Sanità

Omicron 5, boom di ricoveri in Sicilia: “Vediamo anche polmoniti, in ospedale pure vaccinati”

“Siamo già in piena ondata di Omicron 5, almeno da inizio giugno. Speriamo duri poco. Stavamo parlando di far tornare i reparti Covid alla normalità, purtroppo non è stato possibile: i numeri sono in crescita”. A parlare è il dottor Vincenzo Provenzano, primario del Covid Hospital di Partinico. Ieri in Sicilia si sono sfiorati 6000 casi.

Omicron 5, la situazione in Sicilia

“Omicron 5 non sembra essere più virulenta, è molto più contagiosa però – dice Provenzano – Una cosa però la dobbiamo dire: stiamo tornando a vedere anche delle polmoniti e dei problemi di trombosi, quindi è comunque una patologia da no sottovalutare, soprattutto per i fragili. E vediamo ricoveri anche tra persone vaccinate con tre dosi, persino 4”.

Omicron 5, il long Covid

Provenzano pone poi l’attenzione ancora una volta sul long covid: “E’ una situazione che vediamo sempre più spesso – dice -. Ed è un qualcosa che colpisce tutti e con più sfumature, dalla stanchezza alla depressione. Per questo diciamo ancora, e sempre di più, all’assessorato di considerare anche questo problema”.

Omicron 5, allarme in Italia

In Italia la curva dei ricoveri Covid è piatta. Dopo il rallentamento progressivo del calo dei ricoveri delle precedenti settimane, la rilevazione del 21 giugno degli ospedali sentinella Fiaso mostra un arresto di tale riduzione e una sostanziale stabilità.

 Le variazioni settimanali dei pazienti Covid, sia nei reparti ordinari sia nelle terapie intensive, infatti, sono minime: nel periodo 14-21 giugno, sottolinea la Fiaso, si assiste a una diminuzione di soli 2 ricoverati nei venti ospedali aderenti alla rete della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere.

 L’analisi geografica dei ricoveri evidenzia tuttavia come al Sud la curva continui a scendere (-8,8%), al Nord abbia un lievissimo rialzo (2,1%), mentre al Centro abbia invertito direzione e sia cresciuta (10,8%).

 Tra i ricoverati in terapia intensiva per Covid ovvero con sindromi respiratorie e polmonari il 37% risulta non vaccinato; tra i vaccinati, invece, quasi tutti ormai da oltre 4 mesi, il 100% è affetto da comorbidità.

 “L’aumento della circolazione del virus con la nuova variante ha determinato una battuta d’arresto nella riduzione dei ricoveri che dobbiamo attentamente monitorare e che potrà portare nelle prossime settimane a un lieve rialzo, come è già avvenuto in qualche regione. Al momento comunque i numeri restano bassi e non destano preoccupazione. Va sottolineato, tuttavia, che ci sono ancora 10 milioni di italiani che non hanno fatto la terza dose vaccinale: la popolazione sottoposta a ciclo vaccinale primario è di circa 52 milioni mentre alla dose addizionale hanno aderito solo 42 milioni.

Dati ancora più bassi per la quarta dose booster destinata agli anziani e ai più fragili: solo il 27% della platea di coloro ai quali è consigliata si è sottoposto a vaccinazione. Il virus colpisce proprio i più deboli sprovvisti di un’ampia copertura vaccinale e, a riprova di questo, ci sono i dati che arrivano dalle nostre rianimazioni: la quasi totalità dei pazienti in terapia intensiva è costituita da soggetti affetti da altre patologie che avrebbero dovuto ricevere la quarta dose booster», dichiara il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore.

Omicron 5, aumento ricoveri tra i più piccoli

Nelle classi di età pediatriche si osserva invece un aumento abbastanza netto. I ricoveri, pur restando limitati, sono più che raddoppiati. I pazienti sono per lo più bambini molto piccoli (neonati tra 0 e 6 mesi che in una settimana sono quasi triplicati da 5 a 14 pazienti) nei cui confronti atteggiamenti di prudenza possono facilitare il ricorso al ricovero; un aumento della circolazione del virus può determinare questo fenomeno, senza che sia sotteso un aumento della gravità delle sindromi. Per la prima volta da cinque settimane si registra un ricovero in terapia intensiva Per Covid. Si tratta di un maschio della classe 5-11 senza comorbidità. Sono segnalati inoltre due ricoveri Con Covid in intensiva, uno sotto i sei mesi di età e l’altro della classe 12-18 non vaccinato.