Catania

Lungomare Acicastello-Acitrezza, bastano 2 mln

Il progetto c’è, il business plan pure, l’avvio dei lavori no. Sono diversi i passaggi burocratici da fare prima di potere finalmente vedere uniti il lungomare di Acicastello e quello di Acitrezza. E anche dopo la conclusione dei passaggi burocratici ci sarà un ulteriore problema da risolvere: trovare il denaro necessario.

Il Comune vorrebbe gestire l’iter direttamente, lo aveva già detto la precedente amministrazione e in questa ottica è stata fatta una richiesta all’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati. I tempi “sono quelli italiani”, dice il primo cittadino Carmelo Scandurra, cosa che non fa ben sperare perché l’opera possa essere completata in poco tempo.

La procedura sembra comunque partita. “Stiamo facendo quello che andava fatto”, continua. Se ne parla da decenni e i cittadini si sono anche espressi con un referendum nel 2010 in favore di un collegamento pedonale e ciclabile tra le due frazioni. In mezzo però c’è il lido dei Ciclopi, uno stabilimento confiscato nel 2001 e che l’Agenzia nazionale ha affidato alla srl “Ulivi”.

Come spiega il sindaco Carmelo Scandurra, perché l’agenzia possa pronunciarsi ha richiesto un business plan “considerando che in questo bene c’è un’attività in corso”. “Il piano è stato redatto e presentato un po’ a tutti per un parere – afferma Scandurra -. Adesso aspettiamo quello formale da parte degli uffici. Ho già sollecitato i dirigenti perché si possa procedere a portarlo in giunta e approvarlo”. Il progetto è stato suddiviso in diversi lotti così da potere dare priorità ad alcuni, in particolare al collegamento ciclopedonale. Alla base c’è dunque anche un discorso economico.

Come si legge nella relazione illustrativa del piano redatto da raggruppamento temporaneo di scopo denominato Arge “il progetto prevede oltre al mantenimento del lido e del suo ristorante/bar interno, anche la sua riperimetrazione per poter liberare e rifunzionalizzare alcuni spazi nei quali saranno realizzati un centro di educazione ambientale con aree dedicate al ristoro aperte tutto l’anno con un’utenza non più vincolata ai soli fruitori del lido, una pista ciclo-pedonale e un parcheggio automatizzato”.

Il costo previsto per la trasformazione dell’attuale lido e dei suoi spazi è di 7,3 milioni di euro, che sale a 8,1 aggiungendo l’Iva. Come detto, però, sono cinque i lotti previsti e tutti con tempi di realizzazione differenti. “Per separare il lido dalla altre attività e realizzare il lungomare pedonale e ciclabile, che per la comunità castellese rappresenta la priorità, serviranno circa 1,8 milioni e basta solo tale somma per realizzare quello che i cittadini hanno sempre sognato”, afferma il sindaco Scandurra.

Somma che ancora non c’è. “Abbiamo due strade a disposizione – spiega Scandurra -: attingere a mutui o a finanziamenti. È chiaro però che se non abbiamo i progetti non si possono richiedere quest’ultimi. Aspettiamo quindi di avere il via libera dei dirigenti, della giunta e del consiglio comunale che mi sembra giusto coinvolgere e poi manderemo tutto all’Agenzia sperando che la risposta sia positiva”.