Catania

Mosema, oggi l’incontro-verità, sul tavolo il futuro dei precari

MASCALUCIA – Si riuniranno oggi il sindaco Vincenzo Magra, il commissario liquidatore e le rappresentanze sindacali Cgil, Ugl e Usb per mettere la parola fine al presidio degli ex Mosema che insiste da giorni davanti le porte del Comune del paese etneo. Sul tavolo un bando di selezione che dovrebbe garantire contratti a tempo indeterminato ai precari della ditta che si occupa dei servizi di igiene ambientale.

“Anche se Mosema versa in stato di liquidazione, non accetteremo compromessi. Vogliamo la stabilizzazione dei contratti”. Un passato da operatore ecologico, un presente da portavoce per i diritti di circa trenta colleghi precari. Le parole di Nunzio Scilio rimbombano davanti le porte del Comune di Mascalucia e descrivono la tormentata vicenda che ruota attorno ai lavoratori interinali della Mosema Spa. La ditta che si occupa della gestione e raccolta dei rifiuti dei Comuni di Taormina, San Gregorio, Aci Bonaccorsi, Valverde, Pedara, Viagrande e (fino a marzo) Mascalucia, complici mala gestio e affari politici, è ai ferri corti. Non solo la messa in liquidazione, ma anche scarse garanzie occupazionali. I due vertici in prefettura alla presenza del sindaco Vincenzo Magra non sono bastati.

“Entro quattro giorni dal primo incontro – ha spiegato il portavoce Nunzio Scilio – Mosema avrebbe dovuto stilare una lista del personale avente diritto a ricoprire tra i 24 e i 28 posti”. Quando l’accordo sembrava raggiunto ecco che Mosema, “come per magia – sottolinea il portavoce – ha preso ancora tempo”. Fallito il primo tentativo di conciliazione, nel successivo sono state concordate nuove assunzioni entro la fine di giugno. I lavoratori erano stati assunti con contratti a tempo determinato il cui rinnovo si ripeteva di mese in mese.

“In base a quanto previsto dal decreto dignità – sostiene il portavoce -, mancava poco per far valere l’assunzione di diritto, ma l’azienda ha deciso di mandarci tutti a casa fregandosene delle terribili condizioni economiche in cui versano alcuni di noi”. Come Calogero, precario dal 2012, due figli sulle spalle e uno sfratto esecutivo da fronteggiare. Assunto cinque volte con contratto a tempo determinato, la sua esperienza in Mosema si è conclusa nel 2017. “Sono due anni – racconta – che non porto uno stipendio a casa, ma a loro non importa”. L’allarme Mosema è stato lanciato a dicembre dello scorso anno nel corso di una riunione informale tenutasi nell’aula consiliare del Comune quando l’allora ad Salvatore Fazio – dimessosi circa venti giorni fa -, preannunciò la drastica situazione della “grande macchina” che sembrava non avere più benzina a sufficienza per la prosecuzione della normale erogazione del servizio, ma il Comune aveva assicurato che qualunque decisione fosse stata presa sarebbero state salvaguardate le posizioni dei lavoratori.

“L’azienda ci ha illuso – esclamano i precari in protesta –, ci ha promesso il posto fisso tenendoci sempre sul filo del rasoio”. Ma a dieci giorni dall’inizio del presidio, ecco che arriva la svolta. Per il primo cittadino mascaluciese “gli interinali non vantano alcun diritto di assunzione” ma, al contempo, rivela l’oggetto dell’incontro di oggi con sigle sindacali e commissario liquidatore.

“Domani (oggi per chi legge) – spiega il sindaco Magra al QdS – si terrà una riunione. La governance di Mosema, d’accordo con i sindacati, sta predisponendo un bando che possa, attraverso contratti a tempo determinato o indeterminato, ridare dignità ai lavoratori che hanno operato nell’orbita dell’azienda”.

Se ieri i manifestanti si dichiaravano pronti a dare battaglia, oggi è lo stesso portavoce, Nunzio Scilio, ad abbassare il tiro. “Se raggiungeremo l’accordo – afferma – sospenderemo la protesta fino alla pubblicazione del bando”.