Catania

PalaTupparello, il Comune di Acireale rinegozia il mutuo con Irfis

Il PalaTupparello è una delle strutture al coperto più importanti del Sud Italia, un sito che negli anni ha ospitato concerti di rilevanza nazionale ed internazionale. Con la delibera del Consiglio comunale di Acireale del 28 dicembre scorso la città rinegozia il mutuo di 3,9 milioni di euro con l’Irfis, società finanziaria regionale, oltre a prevedere spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria per un importo che si aggira intorno ad 1,7 milioni di euro. Al Consiglio comunale sono stati 18 i voti favorevoli e due i contrari.

Una delibera che aldilà dei numeri finali ha richiesto valutazioni profonde da parte delle varie anime della maggioranza. Un comunicato del gruppo “La Città che vogliamo” chiarisce le motivazioni del voto nel “favorire l’attrazione di investimenti, la crescita e la promozione socio-culturale, la valorizzazione territoriale e lo sviluppo turistico, la conoscenza e la promozione dell’immagine del territorio. Sono in pratica un motore di consumi e di crescita e in genere un’occasione di rilancio del nome della nostra città”.

Il sindaco di Acireale, Stefano Alì, risponde così al Qds: “Abbiamo rinegoziato il mutuo e faremo il bando per la gestione in quanto il Comune non è in grado di mantenerla”. Bisognerà dunque avviare i lavori per la struttura e poi affidare, tramite bando, la gestione ai privati. Ricordiamo ai lettori che secondo alcune stime il bene varrebbe circa 7 milioni di euro, 4 al netto dei costi di ristrutturazione. Il Consiglio comunale, semplificando, motiva la scelta della rinegoziazione del mutuo per salvare il “patrimonio comunale” dalla scure della Corte dei Conti.

La cittadinanza, però, non è compatta di fronte alla scelta adottata. Gianluca Cannavò, ex consigliere provinciale e amministratore comunale attacca: “Con la delibera del Consiglio comunale di Acireale del 28 dicembre 2020, che ha votato per l’accollo del mutuo di quattro milioni di euro per l’acquisto, di fatto, del PalaTupparello e l’aggiunta di un altro un milione e mezzo di euro circa per le spese per rimetterlo in funzione, si è scritta una delle più tristi e peggiori pagine della storia di Acireale, con il grande sperpero di denaro pubblico. Tale scelta indebiterà il Comune e le nuove generazioni per milioni di euro ed esporrà l’ente a contenziosi milionari che potrebbero condurlo al dissesto”. Cannavò prosegue: “A nulla sono serviti i numerosi appelli che ho fatto negli anni, affinché si lasciasse che la struttura andasse all’asta e, dunque, la comprassero i privati, i quali non avrebbero potuto, di certo, dotarla di ruote per trasferirla altrove. Privati che, tra l’altro, per una serie di ragioni, avrebbero potuto garantire l’immediata funzionalità della struttura e, soprattutto, introiti per il Comune attraverso i vari tributi previsti”.

Salvataggio o sperpero di denaro pubblico, dunque? Il PalaTupparello tornerà ad essere nodo nevralgico degli eventi nel Sud Italia? Certamente a guidare tale rinascita non potrà essere la “Multisport”, società con socio di maggioranza Giuseppe Rapisarda che per decenni ha guidato i concerti acesi, fallita in questi giorni. Il Comune di Acireale, tornato proprietario della struttura nell’estate del 2019, dopo varie vicende giudiziarie, mutui e affitti non pagati da terzi e contese sui lavori di ristrutturazione, dovrà condurre il processo di rinascita di un’opera che non può rischiare di diventare l’ennesima risorsa inutilizzata dell’Isola.