Messina

Messina, la “metromare” per liberare il centro dalle auto

MESSINA – Una città moderna in un contesto dinamico che deve crescere dentro linee guida condivise. L’Amministrazione comunale si sta muovendo dentro questo percorso, con progetti in corso e altri da realizzare in vari ambiti per alzare la qualità della vita. Tra gli strumenti a supporto c’è il Psum, Piano strategico urbano metropolitano e dell’area dello Stretto, il cui schema generale è stato approvato a metà dicembre dalla giunta guidata dal sindaco Federico Basile, su proposta del vicesindaco Salvatore Mondello.

Un futuro di Ccescita guidato dal Piano Strategico Urbano Metropolitano (PSUM)

Il Piano è stato finanziato nel 2019 dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per 280 mila euro e si muove su più livelli, quello urbano, per orientare le azioni dei dipartimenti e delle circoscrizioni verso obiettivi condivisi; quello metropolitano, che tiene conto del ruolo centrale che la città ha nell’area del complesso territorio provinciale; quello dell’area dello Stretto, puntando a creare strategie condivise anche con le città di Reggio Calabria e Villa San Giovanni.

Siamo ancora nella fase del confronto

Siamo ancora nella fase del confronto con i vari portatori di interessi e cittadini come quello di martedì pomeriggio a cui hanno partecipato consiglieri comunali e di circoscrizione, rappresentanti sindacali e di associazioni. È a disposizione anche un questionario online con il quale i messinesi possono esprimere un’opinione, indicando gli ambiti prioritari, quelli su cui si ritiene sia più urgente intervenire con progetti per i quali trovare finanziamenti.

Gli ambiti su cui punta molto l’Amministrazione

Tra le opzioni: l’inclusione sociale, la qualità dei servizi pubblici, il cambiamento climatico, la mobilità sostenibile, lo sviluppo turistico dell’area dello stretto, fare di Messina un centro interculturale e candidarla ad ospitare giochi e manifestazioni sportive nazionali ed internazionali, la valorizzazione dei luoghi del terremoto, la riduzione delle differenze tra centro e periferie. Sono gli ambiti su cui punta molto l’Amministrazione ed una buona parte sono centrati sulla rivoluzione della mobilità in atto, tra piste ciclabili, isole pedonali, parcheggi d’interscambio e grandi investimenti sul trasporto pubblico e bus elettrici.

La rivoluzione della mobilità

Una rivoluzione che però fa fatica ad essere metabolizzata così malgrado il successo degli abbonamenti Atm a costi promozionali per fruire di tram e autobus, le strade continuano ad essere invase da auto. Un problema che in alcune arterie potrebbe essere superato dal progetto della Metromare che mercoledì mattina il vicesindaco Mondello ha presentato in sesta commissione consiliare presieduta da Giuseppe Busà.

“La metropolitana del mare, nasce in coda al Pums (piano urbano mobilità sostenibile) – dice Mondello – in quella fase di finanziamento dell’attività di pianificazione, il Mit ci ha riconosciuto un plus da utilizzare per un progetto su modalità alternative di trasporto. Ci è stata data anche una linea di indirizzo. Il percorso è stato oggetto di partecipazione, con tre forum e riunioni varie con gli ordini professionali, associazioni e stakeholder. Se n’è parlato anche nel tavolo tecnico per la continuità del trasporto sul mare. La metromare può essere una valida alternativa alle direttrici principali della città, anche alla luce dei dati sul traffico, che ci vedono quinti e non più terzi, quindi parliamo di un leggero miglioramento e ci stiamo muovendo per alleggerirlo ulteriormente”.

Un progetto innovativo di stazioni mobili a Messina

Il progetto è stato finanziato nel 2020, nel 2022 è stata aggiudicata la gara alla messinese Dinamica srl. Il contratto è stato firmato a settembre, resta adesso da redigere i termini della fattibilità tecnico-economica. “Il progetto – ha spiegato l’ingegnere Davide Ferlazzo della Dinamica srl – prevedeva 8 stazioni, poi ridotte a 5: Torre Faro, Fiumara Guardia, il molo Rizzo, Santa Cecilia e Tremestieri. Ma si possano implementate. Dal punto di vista tecnico, sin dalla presentazione della gara, abbiamo immaginato strutture trasparenti, su pali, multiforme, per non imporre condizioni fisiche permanenti che possano incidere sul flusso del mare. Il progetto è ambizioso e bisognerà renderlo appetibile, anche alla cittadinanza, dal punto di vista della fruibilità”.

Il costo stimato è di circa 18 milioni di euro, la gestione intorno a 960mila euro. “Nelle previsioni del Pums – aggiunge Ferlazzo- la metropolitana del mare nasce come servizio per la città considerando anche i collegamenti con Reggio e Villa. Ma il nostro progetto riguarda in questo momento solo la città. Per quanto riguarda i mezzi, abbiamo immaginato qualcosa di simile agli aliscafi con capienza media di 200 posti a sedere”.