Cinema

Giusy Buscemi, dopo la maternità torna protagonista nel giovedì di Rai Uno

Ogni giovedì in prima serata su Rai Uno, Giusy Buscemi veste i panni di Manuela Nappi, la sorella dell’omonimo Commissario in “A un passo dal cielo 6 – I guardiani”. La serie è arrivata alla sesta stagione e, tra vecchie presenze e novità, vi è anche il ritorno del personaggio interpretato da Giusy Buscemi.

Per l’attrice questo è un ritorno che vale doppio. Infatti, non solo si ritrova ad interpretare di nuovo Manuela Nappi, ma è il primo progetto lavorativo dopo un periodo di pausa.

“A un passo dal cielo 6 – I guardiani” è il tuo ritorno alla recitazione. Ti abbiamo vista sia in “Il paradiso delle signore” sia in “Arrivano i prof!” Cosa è successo in questi anni?

“Ci sono stati tre anni di parentesi familiare, anche se poi non è mai una parentesi ma c’è sempre un continuo. Mi sono fermata. Ho avuto due bimbi e adesso è il tempo di ricominciare”.

La maternità ha avuto un ruolo decisivo nella tua vita. Cosa hai imparato dall’essere madre?

“Di donarsi non a proprio ritmo, ma a quello degli altri. È difficile abituare i bambini ad un tuo ritmo, ma bisogna seguire il loro. Questo esercizio mi ha abituata a mettermi al servizio e ad andare anche ad un tempo che non è il mio e che per il mio mestiere di attrice è anche una grande crescita”.

“A un passo dal cielo 6 – I guardiani” sta avendo un grande successo e aumenta di puntata in puntata. Quali sono i punti di forza secondo te?

“Perché è una serie che possono vedere tutti. Ho tantissimi amici che sono riuniti il giovedì sera sul divano ma dai più anziani ai più piccoli perché i temi trattati e il modo scelto abbraccia veramente tutti.

Inoltre, ancora più quest’anno c’è un desiderio di natura, di spazi aperti e una voglia di ricordare l’ampiezza degli orizzonti. Questo è il mix perfetto tra etica, commedia e sentimentale”.

In “A un passo dal cielo 6 – I guardiani” sei Manuela Nappi. È un ritorno di questo personaggio. Cosa ti è piaciuto di questo ruolo?

“Nella terza stagione in cui avevo partecipato, Manuela Nappi aveva un ruolo marginale con un personaggio poco definito. In questo ritorno, invece, ciò che mi è piaciuto tantissimo è raccontare le difficoltà che ha anche una ragazza di oggi nel voler inseguire e dar corpo alla voce che ha dentro, nonostante i giudizi delle persone che le stanno vicino”.

Che tipo di lavoro hai fatto per prepararti ad interpretare Manuela Nappi?

“È stato un lavoro tecnico. Ho fatto delle lezioni a cavallo perché nella serie ci sono delle scene. Andare a cavallo, per di più in montagna e poi girare con i droni che passano accanto al cavallo, è tutto molto delicato e bisogna avere una certa sicurezza. Devo dire che mi è piaciuto tantissimo e ho scoperto una passione per l’equitazione”.

Nelle prime puntate abbiamo visto che Manuela Nappi riesce a dire no per seguire le proprie ambizioni e ciò che desidera…

“Riesce a dire di no, ma i no che dice non sono mai lineari e semplici. Lei ha sempre bisogno di una persona che creda in lei. Penso un po’ sia una nostra necessità sentire che ci sia qualcuno che creda nelle nostre potenzialità, anche se non sono le persone che più ci stanno vicino. Nel suo caso, il personaggio di Francesco Neri la aiuterà tantissimo a trovare la sua strada proprio perché nella crescita personale abbiamo bisogno di una relazione che sia un’amicizia o una persona che ci stima”.

Parlavi del rapporto tra Manuela Nappi e Francesco Neri. Secondo te cosa li lega, visto che hanno un vissuto opposto, almeno in apparenza?

“Li lega il desiderio profondo di una vita nuova, di ricominciare. Hanno il desiderio di lasciare il passato alle spalle e di aprire una nuova pagina. Manuela con la voglia di dargli leggerezza e Francesco con la sua esperienza si aiuteranno tantissimo”.

“A un passo dal cielo 6 – I guardiani” è stata girata durante la pandemia. Quali sono stati i pro e i contro?

“È difficile definire dei pro se non che stavamo in un albergo e che era a nostra disposizione, quindi ci sentivamo tutelati perché non essendoci purtroppo turisti in quel momento, eravamo in una bolla.

Tutto ciò comportava una maggiore precauzione nel non vedere tante persone esterne e nel sottoporsi a tamponi. All’inizio eravamo un po’ impauriti, ma ci siamo sentiti tanto privilegiati nel poter ricominciare subito a lavorare nella massima sicurezza”.

Una componente importante della fiction è l’ambientazione: questa natura incontaminata che diventa anche protagonista. Non è anche questo un messaggio della serie?

“Assolutamente sì! Questo vuole essere uno dei tempi portanti della serie legato alla foresta, alla salvaguardia della natura. È un tema che soprattutto oggi è molto caro. In questo caso viene raccontata una natura che sa essere madre e, proprio per questo, va protetta perché, come nel caso di Manuela, aiuta a guardare la vita proprio da un’altra prospettiva. È bello anche vedere che l’uomo si batta per la natura che così non dona solo incondizionatamente”.

Altro aspetto interessante è che la serie è stata diretta da tre registi: Jan Maria Michelini, Cosimo Alemà e Beniamino Catena. Com’è lavorare con tre registi diversi per un’attrice?

“Ogni regista ha il proprio stile e quello lo si vede nelle puntate: c’è chi è più attento ad una caratteristica rispetto ad un’altra. Devo dire che tutti e tre si sono molto allineati proprio nell’impostazione dei personaggi. È stato molto interessante far uscire fuori delle caratteristiche piuttosto che altre di Manuele Nappi in base al regista. È stato un ulteriore lavoro che vedo come una scoperta e un arricchimento per il mio mestiere”.

Pandemia, cinema e teatri: qual è la tua posizione a riguardo?

“Io da attrice non posso che chiedere e sperare che più presto possibile si aprano cinema e teatri. Purtroppo, lo dico anche con rammarico, non ho avuto delle esperienze a teatro, ma sono una grande spettatrice. Spero veramente che si possa capire che il teatro e il cinema non sono uno svago ma una realtà che esiste come tante altre e che dà lavoro a tantissime persone che in questo momento stanno a casa e non hanno cosa fare. Si dovrebbe cambiare quest’ottica. Nella massima cautela di tutto e tutti, spero si possa trovare un modo per garantire un lavoro a queste persone”.

Cosa deve avere oggi un attore?

“Una cosa super necessaria è l’approccio a questo mestiere: capire che non è un mestiere semplice. È fatto di tanto studio, di tanta dedizione e anche di tanta pazienza. A volte si studia tanto, ma non è detto che i provini vadano bene. Ci vuole tanta determinazione ed essere tanto curiosi della vita, studiando veramente l’essere umano in tutte le sfumature possibili che possa avere”.

C’è stato un no per un parte che volevi fortemente, ma che poi è stata data ad un’altra?

(ndr, sorride) “Quello succede continuamente! Facciamo tantissimi provini e ogni volta penso di poter fare davvero quel ruolo. Il mio agente che è lo stesso che ho da quasi dieci anni sa quali sono i ruoli che potrei fare bene o che mi potrebbero piacere. Lui filtra tantissimo all’inizio, quindi tutti i provini che faccio sono di progetti che potrebbero piacermi tanto. Tante volte ci ho creduto veramente perché di solito non fai un solo provino, ma se va bene poi fai un call back significa un secondo provino e via via. Ogni volta più ti avvicini alla meta e più ci credi. Secondo me uno dei talenti che deve avere l’attore è di non scoraggiarsi, ricominciare sempre e avere tanta pazienza”.

Rispetto ad un tempo, anche gli attori devono essere social e avere profili dove interagire. Come ti rapporti?

“Io sono piena di controsensi. Sto cercando di capire qual è la mia posizione perché essendo nei millenials mi trovo nella fascia di mezzo tra chi dice “No, il cellulare e i social non sono per me” e chi vive di social costantemente. Così mi comporto da tale. È cambiata la società quindi una volta l’attore veniva visto come qualcosa di inarrivabile, il divo, il mito e avevamo anche voglia di vedere un’immagine perfetta e a quella aspiravamo. La cosa bella dei social è che c’è un desiderio di vedere il backstage, l’altra vita dell’attore e del personaggio e ciò aiuta a capire che siamo tutti nella stessa strada e in cammino con le proprie fragilità, debolezze e propri limiti”.

Quali sono i progetti futuri?

“A breve dovrei tornare su un set, ma non posso ancora dire nulla perché siamo ancora nella fase iniziale. Spero di fare le vacanze in Sicilia e godermi le spiagge di Menfi e fare questo ruolo a cui tengo tanto”.

Sandy Sciuto