Cronaca

Mafia, il futuro di Cosa nostra dopo Messina Denaro: ecco i possibili successori

La mafia, purtroppo, non è morta con l’arresto di Matteo Messina Denaro. Nonostante l’entusiasmo generale per un risultato importante ottenuto dopo 30 anni di indagini e duro lavoro delle forze dell’ordine, la criminalità organizzata è ancora una realtà. E si tratta di una realtà ben più consolidata e subdola rispetto al passato, più “infiltrata” e capace di dare meno nell’occhio, ma non per questo meno letale per la società siciliana. In questo momento, però, c’è una domanda che domina su tutte: quale sarà il futuro di Cosa nostra, ci sarà e chi sarà il successore di Messina Denaro?

Matteo Messina Denaro, l’ultimo boss della Vecchia Cupola, è finalmente in manette dopo 30 anni di latitanza. Chi prenderà il suo posto? Questa è la questione dalla quale ripartiranno le indagini delle forze dell’ordine, dei magistrati e delle autorità impegnate nella lotta contro la mafia.

Cosa nostra, quale futuro dopo l’arresto di Messina Denaro

La mafia, si sa, ha un’organizzazione verticistica. Un “capo” deve esserci affinché continui a esistere. Poco importa che ormai il “business” di Cosa nostra sia incentrato più su reti di collaboratori dediti al traffico di droga e alle estorsioni che ai “grandi affari” di un tempo. Cosa nostra c’è ancora ed è più radicata nella vita quotidiana della Sicilia di quanto non fosse in passato e continuerà a esserlo anche in futuro, se riuscirà a riorganizzarsi con un nuovo capo. E se (ri)troverà ancora il supporto e la complicità della mafia calabrese e di quella campana, la ‘Ndrangheta e la camorra.

Di nomi per individuare il possibile “successore” di Matteo Messina Denaro ce ne sono molti. E dalle ipotesi, appare chiaro che il comando torni a Palermo dopo essere rimasto per decenni nelle mani del boss di Castelvetrano.

Successore di Matteo Messina Denaro, i possibili nomi

Che Matteo Messina Denaro abbia già scelto il suo successore sembra abbastanza probabile: ne è convinta anche la testimone di giustizia Piera Aiello, recentemente intervenuta a Radio Cusano Campus. Il problema adesso è comprendere di chi si tratti.

Giovanni Motisi è il primo nome emerso a poche ore dall’arresto di Messina Denaro. Dopo il blitz alla clinica “La Maddalena” che ha portato in carcere il boss di Castelvetrano, il palermitano 64enne noto come “U Pacchiuni” è considerato tra i superlatitanti siciliani più pericolosi al mondo. Si tratta del reggente del mandamento Pagliarelli ed è latitante dal 1998: sarebbe stato un killer di fiducia di Totò Riina, salvo avvicinarsi poi all’ala guidata da Provenzano. Pare che fosse già al servizio di Cosa nostra già al tempo dell’omicidio del generale Dalla Chiesa.

Il futuro di Cosa nostra, però, potrebbe dipendere anche da un altro palermitano. Un nome noto agli appassionati di mafia, Michele Greco, nipote e omonimo del boss soprannominato “u’ Papa”.

Ci sono però altri nomi da tenere in considerazione. Il futuro di Cosa nostra e della mafia siciliana dopo l’arresto di Messina Denaro potrebbe dipendere da criminali come Sandro Capizzi, Giuseppe Auteri (detto “Vassoio”) e Stefano Fidanzati. Tutti palermitani (rispettivamente di Villagrazia, Porta Nuova e dell’Arenella-Acquasanta), tutti con una “carriera” notevole alle spalle.

Dei 3, Fidanzati ha uno dei profili criminali più interessanti. Con 70 anni alle spalle e la pesante eredità del fratello Gaetano, appartiene a una delle famiglie siciliane più attive nel narcotraffico. Il suo “impero” va ben oltre i confini dell’Isola e porta Cosa nostra da Palermo a Milano. Una rete di contatti potenzialmente interessante agli occhi di una mafia che cerca di radicarsi sempre più nel territorio nonostante la corsa contro il tempo della Giustizia per distruggerla e restituire alla Sicilia il trionfo della legalità.