Agrigento

Gli ospedali dell’agrigentino tra rassicurazioni e riconversioni

AGRIGENTO – “Nessuna chiusura per il reparto di Pediatria dell’ospedale di Licata dove le attività proseguono senza interruzioni”. Lo ha affermato il direttore sanitario di presidio del San Giacomo D’Altopasso, Alfonso Avenia, rispondendo alle voci sul paventato stop alle attività dell’Unità operativa causata da carenze d’organico.

“Indubbiamente esistono delle criticità – ha aggiunto Avenia – che quotidianamente affrontiamo grazie all’instancabile impegno dei sanitari e all’operosità dei medici normalmente in servizio presso gli altri ospedali della provincia. Si tratta comunque di una situazione contingente destinata a migliorare notevolmente grazie al recente espletamento di un concorso attraverso cui la Direzione aziendale ha già reclutato venti nuovi medici pediatri, parte dei quali, a breve, giungeranno a dare manforte al personale in servizio a Licata”.

“Vorrei comunque precisare – ha concluso il direttore sanitario di presidio – che qualsiasi disposizione di chiusura di reparti ospedalieri resta in capo alla Direzione strategica Asp, la quale non ha espresso provvedimenti in tal senso per la Pediatria di Licata e anzi si è adoperata energicamente in questo periodo per il potenziamento degli organici”.

Rassicurazioni importanti dunque, che si affiancano ad altre notizie positive per la sanità provinciale. A partire da questa settimana, infatti, il Pronto soccorso del Presidio ospedaliero Fratelli Parlapiano di Ribera e il reparto di Medicina dello stesso nosocomio sono stati riconvertiti da servizi destinati alla gestione dei casi Covid a quelli di tipo generalista e senza restrizioni.

“A seguito del calo dei casi da Covid – ha affermato il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, Mario Zappia – abbiamo richiesto sin dallo scorso mese di novembre all’assessorato regionale alla Salute la possibilità di riconvertire il servizio ottenendo il via libera. Questa scelta è dettata dal fatto che il Pronto soccorso Covid di Ribera ha lavorato in maniera significativa sino ai primi sette-otto mesi del 2022 per poi ridurre l’attività a partire da agosto-settembre in conseguenza della drastica riduzione dei casi trattati. Per questo motivo, nell’ottica della razionalizzazione degli organici e per offrire una migliore risposta ai bisogni della collettività, abbiamo ritenuto, dopo una costante e attenta valutazione dei dati, di utilizzare al meglio il personale di Ribera attualmente alle prese con pochissimi casi di Pronto soccorso Covid chiedendo la riconversione”.

“L’intento – ha aggiunto – è quello di sgravare il vicino Pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca e servire al meglio tutti i comuni che gravitano attorno a Ribera. Stesso discorso vale anche per il reparto di Medicina Covid del Parlapiano. Ovviamente, nella malaugurata ipotesi in cui i casi Covid dovessero risalire, non avremo difficoltà a rimodulare questa organizzazione sia dal punto di vista logistico che funzionale”.

“A un mese dalla riconversione – ha concluso Zappia – la direzione strategica procederà a testare l’andamento delle scelte compiute eseguendo un controllo sulla piena funzionalità della struttura riberese”.