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Etna, sul vulcano notte di fuoco, mattinata di cenere

Ieri e la notte scorsa l’Etna ha dato spettacolo.

Nel pomeriggio di ieri – come reso noto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo – è stata registrata una fontana di lava, durata circa un’ora, dal Cratere di Sud-Est, con l’emissione di un’alta nube eruttiva che ha provocato una pioggia di cenere lavica caduta copiosa su Catania e sui centri pedemontani del vulcano.

L’eruzione sull’Etna, comunque, non ha avuto alcun impatto sull’operatività dell’aeroporto catanese di Fontanarossa.

Il nuovo parossismo – dovrebbe essere il trentaseiesimo di questa fase – è stato preceduto da un’intensa attività stromboliana e dall’emissione di un trabocco lavico dal fianco meridionale del Sud est, che si era propagato in direzione della Valle del Bove.

L’Ingv ha poi reso noto che dalle 17.20 si è registrata una ripresa dell’attività stromboliana dal Cratere di Sud est.

L’attività effusiva prodotta dai due trabocchi sulla base del cratere si era intanto esaurita e i fronti lavici erano in raffreddamento.

Nella notte e questa mattina, Orazio Valenti ha scattato le bellissime immagini che vi proponiamo.

Anche stamattina l’Etna mostra un orgoglioso pennacchio.
Ma la pioggia di cenere continua e questo comporta una serie di disagi per la popolazione e per i Comuni che devono rimuoverla.

L’Ingv ha reso noto stamattina che le emissioni di cenere variano di intensità e frequenza.

L’ampiezza media del tremore vulcanico oscilla tra valori medi e medio-bassi. La localizzazione del centroide delle sorgenti rimane ubicata nell’area del Cratere di Sud Est ad una quota di 2900-3000 m sopra il livello del mare.

L’attività infrasonica ha subito un decremento sia nel numero degli eventi che nell’ampiezza. Le sorgenti degli eventi infrasonici sono attualmente nell’area del cratere Bocca Nuova.


I segnali delle reti di deformazione (tilt e GNSS) non evidenziano variazioni significative.