Messina

Messina, demolizione Case D’Arrigo completata

MESSINA – Con la demolizione dell’ultimo manufatto ricadente nell’area delle Case D’Arrigo, tutto il cantiere per la realizzazione della nuova via Don Blasco è sgombro da ostacoli. “Avere liberato tutta l’area con interventi iniziati lo scorso gennaio – ha sottolineato il vice sindaco Salvatore Mondello – darà la possibilità di proseguire l’iter dei lavori di completamento dell’importante arteria. Allo stesso tempo andiamo avanti in maniera incisiva anche nell’ambito del risanamento quale nucleo fondamentale dell’attività che l’Amministrazione del sindaco De Luca ha messo in campo sin dal suo insediamento, al fine di favorire l’integrazione urbana e sociale di nuclei familiari che hanno vissuto in condizioni disagiate”.

Secondo il progettista e direttore dei lavori della nuova via Don Blasco, Antonio Rizzo, ci sarà adesso un potenziamento e velocizzazione dei ritmi da parte del Consorzio Medil di Benevento, che si sta occupando della realizzazione dell’opera e che ha effettuato anche le demolizioni delle case. Si potrà così completare il collegamento tra via Salandra e via Maregrosso. Sui circa quattro chilometri di percorso ci sarebbero adesso solo quattrocento metri in fase ancora di definizione per il resto il cantiere è tutto aperto e quindi l’impresa può lavorare su più fronti e il sollecito che è stato fatto alla Medil è quello di utilizzare più risorse umane e più mezzi, in modo da accelerare i tempi e recuperare i periodi morti registrati finora.

All’avvio concreto dei lavori, nel gennaio del 2019, si era programmata la consegna dell’opera a marzo 2020 ma è chiaro che questo termine non potrà essere rispettato. Il tratto ultimato per primo sarà quello di via Acireale che è stato già aperto alla fruizione e dove manca solo l’ultimissimo strato di asfalto che sarà fatto solo prima della consegna definitiva; si avvierà a conclusione quindi via Maregrosso e la zona del torrente Zaera, dove si sta lavorando per creare nuovi muri di sostegno per il nuovo impalcato che consentirà il completamento del ponte dalla via La Farina fino alla rotatoria di Zaera.

Restano ancora alcune criticità per il sottopasso di via santa Cecilia, che si stanno affrontando con Rfi che sta effettuando alcune opere di messa in sicurezza. Solo dopo la ditta potrà continuare in questo tratto, con l’organigramma dei lavori.

Il progetto da 27 milioni di euro della nuova via Don Blasco, finanziato per il 55% dallo Stato, per il 25% dalla Regione e per il 20% dall’Autorità portuale, risale al 1998 e da allora a oggi è stato sottoposto a continue rivisitazioni. I numerosi blocchi anche dopo la gara hanno condizionato l’apertura del cantiere e la Medil, per iniziare, ha dovuto attendere pazientemente 13 mesi dalla firma del contratto e 20 mesi dall’aggiudicazione dell’appalto. È stato complicato raggiungere l’accordo con Rfi per la cessione di una superficie di 13mila mq delle aree, dopo un iter durato anni. L’ostacolo più importante, però, per l’avvio della riqualificazione dell’arteria di collegamento tra la zona industriale di Gazzi e il porto storico, sono state proprio le Case d’Arrigo, agglomerati fatiscenti in mezzo al percorso, dove per decenni 34 nuclei familiari hanno vissuto. Prima della loro demolizione è stato necessario un intervento di bonifica perché le costruzioni avevano delle pannellature di amianto. Ma soprattutto è stato necessario trovare una collocazione alle famiglie sgomberate. A loro ArisMe ha assegnato gli alloggi acquistati con i fondi per il Risanamento. “Sono stati tolti dal ghetto dove hanno vissuto per tutto questo tempo – ha voluto sottolineare il presidente di ArisMe, Marcello Scurria – e distribuiti in varie zone della città. Questa è la vera integrazione”.

Ci dovrebbero essere a disposizione 40 milioni di euro dei fondi europei più 18 milioni della Regione Sicilia con cui l’Amministrazione comunale ha intenzione di acquistare sul mercato, secondo crono programma del 2020, duecento appartamenti per sbaraccare altre aree.