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Etna, nuovo spettacolo notturno, il problema della cenere

Un’altra nottata di spettacolo sull’Etna, mentre continua anche stamattina la ricaduta di cenere vulcanica sui centri pedemontani del vulcano.

Le splendide immagini che vi proponiamo, firmate da Orazio Valenti, e scattate in vari momenti della nottata, documentano quanto avvenuto.

Foto Matilde Riccioli

Foto Orazio Valenti
Foto Orazio Valenti
Foto Orazio Valenti
Foto Orazio Valenti

Poco dopo la mezzanotte di ieri era ripresa l’attività stromboliana dal Cratere di Sud est dell’Etna, con la cenere che si disperdeva nel settore sud-orientale del vulcano.
Poco prima gli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, avevano registrato un rapido incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico, con il centroide delle sorgenti localizzato nell’area del Sud est a una profondità di circa 2.900 metri.

Poco prima dell’una e trenta del mattino le telecamere di sorveglianza avevano registrato un piccolo trabocco lavico dalla bocca orientale del cratere di Sud Est che si dirigeva in direzione Est.

Dalle 2.40, mentre il tremore vulcanico aveva raggiunto valori molto alti, l’attività stromboliana era gradualmente aumentata e il flusso lavico diretto verso la valle del Bove, ben alimentato, aveva raggiunto quota 2.900 metri.

L’attività stromboliana si era mutata in fontana di lava e, poco prima delle quattro del mattino, era stato individuato un secondo flusso lavico che si propagava in direzione Sud ovest, mentre continuava a essere cospicua la quantità di cenere emessa dal cratere.

La fontana di lava era gradualmente cessata a partire dalle sei del mattino, dopo che il tremore vulcanico era sceso fino a raggiungere livelli medio-bassi, ma era rimasta una modesta emissione di cenere e i due flussi lavici continuavano a essere alimentati.
Era stato osservato inoltre un terzo, modesto, flusso lavico sul lato sud orientale del cratere.