Messina

Giovanna Spatari è la prima donna alla guida di UniMe

MESSINA – Per la prima volta sarà una donna a guidare un Ateneo siciliano. Unica anche nel Sud Italia. La professoressa Giovanna Spatari, docente di Medicina del Lavoro, con 624 voti su 1.197 è stata eletta al secondo turno rettrice dell’Università di Messina vincendo la sfida con il professore Michele Limosani, docente di Politica economica, che si è fermato a 555 voti.

Già dallo spoglio dei primi seggi è apparso evidente l’allargamento della forbice tra i due candidati, segno che ha retto l’accordo con il professore di Istituzioni di diritto pubblico Giovanni Moschella, il terzo candidato che alla fine dello spoglio del primo turno, con 125 consensi ottenuti, aveva deciso di ritirarsi dalla competizione, lontano dalle 539 preferenze di Limosani e dai 502 voti della Spatari.

Dal risultato del voto e da tutte le vicende che lo hanno preceduto in questi mesi emerge come l’Università sembri spaccata in due blocchi, quello degli ex rettori Salvatore Cuzzocrea e Pietro Navarra, e sarà compito della nuova rettrice ricucire una spaccatura tra che non fa bene, lo abbiamo visto negli ultimi mesi, a tutto il sistema universitario. Anche in considerazione delle tante sfide da affrontare.

Ha vinto la componente Cuzzocrea

Alla fine ha vinto la componente Cuzzocrea: la governance uscente non ha subito quel contraccolpo che si poteva ipotizzare dopo il caso rimborsi e le altre vicende su cui si sta indagando che hanno travolto l’ex rettore, costretto alla fine a dimettersi. La proposta alternativa non è stata vista come una novità o una svolta rispetto al passato, per certe dinamiche, e al “pericolo” di una “restaurazione” si sono preferiti i nuovi equilibri raggiunti negli ultimi anni, specie tra area medica e formazione.

Il percorso di pacificazione tra le varie componenti è proprio uno degli obiettivi che la professoressa Spatari ha posto nel suo programma e lo ha ribadito durante la campagna elettorale, parlando di inclusività, ascolto e confronto costruttivo. “Al centro persone, studenti e personale”, ha sempre sottolineato la nuova rettrice. E nella sua prima dichiarazione dopo l’acclamazione ha promesso “massimo impegno e dedizione”. Poi la dedica sentita e commossa della vittoria alla professoressa Antonella Cocchiara e all’onorevole Angela Bottari: “Per un ventennio ho condiviso con loro parte importante del mio percorso per il riconoscimento di fondamentali diritti per le donne”.

Rivedere il regolamento per l’elezione del rettore

Tra le cose a cui porre riparo, e lo avevano promesso tutti i candidati, c’è il regolamento per l’elezione del rettore, per dare più peso al voto degli studenti. In questa tornata solo tre voti validi su circa ottocento votanti. E poi le residenze, i servizi, nuovi corsi per attrarre più giovani, la ricerca, il Policlinico.

Si dovrà intanto costruire la squadra di governo da cui sembra volersi tirare fuori, almeno dalle prime dichiarazioni, Giovanni Moschella. La scelta, è stato ribadito, dovrà essere fatta guardando alla competenza e non all’appartenenza: “Non ho promesso nulla a nessuno – ha voluto precisare la nuova rettrice – mi confronterò con i miei collaboratori”.

L’epilogo di questa travagliata competizione elettorale è arrivato dopo un fine settimana ad alta tensione tra i candidati, che si sono scambiati, attraverso comunicati o videodichiarazioni, accuse e puntualizzazioni, prese di distanze e smentite. A fare crescere i toni era stata la decisione del professore Giovanni Moschella di ritirarsi dalla competizione e accordarsi con la professoressa Spatari indirizzando i suoi sostenitori a sposare il progetto della ex prorettrice al Walfare, vicino al suo in alcuni sostanziali punti. L’intesa non è stata presa benissimo com’era prevedibile, da Limosani che si è detto convinto di poter portare dalla propria parte quanti, nel “gruppo Moschella”, non avevano condiviso quell’accordo. Previsione mancata. “Si tratta di due facce della stessa medaglia – ha detto – due componenti del governo di Ateneo uscente che hanno condiviso un’esperienza che ha portato questa comunità alla deriva e i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti”.

“La convergenza sul programma e il metodo di lavoro tra il professore Giovanni Moschella e me – ha risposto Giovanna Spatari – viene strumentalmente travisata da taluni come una distribuzione di poltrone o, peggio, come veto posto ad alcuni colleghi di far parte degli organigrammi futuri. Evidentemente, queste logiche spartitorie non rientrano nei criteri che da sempre hanno indirizzato ogni mia attività, ispirata invece alla massima partecipazione e linearità nelle scelte di un gruppo fin dall’inizio unito e coeso”.

Da oggi si apre una nuova era. L’auspicio è che possa portare benefici sia all’Ateneo che alla città tutta.