Messina

Messina, progetto ForestaMe, si parte entro la fine di aprile

MESSINA – Con ForestaMe si parte dal parco Aldo Moro, spazio verde in mezzo alla città inibito per decenni alla fruizione dei cittadini. L’Amministrazione comunale ha scelto simbolicamente questo luogo per la consegna ufficiale dei lavori di forestazione urbana di quattro progetti pilota degli otto finanziati dal programma Pon Metro 2014/2020 React-Eu asse 6, che rientra tra gli obiettivi di Messina 2030 Green events.

In un quadrante del centro ci saranno in totale 545.800 mq di area “forestata”. La città con più spazi verdi d’Italia. Un sogno che potrebbe avverarsi con un percorso di educazione, promozione, formazione ambientale che nasce dalla volontà dell’Amministrazione di promuovere la cultura dello sviluppo ecosostenibile, soprattutto tra le giovani generazioni.

ForestaMe è l’ambizioso programma su cui, nella passata Amministrazione, ha molto creduto l’ex assessore Carlotta Previti. Nei primi mesi della sindacatuta di Federico Basile si è entrati nella fase operativa, con l’agenzia Invitalia che si è occupata dei bandi di gara dei quattro progetti pilota del valore complessivo di oltre 12,5 milioni di euro.

Il primo cantiere a essere aperto, già a fine aprile, sarà proprio quello del parco Aldo Moro. Ad aggiudicarsi l’appalto per circa 963 mila euro – la base d’asta di partenza era di 1,4 milioni – è stato un raggruppamento di imprese di Agrigento formato dalla Edil Young Srl e dalla Elcal Srl di Favara. Dovranno completare i lavori entro 120 giorni dalla consegna, quindi il parco potrebbe essere aperto già a fine estate. Ci credono il sindaco Basile e il direttore generale Salvo Puccio, insieme durante la presentazione con accanto gli assessori Francesco Caminiti e Liana Cannata e i presidenti di MessinaServizi, Amam, Messina Social City e Atm.

Ieri mattina sono risuonati gli echi di un’altra conferenza stampa, quella che nel gennaio del 2022 fece l’ex sindaco Cateno De Luca, sempre al parco Aldo Moro, per presentare in quel caso il progetto e i vari rendering del nuovo parco: ampi spazi con prati all’inglese, squarci panoramici con vista sullo Stretto, un’area giochi, insieme all’annuncio di inizio lavori di lì a breve. Basile ha ripreso quel filo interrotto per vari intoppi.

Il verde urbano – ha detto Puccio – non è solo l’albero, ma un ragionamento che mira alla salvaguardia del territorio togliendo cemento e favorendo, per esempio, una pavimentazione drenante. Questi luoghi saranno al servizio della città e soprattutto degli studenti. Ci saranno una serie di lavori che aiuteranno la città in chiave sicurezza e nel centro questi alberi ci permetteranno un drenaggio diverso”.

All’interno del Parco c’è poi la sede dell’Ingv, che da anni l’Istituto promette di riaprire e attivare ma senza che nulla accada. C’è un finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza che si potrebbe adesso utilizzare e Mario Mattia, coordinatore per i fondi del Pnrr, è torna a ribadire la volontà dell’Istituto di rendere operativa la sede locale con l’installazione di stazioni sismiche in tutta la città.

Tra gli altri progetti di ForestaMe che diventeranno cantieri nei prossimi mesi vi è poi la “Riqualificazione a verde dell’asta fluviale Gazzi”: ad aggiudicarselo è stata la Società cooperativa–consorziata Edilap con un’offerta di oltre 3 milioni e mezzo. In questo caso ci vorranno 260 giorni per completare l’intervento.

Nell’elenco anche la “Realizzazione viali alberati del centro città”, affidata alla Soter Srl e Marchini piante Srl con un’offerta al ribasso del 31% per circa 3 milioni 600 mila euro. Tempi di realizzazione pari a 250 giorni. Si lavorerà in due lotti, a monte e a valle del viale San Martino e l’obiettivo è quello di riqualificare tutti gli alberi esistenti, ricavando parcheggi tra le piante e ripristinando sia l’asfalto sia il verde cittadino.

Infine la “Rinaturalizzazione a verde del Borgo di Giampilieri” che prevede la riqualificazione di due canali fugatori, del viale che costeggia l’abitato e dei vicoli interni. “È un programma generale di forestazione – ha detto Carmelo Celona, direttore dei lavori – che Milano, per esempio, non ha potuto fare perché il nostro punteggio era più alto e che ci permetterà di rinaturalizzare la città. L’asta fluviale Gazzi, per esempio, parte dallo Zir e arriva fino a Cumia superiore e prevede la realizzazione di filari alberati lungo le strade, la riqualificazione a verde degli spazi pubblici e dei parcheggi e la realizzazione di nuove aree pedonali. Il progetto del centro vedrà alberi su tutte le strade, dove oggi non ci sono e dove si devono ripristinare”.