorso”.

La Regione ha dichiarato lo stato di calamità naturale

Il governo regionale ha quindi incaricato l’unità di crisi istituita di recente e ora integrata dai dirigenti dei dipartimenti Bilancio e programmazione, di individuare possibili interventi strutturali da eseguire con urgenza per fronteggiare la carenza idrica, salvaguardare gli allevamenti zootecnici e le produzioni delle aziende agricole garantendo sufficienti volumi d’acqua. Una tra le possibili soluzioni potrebbe essere il riutilizzo delle acque depurate in agricoltura, così come nell’industria, per usi civili e ambientali. Una scelta che potrebbe costituire una soluzione concreta alla scarsità di risorse idriche che sta mettendo in ginocchio le campagne siciliane, nel segno dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.

L’utilizzo dell’acqua depurata in agricoltura potrebbe essere la soluzione

È questo l’obiettivo del decreto dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, guidato da Roberto Di Mauro, che amplia e disciplina le possibilità di impiego di questa risorsa secondo parametri di qualità e precisi standard di riferimento per ciascun ambito di riuso. La Sicilia è tra le prime regioni in Italia a recepire la direttiva Ue in materia, anticipando anche la legislazione nazionale ancora ferma al 2003, e programmando così una risposta efficace al tema della sicurezza e l’approvvigionamento idrico. Si tratta di un provvedimento che nasce da un anno lavoro congiunto con le università siciliane, le Ati (Assemblee territoriali idriche), i gestori del servizio idrico, l’Autorità di bacino, Arpa e Asl, che presenta enormi potenzialità: basti pensare che al momento nella regione la totalità delle acque depurate viene scaricata in natura, tra mare e fiumi, e che il suo recupero potrebbe segnare una svolta.