Messina

L’esempio delle Valli Basiliane per la valorizzazione dei borghi

MESSINA – A oltre un anno dalla sua costituzione, la Cooperativa di comunità Valli Basiliane, la prima a nascere in Sicilia, è diventata un modello che si vorrebbe riproporre in altri borghi della città a rischio spopolamento.

L’esperienza parte da Cumia, un villaggio collinare della zona Sud di Messina, dove quindici giovani, dai venti ai quarant’anni, hanno deciso di non andare via e utilizzare le competenze acquisite nei loro percorsi di studio per fare impresa, valorizzando le risorse del territorio in sono nati e cresciuti. Importante, nel percorso intrapreso, è stato il ruolo di padre Giovanni Lombardo, parroco di Cumia, escursionista, appassionato di natura, tra i promotori dell’associazione Camminare i Peloritani. Il parroco ha fatto intravedere come si potevano superare alcune criticità economiche e occupazionali del borgo utilizzando il patrimonio paesaggistico e culturale.

È seguita quindi la stesura del progetto e il contributo di tremila euro assegnato al concorso di progettazione sociale Fiera delle idee promosso dalla Cei attraverso il progetto Policoro. L’obiettivo che si è posto la cooperativa è quello di potenziare la promozione turistica e culturale delle valli di Cumia, San Filippo e Bordonaro, con il coinvolgimento di tutta la comunità locale.

La pandemia ha condizionato eventi e attività escursionistiche, ma il blocco c’è stato soltanto durante il periodo di zona rossa. “La gente – afferma Annalisa Currò, presidente della cooperativa – ha necessità di riappropriarsi degli spazi. Malgrado i limiti abbiamo continuato a organizzare eventi e lavorare sui sentieri scoprendo anche parti sconosciute”.

È stato migliorato “l’anello” dei mulini, un percorso che unisce Cumia superiore a Cumia inferiore e il sentiero verso un leccio di più di trecento anni, il più antico dei Peloritani. Sono state trovate le grotte eremitiche dove i monaci Basililiani dei monasteri di Bordonaro e San Filippo si ritiravano per la meditazione e inserite nei percorsi di trekking. Siamo nella prima fase del progetto della cooperativa, che si articola su sei anni.

“Ci eravamo proposti – aggiunge – una ripresa dei sentieri con la messa in sicurezza e l’avvio del trekking e siamo riusciti a farlo. Nel frattempo abbiamo preso in comodato d’uso un mulino del 1800 da ristrutturare con i fondi del 110%, c’è già la progettazione, così da restituirlo alla fruizione. Vogliamo ricavare due stanze da mettere a disposizione di chi vuole fare trekking e fermarsi per un paio di giorni e fare un Museo didattico sulla lavorazione del grano”.

Gli step successivi prevedono la ristorazione con la valorizzazione dell’enogastronomia locale e nell’ultimo biennio si dovrebbe dare il via al pernottamento all’interno dei villaggi. “Stiamo facendo già esperienza con delle degustazioni, alla fine del trekking, dei nostri piatti tipici”.

Il campo d’azione della cooperativa è in crescita e si pensa ad altri progetti, per esempio con le scuole e per il recupero degli antichi mestieri. “È possibile fare anche eventi personalizzati – sottolinea ancora Annalisa Currò- il gruppo dell’Associazione nazionale insegnanti di geografia è stato entusiasta della biodiversità presente nel percorso dei mulini; abbiamo anche dei partenariati con l’Uisp, insomma vogliamo allargare la nostra rete di collaborazione”.

Valli Basiliane si serve già del supporto dell’Università, con il professore Filippo Grasso, di Confcooperative, del Corpo Forestale che ha fornito supporto e il materiale per staccionate e passerelle. È un esempio replicabile quello di Valli basiliane, ne sono convinti Padre Lombardo e la presidente Currò, che nei mesi scorsi hanno raccontato la loro esperienza al Gruppo Fondi europei del Movimento casali di Tramontana, nato tra i villaggi della zona Nord (Castanea, Rodia, Massa San Giovanni, San Saba). Tra questi borghi vengono organizzate iniziative di valorizzazione del territorio anche attraverso il trekking con il supporto adesso del Gruppo Architrekking dell’Ordine degli architetti di Messina. La collaborazione con Valli Basiliane potrebbe portare anche in questa area alla nascita di imprese sociali che attivino uno sviluppo sostenibile.